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Escursionismo : Un anello da Chiomonte al Frais
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 05/06/18 00:15
Notizia riferita al: 01/06/18
Letture: 263

Un anello da Chiomonte al Frais

Località di partenza: Fuori Chiomonte, presso il sottopasso della ferrovia mt. 790
Dislivello: mt. 750
Tempo di salita: 3 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Va Susa – Val Cenischia – Rocciamelone - Val Chisone Fraternali Editore

I versanti all’Inverso della valle di Susa, ammantati di fitti boschi, castagni sul fondo valle, larici e abeti più su, di tanto in tanto s’aprono a verdeggianti radure pascolative dove sono presenti minuscoli insediamenti ancora oggi finalizzati al pascolo. Molto case lasciate in abbandono sono state ristrutturate animandosi questi luoghi specie nei fine settimana o durante il periodo estivo. Ciò è stato reso possibile da una fitta rete di strade e stradelli che partendo dai centri importanti di fondo valle raggiungono e collegano tra loro questi insediamenti. Ciò ha fatto si che i sentieri non più utilizzati hanno perso col tempo la loro funzione non provvedendo più alcuno alla loro manutenzione e pulizia. Pertanto, pur essendo segnati sulle carte, oggi sono per lo più quasi impercorribili in quanto invasi da alberi e rami caduti mai rimossi, pietrame dovuto al grufolare dei cinghiali e altri impedimenti che rendono difficile il transito al punto di dover passare a margine nei prati, oppure dover scegliere in alternativa tratti di strada.
Questo è quanto è stato trovato in questo itinerario che partendo di poco fuori Chiomonte, nella media valle di Susa, sale al turistico Pian del Frais. Un vero peccato perché tutti gli insediamenti incontrati per via sono posizionati in posti incantevoli e assai panoramici, a margine di chiuse ed estese foreste d’abeti, dove i ruscelli precipitano a valle gonfi d’acqua dopo questo inverno nevoso.

Superata Susa si sale nella valle e passando per Gravere si raggiunge Chiomonte dove, poco fuori l’abitato, lasciata la statale si prende a sinistra appena oltrepassato l’edificio della Nova Scotia dove un tempo veniva lavorato il pesce. Prendendo un tratto di statale oggi abbandonato si può lasciare l’auto a margine nei pressi del sottopasso della ferrovia.
Di poco sopra, superato il corposo rio Mulieres, parte uno stradello sterrato in ottime condizioni che salendo incontrerà per via alcuni insediamenti prima di confluire sul “Sentiero dei Franchi” transitante per il Frais. Rasentato un breve tratto di ferrovia, superata una sbarra d’interdizione, alla prima svolta lo si lascia per il sentierino appena intuibile che si stacca sulla destra non segnato e segnalato alla partenza. Subito intuendo quanto oggi non sia praticamente più percorso, superato un primo rio su di un ponticello, la traccia inoltrandosi si fa più evidente e transitando nel bosco raggiunge una dorsale che più avanti si fa piana. Qui giunti conviene risalire ai superiori prati perché più avanti, nei pressi del corposo rio di Comba Scura, sparisce. Salendo facilmente le praterie posto attorno alle case Chatelard si raggiunge più sopra lo stradello precedentemente abbandonato, sul quale ci s’immette e si rimarrà per un lungo tratto poiché la traccia che aggira la Comba Scura non è più praticabile ed il guado a monte in questa stagione potrebbe risultare impegnativo. Superato il corso d’acqua un lungo traverso ascendente piacevolmente porta alla terza svolta dove, lasciato lo stradello sul quale si tornerà, si prende il sentiero che in questo punto parte costeggiando inizialmente il rudere di una casa. Segnato, sempre evidente, scavato dal grufolare dei cinghiali, chiaramente oggi poco percorso, il sentiero che si prende, il B16, sale ripido un boscoso versante, chiuso dai soliti muretti, raggiungendo più sopra una biforcazione dove conviene risalire il canalone di sinistra che porta ai prati di Codissart ritrovando più sopra lo stradello e poi il bivio con l’indicazione per salire all’insediamento di S. Lorenzo che rapidamente si raggiunge. Posto in un’incantevole posizione, le poche case della borgata strette attorno alla chiesetta sono state ristrutturate tornando a vivere nella bella stagione. Per guadagnare l’ancora lontano sentiero 825, coincidente con il “Sentiero dei Franchi” per il Frais che più sopra transita, si hanno due possibilità: continuare fedelmente sullo stradello che passando per Baltiera Inf. e Sup., e Clot Paquet lo raggiunge, oppure prendere il sentiero B35/816 precedentemente abbandonato ai prati di Chatelard. Nel primo caso non si incontrerà nessuna difficoltà, diversamente, optando per la seconda soluzione, si sappia che si percorrerà una traccia nel fitto della pineta, assai ripida, fangosa, sporca in quanto ricolma di rami caduti mai rimossi e altri impedimenti, stancante. Parte presso le indicazioni che si trovano alla superiore fontana dell’abitato. Percorso faticosamente un primo tratto all’interno di un ripido canalone, o a margine, raggiunta una svolta sulla strada il sentiero riprende e inoltrandosi allo stesso modo esce più sopra sulle praterie e poi sullo stradello di poco sopra la svolta nei pressi della casa di Clot Paquet. Per un breve tratto si rimarrà su questo che più avanti confluirà su quello più ampio, il sentiero 825 coincidente con il “Sentiero dei Franchi”, dopo aver incontrato per via la “Fontana del Canale di Pietra”. Sul “Sentiero dei Franchi” si starà lungamente, sino all’insediamento di Comba, dove lo si abbandonerà per tornare a Chiomonte. Per intanto si prosegue piacevolmente in piano su questa importante traccia che traversando per pinete, incantevoli, panoramiche radure, spumeggianti ruscelli, porta alle prime case del Frais, rinomato centro turistico che s’anima soprattutto nella stagione invernale per via dello sci.
3 ore c.ca da Chiomonte.
Rasentate case e condominii, attraversato per intero l’abitato, passati davanti la nuova chiesa e all’antica cappella di S. Bartolomeo, scesi per un tratto a raggiungere la stazione d’arrivo della seggiovia, lasciata la strada, il sentiero 829, S.F. per La Losa riprende traversando nelle praterie nel rado lariceto. Oltre un rigagnolo e la fontana si finisce sullo stradello sterrato congiungente la strada per il Frais con Chiomonte alle case La Croce nel punto in cui sorgono delle indicazioni. Prendendo a sinistra e rimanendo fedelmente su questo si torna a valle senza difficoltà alcuna. Altrimenti, percorsi verso destra pochi metri, ancora si trovano le indicazioni che permettono di scendere alle poche case di Comba dove spicca una bella meridiana. Qui giunti s’abbandona il “Sentiero dei Franchi”, che prosegue verso La Losa, e traversando diritti nel prato subito si ritrova sul margine sinistro il sentiero B36 che toccando per via piccoli insediamenti scende in direzione di Chiomonte. Come si entra nel bosco la traccia si fa evidente, segnata e superato un rigagnolo scende a delle case e poi a delle altre, in regione Foin diventando per un tratto strada bitumata. Ritornati sullo stradello ci s’immette per poco subito lasciandolo per la segnata traccia che riprende a scendere tra due case fuori transitando di lato tanto è diventata sporca e impercorribile. Così continuando per prati tornati ad essere bosco di nuovo si esce sullo stradello alle case Eleizane. Passando in mezzo a queste di sotto si scende nel prato, inizialmente per la linea di massima pendenza, ritrovando una debole traccia che traversando nel bosco da sinistra a destra riporta ancora ad una svolta sullo stradello. Pochi metri su questo ed un ultimo tratto di sentiero consente di scendere al limitare sullo stesso, alle case Fourche, subito raggiungendo sullo stradello la svolta quotata sulla carta 961 mt. dove si abbandona quello che scende direttamente a Chiomonte per quello che prosegue diritto. E’ “La strada del Ban”, interdetta ai non autorizzati, che terminerà su quella per S. Lorenzo percorsa nella prima parte dell’itinerario. Piacevolmente alternando lunghi tratti in piano ad altri dove si sale o si scende, sempre di poco, tali da assecondare la natura del pendio, interminabile, taglia il pendio superando per via corsi d’acqua e piccole radure nel bosco. Traversando per abbandonati castagneti si giunge così al bivio per S. Lorenzo, presso una casa nella prateria, a cui seguono le tre svolte discendenti che facendo perdere quota portano all’ultima dove parte il sentiero preso in ascesa nel punto in cui questo anello si chiude. Superata la sbarra d’interdizione, costeggiato un tratto di ferrovia, si torna così al sottopasso della linea ferrata sul tratto di statale disabilitato.
2 ore c.ca dal Frais

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