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Escursionismo : l’Arpette
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 27/11/17 20:38
Notizia riferita al: 23/11/17
Letture: 174

Punta Arenas, Ushuaia, Hielo Patagonico Sur, Hielo Perito Moreno, Cerro Torre, Fitz Roy, Torres del Paine… voci lontane dalla Patagonia, terra ancor oggi misteriosa ed affascinante; Gianni (e consorte), ai quali vanno i più beneauguranti saluti da parte della Compagnia dell’Anello, sono là impegnati in un lungo ed indimenticabile trekking che la vita concede solo a pochi fortunati.
Il gruppo solito del giovedì, questa settimana dimezzato a causa dei soliti acciacchi tipici della stagione, si deve accontentare di un’escursione dentro i fitti boschi della medio-bassa Valle Roya, che comunque, alla resa dei conti, si rivelerà molto tosta ed impegnativa.
La meta finale è la cima de l’Arpette, con breve intermezzo della Cime d’Ainè m 1223, che dall’alto dei suoi 1612 metri s.l.m. domina la lunga cresta che dalla Roque Fourquin, attraverso la Cima di Cremo e la Testa d’Alpe, separa la Valle Roya dalla Valle Barbaria.
Il cammino inizia dal parcheggio situato appena prima del ponte sul torrente Roya, all’ingresso del centro storico di Breil-sur-Roya, a m 296 s.l.m.: subito dopo il ponte si può girare a sinistra (indicazioni) costeggiando per un breve tratto il predetto torrente, per poi innalzarsi verso destra lungo un ripido sentiero che si inoltra nella località Pinede; noi invece optiamo per il sentiero targato Gran Randonneè 52A, che ha origine sulla sinistra dopo le prime case. Gli iniziali 300 metri di salita, letteralmente spaccagambe e mozzafiato, si arrampicano a mezzo di stretti tornantini lungo il ripidissimo e roccioso costone nord occidentale alla sinistra idrografica della Roya, a volte con stretti passaggi su strapiombi. La ricca vegetazione, trovandoci nella zona fitoclimatica del Lauretum, consta principalmente di specie assimilabili alla macchia mediterranea, quali il pino marittimo, la quercia sempreverde denominata leccio (quercus ilex), l’olivastro, la ginestra ed il ginepro (Juniperus turifera).
Terminate queste rampe iniziali, il sentiero concede una breve tregua pianeggiante – sarà praticamente l’unica possibilità di tirare un po’ il fiato! - per raggiungere le località Causset e Vallon, per poi inoltrarsi nella stretta e suggestiva forra del Zouaynè, ove naturalmente ritornano repentinamente le pendenze iniziali (a volte anche intorno al 30°, per una media totale comunque al di sopra del 20°).
Ora siamo entrati nella fascia vegetazionale del Castanetum, caratterizzata da una consociazione abbastanza atipica costituita dall’acero campestre, dal carpino nero e da querce caducifoglie (roverella e rovere).
Transitati nei pressi dei caseggiati omonimi della forra, si devia verso destra per raggiungere attraverso una lunga e faticosa rampa il Collet d’Ainè, che è insediato nell’unico breve tratto pianeggiante del crestone ovest discendente da l’Arpette, ad una quota di 1233 metri: da qui, seguendo una bella traccia, a volte ben lastricata di pietroni, arriviamo sulla prima elevazione prevista, la Cime d’Ainè m 1223.
Ritornati al colle, il sentiero riprende le consuete pendenze arrampicandosi lungo il predetto crestone fino ad un centinaio di metri dalla cima de l’Arpette, per poi contornarla nel suo versante sud (breve tratto in falsopiano) fino al Pas de l’Arpette m 1555; da qui la traccia risale gli ultimi 60 metri del versante SE e la breve cresta E per terminare sulla spaziosa vetta de l’Arpette m 1612, colonizzata da un poderoso ripetitore supportato da relativo traliccio in ferro.
La giornata, non particolarmente limpida, non ci consente di intravedere il mare della Costa Azzurra (densi nuvoloni che sembrano appiccicati nella zona del Grammondo ed oltre), però ci offre una bella panoramica verso le cime innevate della media Val Roya (Escandail, Dormiose, Chagiasse, ecc.).
Una fredda e fastidiosa brezza ci consiglia di smammare velocemente dalla cima per andare a consumare il veloce e strameritato pranzo al Collet d’Ainè, e quindi rientrare alla base lungo il percorso della salita (niente anello, sarà per la prossima).
Ultima annotazione: Angelo ha rilevato un tempo di salita di tre ore (comprese le soste), che equivale ad una media tra i 450 e 500 m/h... niente male per dei vecchietti come noi!

Escursione effettuata il 23 novembre 2017
Compagnia dell'Anello formata per l'occasione da: Angelo, Antonio Franco e José
Località di partenza: Breil-sur-Roya 296m
Punto più elevato raggiunto: l’Arpette 1612m
Dislivello cumulato in ascesa: 1372m*
Sviluppo complessivo del percorso: 14,1 km*
Tempo in movimento: 4h 46'*
(*) dati rilevati tramite dispositivo GPS
Difficoltà: EE (vedi scala difficoltà)

fotocronaca

Tracciato gps


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 27/11/2017 20:41  Aggiornato: 27/11/2017 20:41
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 181
 Re: l’Arpette
Descrizione del percorso: Antonio
Fotocronaca e Tracciato GPS: Angelo
Coordinamento redazionale: Adriano
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