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Escursionismo : Un anello tra la Conca dei Tredici Laghi e la Conca Cialancia. Salita alla Punta Founset e alla Rocca Bianca
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 11/08/17 19:56
Notizia riferita al: 04/08/17
Letture: 216

Un anello tra la Conca dei Tredici Laghi e la Conca Cialancia. Salita alla Punta Founset e alla Rocca Bianca

Località di Partenza: Arrivo del 2do tratto di seggiovia al Bric Rond mt. 2477
Dislivello complessivo: mt. 1060.
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Salendo la valle Germanasca in direzione di Prali, poco prima dell’abitato di Perrero si stacca sulla sinistra una strada che dopo aver toccato alcune borgate dell’Inverso prosegue verso l’alta valle del rio della Balma. E’ la strada militare della Conca Cialancia. Partendo da 750 mt. di fondovalle, con uno sviluppo complessivo di c.ca 25 km. questa strada, tuttora in ottime condizioni di esercizio, raggiunge i 2450 mt. terminando nei pressi dei laghetti sottostanti il passo della Cialancia, colle che immette nella conca dei Tredici Laghi.
Per sviluppare convenientemente questo anello, assai lungo, conviene utilizzare, sia per scendere che per salire, i due tratti di seggiovia che da Prali consentono di raggiungere il Bric Rond. Passati di poco sotto il Cappello d’Envie, raggiunto il lago Ramella o dei Cannoni, saliti al passo di Cialancia si guadagna la cima che lo domina, la Punta Founset. Ritornati al passo si scende nell’incantevole parte alta del vallone della Balma, nel parco naturale provinciale della Conca Cialancia, e toccando la strada si percorre in senso inverso la parte terminale dell’interminabile sentiero 201 che partendo dalla borgata Linsard si conclude appunto al passo di Cialancia. Giunti nei pressi dell’alpe Cialancia si prosegue su altro sentiero che percorso porta in vetta alla Rocca Bianca passando per gli alpeggi della Balma Inferiore e Superiore. Stando lungamente infine sulla panoramica pianeggiante traccia costruita dagli alpini sul finire dell’ottocento, raggiunto il lago d’Envie, si torna su questa al Bric Rond dove l’anello si chiude.
Anomalo come percorso, infatti ad un primo tratto dove si sale, ne segue un secondo dove si perdono poco meno di 900 mt. di dislivello recuperandone poi con un terzo poco più di 700 mt. che consentono prima si salire in vetta alla Rocca Bianca, poi di raggiungere la stazione d’arrivo del 2do tratto di seggiovia al Bric Rond.
Spettacolare nella prima parte per la veduta che si ha sui monti che cingono la valle Germanasca e sull’incantevole conca dei Tredici Laghi, questo itinerario percorre poi la parte alta del vallone della Balma entrando nel Parco Naturale Provinciale della Conca Cialancia dove si attraversano ambienti aspri, selvaggi e dirupati.

Percorsa la prima parte della valle del Chisone, giunti a Perosa Argentina si prende a sinistra subito addentrandosi la strada all’interno della val Germanasca. Superati per via l’abitato di Pomaretto e altri piccoli centri, oltre Perrero ed il ponte Rabbioso si continua nella valle principale portandosi la strada in direzione di Prali che si raggiunge. Appena attraversato il torrente, si svolta a destra lasciando l’auto di poco più avanti nell’ampio parcheggio a margine della stazione di partenza della seggiovia. Con questo mezzo, in una mezz’oretta c.ca si raggiunge la stazione terminale del secondo tratto al Bric Rond.
Nel punto in cui sorge la tavola d’orientamento, trascurata la traccia che scende in direzione della Conca dei Tredici Laghi, si prende quella che subito sale raggiungendo di sopra una bianca casupola. Oltre si prosegue per un lungo tratto quasi in piano tagliando la traccia il pendio sottostante la vetta del Cappello d’Envie da questa parte facilmente accessibile. Dopo un breve tratto discendente, raggiunto il crinale dove il pendio precipita sul sottostante lago d’Envie, da cui si passerà tornando, superate delle rocce dov’è presente un breve tratto attrezzato non pericoloso, subito si raggiunge il lago Ramella, o dei cannoni chiamato così perché sul posto sono rimasti due residuati bellici utilizzati nell’ultimo conflitto mondiale per colpire postazione francesi nel Queyras.
Da questo lago facilmente si sale in una ventina di minuti al già visibile passo della Cialancia che separa la Punta Founset a sinistra, dall’esteso, piatto crinale che contraddistingue a destra la Punta Cialancia. Con alcuni tratti d’arrampicata su facili rocce, evitabili stando di più sulla sinistra, si sale sulla prima cima, la Punta Founset mt. 2800, il punto più alto di questo itinerario. Dalla vetta ampissima vista su tutta una serie di cime, sull’incantevole Conca dei Tredici Laghi da una parte, mentre dall’altra fanno bella mostra i due laghetti posizionati nella parte alta del vallone della Balma che si toccheranno marginalmente proseguendo. Assai evidente poi la strada militare della Conca Cialancia che traversa lungamente i pendii sottostanti le cime che vanno dal Gran Truc alla Punta Cialancia.
1 ora e 15 minuti c.ca dal Bric Rond.
Tornati al passo si scende ora nella direzione opposta percorrendo a svolte gli sfasciumi che contraddistinguono la parte alta del versante sottostante il colle che porta di sotto a toccare marginalmente gli incantevoli laghetti raggiungendo così una svolta della strada militare della Conca Cialancia appena poco prima della piazzuola terminale. Si proseguirà rimanendo lungamente sul sentiero 201 che scende a valle nel vallone della Balma portandosi in direzione dell’alpe Cialancia. Si passa dagli 2685 mt. del passo della Cialancia ai 1810 mt. dell’alpeggio perdendo così poco meno di 900 mt. di dislivello. Con un lungo traverso discendente sotto il lungo crinale sottostante le Punte Founset, Bruta e Gardetta, una traccia, avente anch’essa un’origine militare, fortunatamente da poco risistemata e segnata, scende interminabile a valle, spesso chiusa dall’invadenza dei rododendri e degli ontani nani. Superati colatoi e altre piccole difficolta, perdendo per via progressivamente quota grazie a numerose svolte, si raggiunge al fondo l’ampia radura al centro della quale sorgono i ruderi dell’alpe Cialancia. Di poco a monte, presso un bivio, si trovano numerose indicazioni. Qui giunti, lasciato il sentiero 201 che scende nella valle in direzione dell’abitato di Linsard e trascurato lo stradello che sale al lago Lauson, si prende il sentiero 202 per gli alpeggi e per il colle della Balma e per la Rocca Bianca. Un lungo traverso ascendente, mitigato da alcune svolte, si porta progressivamente in direzione dell’altro vallone terminale il rio della Balma stando su una traccia spesso poco evidente, ma sempre segnata, chiusa spesso dall’invadenza della vegetazione di sottobosco che la nasconde. Si giunge così alla graziosa radura al centro della quale sorgono i ruderi dell’alpe della Balma Inferiore dove occorre superare la balza che la chiude. E questo lo si fa prima con un breve traverso verso destra, poi con una lunga diagonale nella direzione opposta superando per via un breve tratto protetto, una cengia mai pericolosa, che immette nella splendida ed estesissima conca terminale dove al centro di ampi piani pascolativi si trova l’alpeggio della Balma Superiore. Fatta la svolta si percorrono appresso dolcemente degli ampi pendii erbosi portandosi la traccia a svolte in direzione del vallone di Rocca Bianca dove il versante precipita. Poco prima del colle della Balma, che immette nella valle principale, piegando a destra e rasentati i ruderi del ricovero militare, facilmente si raggiunge la vetta della Rocca Bianca mt. 2384 recuperando così poco meno di 600 mt. di dislivello. Da questa modesta, ma panoramica cima, vista ampissima sui monti e sulle valli e sulle estese dorsali montuose che salgono dalla pianura.
4 ore c.ca dalla Punta Founset.
Scesi al colle della Balma e lasciata una prima traccia per la colletta Sellar e poi un’altra per Prali, che volendo si può prendere per tornare, si prosegue rimanendo per un lungo tratto sull’imperdibile sentiero 205 che passando per il lago d’Envie riporterà alla stazione terminale del 2do tratto di seggiovia al Bric Rond. La singolare traccia che si percorre, costruita dai nostri militari sul finire dell’ottocento, ampia, tutt’ora in ottimo stato di conservazione, assai panoramica sulla parte terminale della valle di Prali, s’inoltra lungamente sempre in piano, interminabile ma assai piacevolmente, stando di sotto il lungo crinale che dalla Rocca Bianca sale alla Punta Founset passando per le Punte Gardetta e Bruta, raggiungendo al termine del lungo attraversamento il rio fuoriuscente dal lago d’Envie che volendo si raggiunge con una breve deviazione. Questo lago è il più esteso tra i monti della val Germanasca e sorge in un’incantevole conca chiusa dai monti appena citati. Tornati alla traccia si prosegue percorrendo di seguito la parte terminale della traccia che riconduce al Bric Rond. Dovendo recuperare ancora dislivello, questo lo si fa con delle prime svolte ascendenti che, superata una dorsale, immettono nella valletta sottostante la precipitante parete nord del Cappello d’Envie, dove si passa a margine di estese pietraie con giganteschi massi accatastati, superati che si hanno di nuovo ripetute svolte ascendenti, dove la traccia è sorretta a valle e protetta a monte da muretti tuttora ben conservati, portano ad aggirare la successiva dorsale dove i nostri militari hanno scavato direttamente un gradino nella parete rocciosa. Un ultimo breve tratto in piano porta infine alla stazione d’arrivo del 2do tratto di seggiovia al Bric Rond dove questo lungo anello si chiude.
2 ore e 15 minuti c.ca dalla Rocca Bianca.


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