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Racchette da neve : Monte Bastia e monte Sociu
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 03/05/18 12:04
Notizia riferita al: 26/04/18
Letture: 311
Racchette da neve

Con la Compagnia ai minimi storici (siamo solo in tre, ma “omne trinum perfectum”) recuperiamo una meta che avevamo accantonato.
Scegliamo una valle laterale del Maira, quella di Celle, immeritatamente trascurata anche nei nostri frequenti tour in val Maira e risaliamo fino al capoluogo Chiesa (m1270), dove lasciamo l’auto a fianco della bella parrocchiale, in cui si cela un tesoro, lo straordinario polittico di Hans Clemer che vedremo al ritorno.
Il comune di Celle Macra, di origine medievale (Séles in occitano), deve il nome alle celle monastiche di pertinenza dell’Abbazia di Villar S. Costanzo che avevano sede in queste zone, ed ha un altro merito, di aver dato origine nella sua borgata Combe ai primi nuclei della famiglia di Luigi Einaudi, poi trasferitasi a S. Damiano Macra, dove nacque il padre del Presidente.
Superata la parte superiore del concentrico, ben rinnovato con ottimi restauri edilizi, prendiamo il sentiero che inizia subito dopo il “Museo degli Acciugai” (da non perdere per chi ama la piccola storia delle nostre montagne) e, con le ciastre a spalla, ci incamminiamo verso la borgata Castellaro.
Risaliamo il versante settentrionale della dorsale spartiacque tra le valli Grana e Maira, che va da Montemale alla Punta Tempesta, seguendo un percorso molto bello, in una natura pronta a rinascere nel verde dopo il lungo inverno.
Attraversiamo un’ombrosa abetaia, in cui la caduta di qualche conifera nel corso degli ultimi mesi, ci obbliga a uscire dal tracciato e superare gli ostacoli passando sui bordi laterali ancora umidi dell’ultima neve appena scomparsa, pieni di crocus appena fioriti. Qua e là sentiamo il canto del cuculo: anche qui è davvero arrivata la primavera!
In breve giungiamo alla borgata Castellar (m1451), che ci accoglie con la graziosa cappella con porticato di S. Anna: più all’interno si trova la notevole costruzione medievale con facciata a vela, che dà il nome al borgo tra belle case in pietra appena restaurate.
Proseguiamo sul sentiero che, dopo una fontana, continua a salire in direzione sud, dentro un luminoso lariceto, usciti dal quale giungiamo al Pian della Colla (m1573), un vasto pianoro da cui si scollina ad est verso le borgate Soglio soprano e sottano.
Noi di qui proseguiamo svoltando a destra sulla carrareccia che arriva dalla borgata Grangia e, costeggiando la parete orientale del Monte Sociu, che ci si para davanti, porta alla grangia Fumei, nella regione omonima (toponimo dall’occitano fum per indicare zone nebbiose).
E’ ora di calzare le ciastre: la strada é pressoché totalmente coperta di neve ed in parte ostacolata dalle slavine cadute dalle ripide pareti che l’affiancano dopo le ultime copiose nevicate.
Risaliamo in un bosco di faggi, al termine del quale, superato un costone a sud, ci si presenta la lunga cresta bianca che va fino alla puntuta cima del Monte Bastia, la nostra meta.
A sinistra in basso, dove finiscono i pendii innevati, si scoprono invece le verdi conche che vanno a confluire nella comba del Soglio e più in là in quella di Paglieres.
Noi tagliamo il declivio che discende dal Monte Sociu, per raggiungere la grangia Fumei (m. 1809), ove facciamo breve stop prima di proseguire al dritto tra i larici lungo il costone che porterà in cima.
Con faticosi zig zag guadagniamo quota fino alla cresta, che poi iniziamo a costeggiare a mezza costa sul versante orientale.
Traversato con attenzione il lungo pendio sbuchiamo infine su una finestra alla sinistra della punta del Monte Bastia (m2234) segnata da un pilone pietroso.
Tutt’intorno si trovano resti di vecchie costruzioni militari, probabilmente settecentesche, all’origine del toponimo (dall’occitano bastida per luogo fortificato, d’uso frequente anche in pianura).
Salutiamo la vicina Cernauda, più a occidente il Tibert e la Tempesta, poi là dietro il Viso e per l’aria che tira, scendiamo rapidamente.
Tornati alla grangia e deciso di salire anche sul Monte Sociu, ne rimontiamo la dorsale, passiamo un paio di quote più elevate per poi raggiungere la cima (m1787, pronunciato dai locali Suciú, con significato derivante dall’uso comune di aree pascolo-boschive).
Scendiamo fino ai margini della fitta abetaia, che ne copre il versante nord che dà verso Castellar, e al sole consumiamo il meritato desinare.
Tolte le ciastre non ci resta, ma non è cosa da poco, che ridiscendere alla carrareccia per il pian d’la Cola: scegliamo il versante est, meno alberato. Purtroppo la neve appena sciolta ha lasciato un terreno di erba secca umida e scivolosissima, anche per la pendenza, e quindi bisogna calare con estrema attenzione, senza poter evitare qualche scivolone, per fortuna senza conseguenze.
Alla fine giungiamo al piano per riprendere il sentiero che ci porterà prima a Castellar e poi a Chiesa. Qui ci beviamo qualcosa alla locanda Maraman, vicino alla Parrocchiale di S. Giovanni e approfittiamo della cortesia della padrona per una sempre gradita visita al polittico di Hans Clemer (Madonna e santi, datato 1496), degna conclusione della splendida giornata cellese!

Escursione effettuata il 26 aprile 2018
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Adriano, Alberto e Gianni
Località di partenza: Celle Macra - capoluogo Chiesa (m1270) – Valle Maira (CN)
Punto più elevato raggiunto: Monte Bastia 2234m
Dislivello cumulato in ascesa: 940m
Sviluppo totale del percorso: 13 km
Tempo in movimento: 5h 00'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)

fotocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 3/5/2018 12:09  Aggiornato: 3/5/2018 12:09
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 255
 Re: Monte Bastia e monte Sociu
Descrizione del percorso: Gianni
Fotocronaca, tracciato GPS, mappa satellitare e coordinamento redazionale: Adriano
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