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Escursionismo : Periplo dell'isola di Palmaria da Porto Venere
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 02/06/18 14:40
Notizia riferita al: 12/05/18
Letture: 177

Bella escursione sull'isola principale dell'arcipelago di Portovenere (o isole del Golfo della Spezia), Palmària (A Parmæa in ligure), che, con la sua area di 1,89 km quadrati è di fatto la più grande isola di tutte le cinque isole liguri.
Posta di fronte al borgo di Porto Venere, da cui è separata da uno stretto braccio di mare detto Le Bocche, è parte di un arcipelago costituito anche dalle isole del Tino e del Tinetto.
Dal 1997 l'isola Palmaria, insieme alle altre isole Tino e del Tinetto, Porto Venere e le Cinque Terre è stata inserita tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
L'isola ha una forma triangolare: i lati che si affacciano verso Porto Venere e il golfo della Spezia sono quelli più antropizzati e degradano dolcemente sino al livello del mare, ricoperti dalla tipica vegetazione mediterranea; il lato che guarda verso ovest, ossia verso il mare aperto, è caratterizzato invece da alte falesie a picco sull'acqua, nelle quali si aprono molteplici grotte. I lati più antropizzati vedono la presenza di alcune abitazioni private, di una trattoria (in località Pozzale) e soprattutto di stabilimenti balneari.
Per quanto riguarda il lato occidentale, ovvero quello più difficilmente accessibile, sono degne di nota la Grotta Azzurra, visitabile in barca, e la Grotta dei Colombi, che si può raggiungere solo calandosi con delle corde.
Sull'isola sono presenti molte costruzioni di carattere militare e di grande interesse storico: sulla sommità, inaccessibile in quanto ex territorio militare ed attualmente in stato di abbandono, il forte Conte di Cavour (o forte Palmaria), la batteria sperimentale oggi adibita a centro di educazione ambientale e la batteria Semaforo; presso punta Scuola, la torre corazzata Umberto I , adibita nel secondo dopoguerra a carcere militare e i resti di postazioni d'artiglieria costiera e contraerea per lo più inaccessibili in quanto abbandonati e sommersi dalla vegetazione.
Degna di nota, infine, è la presenza (nella parte meridionale dell'isola, denominata Pozzale) di una cava abbandonata, utilizzata un tempo per l'estrazione del pregiato marmo nero con striature dorate detto Portoro.
La flora della Palmaria è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea : i pini condividono lo spazio con essenze tipicamente mediterranee come il leccio, la roverella, il lentisco, il corbezzolo, i cisti, le ginestre spinose, ecc.
Una curiosità: l'isola ha ospitato il set cinematografico del film I cannoni di Navarone, facendo da cornice alla scena finale del film.
Per effettuarne il giro l'abbiamo raggiunta tramite un battello di linea da La Spezia a Portovenere trasbordando poi su una motonave da Portovenere a Punta Secco dell'isola di Palmaria.
Il percorso a piedi inizia da Punta Secco su una strada sterrata che ben presto si trasforma in sentiero costeggiando il tratto settentrionale dell'isola con splendida vista sull'abitato di Portovenere, sovrastato dal castello Doria e culminante sul promontorio dell'Arpaia dove si eleva la chiesetta di San Pietro.
Salendo verso la vetta il sentiero si fa più impervio, ma ne guadagna il panorama che si amplia sul mare cristallino con scorci verso il litorale delle Cinque Terre.
Dalle rocce incombenti sul sentiero ogni tanto si affacciano incuriosite alcune caprette selvatiche che, insieme ai conigli, fanne parte della fauna dell'isola a testimonianza delle passate attività pastorali e agricole.
Arrivati quasi al culmine (il punto più elevato raggiunge i 188 metri) la postazione di un bunker a picco sul mare permette di ammirare altre gradevoli prospettive panoramiche sulla costa e sul mare aperto, mentre proseguendo, raggiungiamo l'interessante percorso dell'orto botanico presso la Batteria del Semaforo ove ha sede il Centro di Educazione Ambientale (CEA).
Continuando il nostro giro, anziché imboccare, poco oltre, il sentiero che scende diretto su Pozzale, preferiamo tenerci sulla sterrata che raggiunge il gigantesco Forte Cavour.
Peccato che non sia permesso, per motivi di sicurezza, visitare questa fortezza, ma per un lungo tratto si fiancheggiano le sue possenti mura settentrionali, seminascoste tra gli alberi sempre più fitti.
Proseguendo su ottimo sentiero dolcemente digradante, arriviamo al bivio per il viottolo verso Pozzale che, con un lungo traversone sul versante orientale dell'isola, permette una suggestiva visuale sull'isola del Tino.
Il tratto finale per raggiungere la costa di Pozzale, assai ripido, arriva tra le rade costruzioni di questa località e si trasforma in stradina che attraversa l'area del ristorante e s'inoltra in direzione di Punta dell'Isola lasciando sulla destra la pista che qui arriva direttamente dalla Batteria del Semaforo.
Da non perdere una puntatina sul promontorio dell'estremità Sud dell'isola per rendersi conto delle falesie strapiombanti di questo impervio versante e visitare i resti della cava di marmo che qui operava fino a qualche decennio fa nonché per ammirare la miriade di gabbiani reali che di questo luogo hanno fatto il loro regno incontrastato per la riproduzione, tant'è che avvicinandosi casualmente ad un nido s'incontra la reazione furente (e giustificata) della coppia titolare.
Tornati sui nostri passi e risaliti al sentiero-traversone che supera dall'alto Punta Marinella ci dirigiamo, ora su stradina, verso Punta Scuola, la più orientale dell'isola, ove è dislocata la fortezza Umberto I.
Da qui, una bella sterrata, costeggiando la parte dell'isola rivolta verso il Golfo della Spezia, permette di scorgere le numerose spiaggette della Cala della Fornace e di superare Terrizzo, altro scalo dell'isola e centro balneare, per giungere a Punta Secco a chiudere l'impareggiabile anello-periplo dell'isola Palmaria.
Che dire se non che questa isola ci lascia piacevoli ricordi e sensazioni: dalle fragranze emanate dalle sue piante aromatiche (mirto, ruta, timo...), ai profumi di mare e alle carezze di vento, dallo sciabordio delle onde allo stridio dei gabbiani reali. Ma sopratutto ci lascia gli occhi colmi di maestosi panorami sempre diversi per prospettiva ed altitudine.

Escursione effettuata il 12 maggio 2018 da Adriano e Maria Teresa
Località di partenza: Punta Secco dell'isola Palmaria
Punto più elevato raggiunto: Batteria del Semaforo 188 m
Dislivello cumulato in ascesa: 341m
Sviluppo totale del percorso: 8,6 km
Tempo in movimento: 2h 40'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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