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Escursionismo : Un anello sui monti di Cumiana. Dal monte Brunello al monte Freidour passando per il monte Tre Denti
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 16/05/17 20:11
Notizia riferita al: 13/05/17
Letture: 228

Un anello sui monti di Cumiana. Dal monte Brunello al monte Freidour passando per il monte Tre Denti

Località di partenza: Bivio poco oltre l’indicazione per la borgata Picchi mt. 510
Dislivello complessivo: mt. 1010
Tempo complessivo: 8 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

L’estesa dorsale montuosa che dalla pianura s’eleva alla Punta dell’Aquila separando le valli tributarie del Sangone e della Chisola da quelle del Noce, del Lemina e poi del Chisone, presenta cime via via che si procede sempre più in quota, aventi come culmine inizialmente i monti Brunello, Tre Denti e Freidour.
Partendo da fondovalle, dalle borgate di Cumiana, una volta arrivati sul crinale divisorio le valli, questo itinerario tocca in progressione queste cime, separate da colli e da piccoli intagli. Percorrendone una lunga parte, giunti al colle Pra l’Abbà si scende a valle transitando per l’interminabile, a tratti piacevole pista forestale che passando per i fitti boschi di faggio porta alla borgata Ravera, poi all’alpe del Capitano dalla quale si torna al punto di partenza stando lungamente su una tracciato molto frequentato dai bikers.
Nel procedere sul crinale si attraversano ambienti aspri, selvaggi e dirupati, con alcuni passaggi da affrontare con la dovuta attenzione, mai però pericolosi, soprattutto nel tratto intermedio, dal monte Brunello al traliccio con la Madonnina sul centrale del monte Tre Denti. Va aggiunto che di lassù la vista s’apre ampissima sulle catene montuose e sulle cime da una parte, sulla pianura dall’altra.

Giunti al centro abitato di Cumiana, superata la banca S. Paolo si prende a sinistra seguendo le numerose indicazione per le frazioni e le borgate montane. Alla sommità è indifferente prendere a destra o a sinistra collegandosi le due strade più su alla borgata Maritani. Trascurata più su la deviazione per Gonteri, Porta e Ciom, si prosegue per Ravera e Picchi inoltrandosi la strada nella valle del rio Chisoletta. Appena superato il bivio per la borgata Picchi, dove si prosegue per le borgate montane, si stacca sulla sinistra, evidente in diagonale, uno stradello alla partenza privo di indicazioni. Qui giunti, a margine della strada, è possibile parcheggiare.
Lo stradello che si prende conduce alla borgata Porta. Piacevole, sempre pianeggiante, attraversa nel chiuso del bosco due vallette diventando sentiero nei pressi di una dorsale. Più avanti, superato un incassato rigagnolo, riprende lo stradello che traversando per coltivi , vigne e meleti, conduce alla borgata Porta uscendo sulla strada per Ciom. Scesi di poco verso valle, superati i cipressi di villa Norma, si prende a destra e con percorso aggirante si costeggia tutto il muraglione della villa sino al rio che si guada. Salendo per coltivi e prati tornati ad essere bosco, stando sempre non lontani dal corso d’acqua, giunti di sopra e trascurato il guado che porta alla borgata Ciom, si prende a sinistra come suggerisce un primo segno in biancorosso su una betulla. Questi riferimenti, molto ravvicinati tra loro, saranno sempre presenti per tutto l’itinerario tali da impedire di sbagliare andando così fuori strada. Stando inizialmente su uno stradello che entrando nel bosco si fa ripido, raggiunto l’alveo del rio lo si abbandona prendendo a sinistra al guado come suggerito dalla segnatura. Di poco sopra ci si immette sul sentiero 001 che sale da Oreglia sul quale si starà sin quasi il monte Brunello. Proseguendo si guadagna da subito quota sempre rimanendo su una traccia che traversando lungamente nel bosco percorre un ripido versante dove si sale faticosamente. Alla prima svolta è segnalato l’accesso alla fontana Preat che si raggiunge, volendolo, con una piccola deviazione. Più su, superata l’imponente Pietra Sparavera e fatta ancora una svolta, un primo traverso ascendente porta ad una dorsale a cui ne segue un altro in senso opposto che percorso raggiunge un ampio colletto sul crinale dove si continua a salire nella faggeta procedendo sempre seguendo le ravvicinate segnature anche quando la traccia si fa poco evidente. Così continuando più su ci s’immette sul sentiero 021, che sale dalla Rocca Due Denti passando per il colle Marione, nel punto in cui su un palo sono riportate alcune indicazioni. Proseguendo oltre, sempre ripidi sul roccioso crinale che dà sulla valle del Noce, faticosamente si guadagna la vetta del monte Brunello mt. 1274, la prima di altre che per via si raggiungeranno.
3 ore c.ca dalla partenza.
Stando sulla traccia che oltre prosegue, dove le segnature sono via via sempre da ricercare, si affronta l’impegnativo percorso che conduce al colle della Bessa. Rimanendo per lunghi tratti sul crinale, in altri sul versante di Cumiana, l’unico praticabile, con una serie di faticosi saliscendi si superano le due asperità rocciose che contraddistinguono il tratto intermedio dell’attraversando per pietraie e altri ostacoli che affrontati consentono di scendere alla depressione del colle della Bessa. Sulla destra il sentiero 002 scende a Ciom, sulla sinistra il 051 a Cantalupa, mentre il 007, che si prende, percorrerà ancora lungamente il crinale terminando al colle Pra l’Abbà. Si procede ora in direzione del monte Tre Denti, la cui chiesetta di vetta è già visibile, stando su una traccia che salendo traversa tra le rocce giungendo di sopra faticosamente al segnalato bivio dove, prendendo a sinistra, si guadagna la base della placca rocciosa che si risale grazie all’aiuto di una fune corrimano. Alcuni gradini in pietra portano in vetta al dente orientale del monte Tre Denti mt. 1342, raggiunto che si ha ci si chiede come sia stato possibile edificare lassù una cappella. Vista ampissima verso ogni dove, anche sul dente centrale dove emerge il traliccio con la Madonnina che poi si raggiungerà.
1 ora c.ca dal monte Brunello.
Scesi al bivio si prosegue oltre e con un breve attraversamento su una corta cengia poco esposta si raggiunge la base di una placca rocciosa che si supera solo grazie ad alcune gradinature in tondino opportunamente predisposte. Di sopra, aggirata la dorsale, un breve tratto porta al punto in cui, abbandonato il sentiero, si sale traversando tra le rocce che portano al dente centrale dove sorge il traliccio con la Madonnina, anch’essa raggiunta grazie ad alcune gradinature artificiali. Di qui la vista s’apre sulla vicina cappella sul dente orientale e sul monte Freidour, la successiva cima che si dovrà raggiungere intuendo che la traccia da percorrere sarà fatta di continui saliscendi. Il ripido tratto discendente che segue, dove si perde quota, porta all’airale dove parte il sentiero 005 che eventualmente si potrà prendere qualora si volesse abbreviare il percorso. Altrimenti, stando in cresta o sul versante di Cumiana, l’unico praticabile, superati due modesti intagli, si raggiunge il colle Aragno est, dove sulla sinistra una traccia scende sul versante di Cantalupa, mentre di fronte la principale prosegue sempre restando fedelmente sul crinale. Prima tra i faggi, poi su un tratto libero e aperto, si sale raggiungendo la sommità per poi scendere di sotto al successivo colle Aragno ovest dove di nuovo sulla sinistra il sentiero 052 scende al rifugio Melano – Casa Canada. Di fronte, evidente, una scavata traccia riprende a salire ripida l’aperto crinale. Percorsa consente di raggiungere faticosamente di sopra i piani oltre i quali si scende ancora ad un colletto dove, con un un’ultima risalita tra i faggi, si raggiunge il monumento in vetta al monte Freidour mt. 1452 eretto in ricordo di aviatori alleati che qui persero la vita. Il loro areo cadde in una notte di tempesta nel tentativo di portare aiuto alla Resistenza.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla cappella sul dente orientale.
Il ripido sentiero che scende dalla parte opposta, dopo aver raggiunto il colletto sul crinale sul quale escono le vie d’arrampicata, traversando lungamente nel bosco termina di sotto al colle Sperina dove una recente targa posta su una roccia ricorda al passante che in questo luogo furono tumulati provvisoriamente gli otto aviatori periti nella sciagura aerea. Qui ci si immette sul sentiero David Bertrand, DB, proveniente dal colle Ciardonet, sul quale si resterà lungamente. Riprendendo il cammino, con un tratto in piano si raggiunge il colle Pra l’Abbà dove, presso la solita bacheca sorgono numerosi indicazioni e dove, sempre rimanendo sul DB, si prende lo stradello – pista forestale verso la borgata Bastianoni. La diagonale discendente che segue, a tratti piacevole perché a lunghi tratti in piano se ne sostituiscono altri dove si scende, sempre di poco, traversa interminabile il boscoso versante nella valle del rio Romarolo, tributario del Sangone, superando per via un paio di rii e l’Airal del Favè. Più avanti, dopo il bivio dove parte il sentiero 005 per i Tre Denti, oltre la bacheca del faggio, un ripido tratto discendente porta ad un quadrivio a Pian Benné dove, trascurato a sinistra lo stradello che porta il località Tre Rii, quello di fronte per Bastianoni, abbandonando qui il DB si prende per la borgata Ravera che si raggiunge al termine di un tratto pianeggiante uscendo sulla strada che passa per la borgata. Sulla destra uno stradello, coincidente con il sentiero 004, porta all’Alpe del Capitano. Dopo una breve risalita, oltre un gigantesco castagno, si prende a traversare e in piano la traccia si porta a guadare il rio superato che si ha si ricomincia di nuovo a salire. Sempre seguendo le segnature faticosamente si giunge alla sommità su una dorsale dove ora si scende raggiungendo, in basso, l’Alpe del Capitano. Sulla destra dello stradello che qui arriva, uno spezzone di un banda segnaletica individua il punto in cui parte il sentiero che lungamente percorso consente di scendere all’area attrezzata della Pradera dei Picchi. Non individuato dalle carte, però sempre evidente perché assai percorso dai biker, continuante segnalato, piacevolmente corre parallelo, inizialmente allo stradello, uscendo più avanti sulla strada asfaltata. Dalla parte opposta riprende e lungamente traversando e scendendo nei boschi e tra i pini, scegliendo sempre la destra a tutti i bivi, raggiunge al fondo lo slargo presso il ponte sulla Chisoletta sulla strada per la borgata Grange. Superato il corso d’acqua, si perviene all’area attrezzata della Pradera dei Picchi dove, per il bosco o per strada, si sale a quella superiore che percorsa per alcune centinaia di metri verso valle riporta al punto in cui si ha lasciato l’auto dove questo lungo anello si chiude.
2 ore e 30 minuti c.ca dal monte Freidour.

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