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Escursionismo : Anello del monte Saccarello, da Bens (La Brigue)
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 30/07/18 02:48
Notizia riferita al: 19/07/18
Letture: 186

Suggestivo anello, molto panoramico (meteo permettendo) e di ampio respiro, che consente la perlustrazione dell’erboso fianco occidentale e del crinale del Saccarello.
Certamente consigliabile, anche se un po’ più lungo e faticoso, rispetto all'ascesa dal versante italiano di Monesi, invaso dagli impianti di risalita e dai mezzi motorizzati fuoristrada e non.
Il Monte Saccarello (2200m) risulta geograficamente interessante per almeno tre motivi: è la cima più elevata della Liguria, è inoltre un importante nodo orografico poiché dalla sua vetta hanno origine le linee spartiacque che separano tre vallate (Roya, Tanaro e Argentina) associate a tre diverse regioni (Provenza, Piemonte e Liguria) ed è infine celebre poiché dalle sue pendici, con il nome di Tanarello, nasce il Tanaro, unico rilevante affluente di destra del Po ad avere origine alpina.
Sotto l'aspetto amministrativo, dal 1947, è un punto di confine amministrativo tra le province di Imperia e di Cuneo e confine di Stato tra l'Italia e la Francia (Dipartimento delle Alpi Marittime).
Si trova al centro della regione brigasca, ossia il territorio dell'etnia dei brigaschi, un popolo alpino caratterizzato da cultura e lingua proprie, che ha in La Brigue la sua piccola "capitale".
Lungo il versante nord-orientale del Monte Saccarello si sviluppano gli impianti sciistici e le relative piste da sci della località sciistica di Monesi di Triora. Il versante opposto, invece, è a strapiombo sulla frazione di Verdeggia, ancora nel comune di Triora.
La sommità è raggiungibile da Monesi di Triora (Imperia) o, nel nostro caso, dalla Valle Roya
La base di partenza per noi è Bens che si raggiunge percorrendo la Val Roya fino a San Dalmazzo di Tenda. Qui si prende la deviazione verso La Brigue e si percorrono 4 km che portano a Notre Dame des Fontaines (885 m) che sarà il punto d'arrivo del nostro anello. Pertanto lasciamo qui un'auto e, stipati sull'altra macchina, percorriamo gli ulteriori tre km che chiudono il percorso alle auto nel piccolo parcheggio sterrato di Bens (1084 m).
Di qui, zaino in spalla, si affronta la mulattiera, subito ripida, che affianca le vecchie case del piccolo borgo e si segue il percorso contrassegnato da tacche gialle che procede verso il Passo di Tanarello.
Più avanti s’incontrano aree coltivate a piccoli frutti e ortaggi in tunnel di PVC. Dopo aver oltrepassato un cancello con cartello che invita gli escursionisti a richiuderlo dopo il loro passaggio, la mulattiera attraversa un'ampia “bergerie” dotata di abitazioni, stalle ed ovili. Porre attenzione poiché i cani adibiti alla custodia delle greggi e delle mandrie, tra cui due magnifici pastori maremmani, sono liberi e accorrono velocemente ad annusare gli intrusi entrati nel loro territorio (se si mantiene la calma non sono pericolosi e diventano amici con qualsiasi genere alimentare gli si possa offrire!).
Fino ai 1400m di quota il sentiero, percorso frequentemente dagli armenti per l'accesso ai soprastanti pascoli, si presenta ampio e ben battuto, ma attenzione perché ad certo punto, quando inizia a salire ripido sulla sinistra bisogna seguire invece la leggera traccia che prosegue in piano verso il centro del Vallon de Cravicola.
Man mano che proseguiamo si fa sempre più netta la sensazione che questo sentiero sia abbandonato a sé stesso (a differenza di come l'avevamo trovato in una nostra precedente escursione di qualche anno fa). Difatti in alcuni punti la vegetazione lo ricopre interamente rendendo difficoltosa l'individuazione del tracciato.
Di tanto in tanto, si devono guadare dei piccoli corsi d’acqua che provengono da gole laterali e, più avanti, quando il vallone tende a restringersi fino ad una gola interrotta da una cascata d’acqua, occorre attraversare il rio e spostarsi sull’altro versante.
Qui, dopo numerose serpentine tra una vegetazione sempre più invasiva, ci avviciniamo al crinale sul quale s’intravedono alcuni tralicci dell’alta tensione.
Usciti finalmente dal bosco in ripida salita raggiungiamo una strada ex militare, posta sotto la cresta, e con un lungo traverso arriviamo al Passo di Tanarello (2045 m) sulla linea di confine italo/francese.
Di qui, in direzione nord, si scorge in lontananza il Monte Bertrand (2482m) e, più vicine, la cima Missoun (2356 m) e Ventosa (2096 m). Verso sud si avvista, a parecchia distanza, la grande statua del Redentore (14 m. di altezza) e, poco più sulla destra, la cima arrotondata del Monte Saccarello. In basso la località sciistica Monesi di Triora e la strada (la Limone-Monesi chiamata anche Via del Sale) che sale verso il passo dividendosi a metà del versante con un lungo traversone che s'inoltra nel bosco delle Navette e prosegue poi verso il Colle dei Signori e il Colle di Tenda.
Per raggiungere la nostra meta percorriamo in direzione Sud la dorsale di confine che, con un piccolo dislivello, raggiunge dapprima il Monte Tanarello (2094 m) e successivamente, in discesa, il Pas de Basera (2036 m), da cui si segue la strada che porta sulla cresta dove è stata installata, nel 1901, la grande statua in ghisa dorata del Redentore (2164 m) e, percorrendo circa 500 metri si raggiunge la cima del Monte Saccarello (2200m).
Su quest'ultimo, oltre ai ruderi di numerose postazioni militari, è presente un cippo bianco, alto circa 4 metri, innalzato nel 1891 in ricordo di una pattuglia di alpini travolti da una valanga.
Merita pure interesse la stele collocata esattamente nel punto di confine tra Italia e Francia e tra i comuni di Triora, Briga Alta e La Brigue sulla quale è scolpito in italiano, francese e brigasco il significativo aforisma “LE MONTAGNE DIVIDONO LE ACQUE E UNISCONO GLI UOMINI”.
Il meteo, a dispetto delle belle previsioni, è poco favorevole e non permette purtroppo di godere appieno del vasto panorama che da questa cima si può ammirare, ma lo spettacolo è parimenti suggestivo con le punte più alte delle Alpi Liguri e Marittime che giocano a rimpiattino con le candide nuvole. Malauguratamente queste stanno però diventando troppo numerose consigliandoci di iniziare la discesa per il ritorno.
Dalla cima del Saccarello, seguendo lo spartiacque in direzione Nord fra dossi erbosi e cespugli di rododendri, si giunge ad una poco marcata selletta, chiamata Passo del Saccarello, dove una palina indica sulla sinistra l'inizio del sentiero per il Passo di Collardente.
Con un traversone ed un paio di tornanti in una distesa di rododendri, il sentiero si porta sui ripidissimi pendii del versante Nord-Ovest del Saccarello, aggira una barra rocciosa strapiombante (piccola barma) ed effettua un lungo traverso discendente verso sinistra. Con una serie di ampie ripide serpentine sull’erto pendio erboso alla testata del Vallon des Fraches, perde rapidamente quota inoltrandosi tra i larici e raggiungendo la rotabile ex-militare che collegava le postazioni di Colla Melosa e di Cima di Marta con il Passo di Tanarello.
Una ripida scorciatoia nel bosco permette di superare due tornanti della strada e di arrivare al Passo di Collardente (1600m).
Di qui si svolta a destra (palina indicante Notre-Dame des Fontaines) imboccando una bella mulattiera che s'inoltra nel fitto bosco di resinose con un lungo traverso nel Vallon des Fraches per proseguire poi nel Vallon du Mont Noir, con qualche tratto aereo, sorretto da poderosi muraglioni a secco.
Doppiati alcuni costoni la mulattiera entra poi in un bosco misto di castagni e conifere, e continua mantenendosi alta sulla destra idrografica del Vallon de la Madòne con lunghi tratti pressoché pianeggianti che risulterebbero piacevoli e defatiganti se non fosse che le nuvole, ormai troppo numerose, iniziano a litigare tra di loro inondandoci con una pioggia torrenziale che ci accompagnerà fino all'arrivo presso il santuario di Notre-Dame des Fontaines

Escursione effettuata il 19 luglio 2018
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Alberto, Angelo, Franco, José e Osvaldo
Località di partenza: Località Bens (1084m) di La Brigue – Valle Roya (F)
Punto più elevato raggiunto: Monte Saccarello 2200m
Dislivello cumulato in ascesa: 1243m
Dislivello cumulato in discesa: 1432m
Sviluppo complessivo del percorso: 18,7 km
Tempo in movimento: 6h 20'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

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