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Escursionismo : Valpelline - rifugio Nacamuli 22,23 agosto 2017
Autore: perpor (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 27/12/17 18:54
Notizia riferita al: 22/08/17
Letture: 295

Scopro con sorpresa che non esiste su questo sito nessun album relativo ad una bellissima escursione in Valpelline, escursione che abbiamo fatto questa estate e quindi mi attivo immediatamente per colmare la lacuna.

La Valpelline e' una valle laterale della val d'Aosta che confina a nord con la Svizzera, e' una valle remota e ricca di itinerari
e cime che superano anche i 4000 metri. L'intenzione che avevamo veramente era di passare due giorni in un rifugio presso le valli del Monte Bianco, ma dopo di aver sentito telefonicamente questo rifugio, e avere appreso che e' praticamente sempre al completo nei giorni successivi (chissa' che bolgia), la decisione e' presa immediatamente, si va in Valpelline. L'unica mia esperienza su questo itinerario risale a ben quindici anni fa, una escursione di un giorno solo, e mi aveva lasciato una profonda impressione.

In poco piu' di due ore di strada, con il fido Marco, superata Aosta, raggiungiamo la Valpelline e l'ultimo paese, Bionaz, giungendo quindi presso la grande diga di Place Moulin e il lago omonimo, dove termina la strada. Qui ci incamminiamo per la lunga stradina che costeggia tutto il lago, e che conduce al rifugio Prarayer, e proseguiamo poche centinaia di metri dopo sul sentiero che si stacca dalla stradina e costeggia il lago a mezzacosta.

Il sentiero prosegue in mezzo ad un bel bosco di larici, e pochi minuti dopo incontro il larice secolare che ricordavo da quando ero
passato quindici anni fa, il larice e' sempre li' immutato e gigante. Dopo un'oretta il bosco si fa piu' rado, e il panorama sull'alta valle si apre con belle vedute sulle alte cime che lo caratterizzano, il dent d'Herens e le Grandes Murailles, dietro le quali si trova la Valtournanche. Sotto di noi si ammira sempre il grande lago (lungo piu' di sei chilometri), dal colore turchese intenso.

Giungiamo quindi verso la parte terminale del lungo lago, usciamo del tutto dal bosco e seguendo il sentiero che svolta a sinistra entriamo nella selvaggia comba d'Oren.
Passiamo un ultimo gruppetto di baite e proseguiamo su di un terreno ormai solo piu' fatto di sassi e rocce, mentre la valle si chiude sempre di piu' e giungiamo nella parte piu' alta della comba d'Oren, un ambiente di alta montagna con residui nevai, grandi ghiaioni e tratti di ghiacciaio in lontananza. Qui affrontiamo la parte piu' ripida dell'itinerario, un salto di roccia di un paio di centinaia di metri di dislivello, pero' molto ben attrezzato con scalini e corde metalliche.

Verso le ore 13 superiamo la parte finale del salto di roccia e qui il panorama si apre e scorgiamo il rifugio Nacamuli ormai poco distante, con vicino la piccola costruzione del vecchio rifugio Collon. Vista l'ora e visto un morbido e folto spiazzetto erboso ci fermiamo una mezz'oretta per pranzo, visto che ormai siamo praticamente arrivati.
In un'altra mezz'oretta giungiamo quindi al rifugio, a 2828 m., dove il gestore, un toscano dall'apparenza un po' burbera, ma in realta' molto bravo,
forse un po' sperso da queste parti, ci accoglie e ci prepara un bel te' caldo ristoratore.
Ci sistemiamo quindi e scopriamo che per la notte saremo soli in assoluta tranquillita', le diverse persone che si trovano
nel rifugio man mano scendono.

Dopo un po' di riposo approfitto del tempo rimasto prima di cena per un giretto esplorativo nei dintorni del rifugio, avvistando un paio
di giovani stambecchi che si aggirano nei paraggi. Faccio poi un breve tratto del sentiero che in un'oretta conduce al col Collon a 3114 m. e al confine svizzero.
Poco prima delle 18 l'ultimo sole tramonta e poco dopo ci accomodiamo per cena. Siamo quindi solo noi due, piu' il gestore e una persona che lo aiuta.

La notte scende e dalle finestrelle della camerata vedo un brulicare di forme sullo spiazzetto antistante il rifugio.
Uscendo a curiosare mi trovo davanti ad un nutrito branco di stambecchi, almeno una dozzina, con un gigantesco maschio, che
se ne stanno tranquilli a pochi metri dall'ingresso, forse si aspettano qualcosa da mangiare..
Andiamo quindi a dormire in grande tranquillita'; verso le quattro esco dal rifugio e posso apprezzare l'infinita solitudine di questo posto
splendido.

Al mattino facciamo colazione e purtroppo dobbiamo gia' prepararci a scendere, a un'altra occasione qualche escursione vicina come quella sicuramente molto bella al col Collon.
Fa freddino e visto che quando lasciamo il rifugio il sole non e' ancora arrivato in questa zona ci copriamo per bene affrontando ancora in discesa il tratto attrezzato senza difficolta'. Ritornati nella comba d'Oren il sole caldo ci riappare e scendiamo quindi per i dolci pendii che riportano in vista del grande lago di Place Moulin. Qui ad un bivio presso le grange d'Oren scendiamo ancora per un'oretta in un magnifico bosco per raggiungere il rifugio Prarayer situato all'estremita' del lago. Dopo una breve passeggiata per ammirare ancora le splendide cime che ci circondano,
facciamo pranzo al rifugio e dopo un altro riposino riprendiamo la lunga e frequentata stradina che costeggiando il lago ci riporta al nostro automezzo.

Data: 22,23 agosto 2017
Quota max: 2828
Partenza da: diga lago Place Moulin
Quota partenza: 1968
Dislivello: 850
Zona: Valpelline - Val d'Aosta
Difficoltà: E-EE

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