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Alpinismo : Punta Gioffredo, da San Bernolfo
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 29/08/18 22:55
Notizia riferita al: 23/08/18
Letture: 179

Compagnia dell’Anello ancora dimezzata questo giovedì, i quattro rimasti partono all’attacco – si fa per dire – di un antico chiodo fisso di Angelo, la Punta Gioffredo, che con i suoi 2960 metri di altitudine è il punto più alto della notevole costiera che origina dalla Cima del Corborant e si spinge verso Nord-Est, tra i Valloni dell’Ischiator e di San Bernolfo, attraverso il Monte Laroussa, l’omonimo Passo, il Monte Saletta e il Monte Seita, digradando poi fin presso l’abitato dei Bagni di Vinadio.
Qualcuno propone un suggestivo anello, con salita dalla Forcella Ovest Gioffredo e discesa dalla via normale (apparentemente) più facile, ma siamo tre contro uno, quindi la maggioranza vince e si farà percorso di andata e ritorno sulla stessa via (la cosiddetta “normale”).
L’itinerario percorre il versante meridionale della montagna che accoglie i deliziosi laghi Lausfer (Lansfero sulla Tav. IGM - una delle innumerevoli traduzioni di Mussoliniana memoria, dagli idiomi locali nella lingua nazionale, operate da quel Grantestadicazzo, come lo ha giustamente definito l’indimenticabile Prof. Stefano D’Arrigo nella sua opera omnia “Horcynus orca”, delle quali la più pacchiana rimarrà per sempre immortalata nel Colle del “Soleglio Bue” (dal francese Beausoleil)!
L’escursione pedestre inizia appena oltre il magico paesello di San Bernolfo (Sabarnui nella parlata occitana), Valle Stura di Demonte, Vallone dei Bagni di Vinadio, ad una quota di 1700 metri s.l.m.; due parole su questo ameno villaggio: alcune baite conservano ancora i tetti costruiti con paglia ammassata e pressata, retaggio di quell’edilizia tanto povera quanto ingegnosa e redditizia (ancora oggi resistono agli elementi, dopo centinaia di anni dalla loro costruzione), che ha caratterizzato le epoche in cui l’Homo era ancora Sapiens Sapiens.
I primi tre chilometri circa si sviluppano su larga sterrata di moderata pendenza inoltrantesi verso la testata del Vallone di San Bernolfo, diventando poi sentiero-mulattiera con numerose scorciatoie, delle quali usufruiremo sia in salita che in discesa; alla quota di 2300 m si tralascia sulla sinistra la diramazione per il Vallone e Passo di Barbacana e si prosegue verso settentrione sul ripido pendio di erba e pietrame sottostante lo sperone orientale del Becas del Corborant, fino a raggiungere in successione i due anzidetti laghi Lausfer: Inferiore m 2501 e Superiore m 2555.
Dal secondo lago si prosegue ora ancora per poche decine di metri il sentiero principale che sale al Passo del Corborant, fino a deviare verso destra lungo una traccia (ometto e labile scritta su roccia P.Gioffredo) che prende quota serpeggiando in direzione Nord-Est.
A 2640 m circa il sentiero, che per alcuni tratti in rovina si smarrisce, attraversa verso sinistra una pietraia poi, sempre meno evidente si innalza decisamente verso Nord ed infine scompare.
Piegando ora verso destra, seguendo i radi “ciaperet”, si raggiunge un colletto a circa 2700 m sul promontorio che divide la conca Lausfer e la costa del Gias Verde.
Volgendo a sinistra (NO) si segue l’elementare crinale di lastroni inclinati intervallati da tratti erbosi fino a un ripiano a circa 2780 m di quota, dove inizia il detritico e molto ripido pendio che scende verso Sud-Est partendo dalla vetta; lo si risale integralmente, piegando progressivamente verso sinistra, fino a guadagnare la cresta Est che si percorre verso sinistra, aggirando sul versante S alcuni brevi tratti esposti, raggiungendo infine la Forcella Est. Da qui, dopo un breve tratto poco appigliato (F), si raggiungono gli ultimi risalti rocciosi e con facile arrampicata di una decina di metri si esce sulla striminzita vetta della Punta Gioffredo m 2960.
Sul versante opposto da quello salito, la vista cattura subito i due laghi superiori nell’alto vallone dell’Ischiator con la soprastante Punta dei Laus; verso Est spicca la vicina cima del Monte Laroussa, mentre in direzione NO si notano l’imponente Becco Alto d’Ischiator, le omonime Cime N e S, le Cime di Schiantalà o Tres Punchas, le Cime E e O della Montagnetta, la Rocca Rossa e il Monte Tenibres, fino a ritornare al vicino Corborant con il suo inquietante Gendarme. Infine, in direzione Sud, spiccano le tre Cime di Malaterra (N, Centrale e S), la Rocca Negra e il già citato Becas del Corborant.
Ritorno lungo la via percorsa in salita (quindi, per oggi, niente anello), sosta ristoratrice al lago inferiore del Lausfer, e rientro un po’ affrettato per l’approssimarsi di alcuni minacciosi nuvoloni (riceveremo solo alcune goccioline in auto tra Pianche e Vinadio).
Per la toponomastica:
Lausfer è un oronimo composto dal prov. Làus “lago” e da fer (latino ferus) “luogo lontano, isolato e selvaggio”;
Gioffredo: il nome, introdotto nella toponomastica alpina da Victor de Cessole nell’anno 1918, ricorda lo storico abate nizzardo Pietro Gioffredo, morto nel 1692.

Escursione effettutata il 23 Agosto 2018
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Angelo, Antonio, Franco e José
Località di partenza: San Bernolfo 1700m, Valle Stura di Demonte (CN)
Dislivello cumulato in ascesa: 1292m
Sviluppo complessivo del percorso: 15 km
Tempo in movimento: 5h 15' (vedi scala difficoltà)

Fotocronaca
...altre foto
Tracciato gps


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 29/8/2018 23:24  Aggiornato: 29/8/2018 23:24
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 255
 Re: Punta Gioffredo, da San Bernolfo
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca e tracciato GPS: Angelo
Altre Foto: José
Coordinamento redazionale: Adriano
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