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Escursionismo : Anello del Monte Brutto e della Cima Saben da Andonno
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 09/05/17 01:49
Notizia riferita al: 04/05/17
Letture: 220

La Compagnia dell’Anello, per varie ragioni non al completo ma con gli elementi più “belli”, per la legge del contrappasso sceglie oggi il Monte Brutto come oggetto dell’odierna escursione. Dato il tempo incerto, qualcuno ipotizza che “se però si aprirà, si potrà salire al Saben”, cima posta in posizione strategica per la splendida vista che offre sulle valli Gesso e Stura. (Infatti ci andremo ma non vedremo niente!)
Scegliamo di partire da Andonno, salendovi dal primo bivio a dx, per la strada che porta al cimitero. Proseguiamo ancora e svoltato in alto a dx, in via Aradolo, lasciamo l’auto sull’ultimo spiazzo in sterrato da dove parte il sentiero a sin. per il Castellazzo, i cui ruderi sovrastano il paese, e quello a dx (N2) per la Colla della Croce, su cui iniziamo la nostra camminata. Cielo incerto, con qualche sprazzo di azzurro, che lascia spuntare tra le nuvole quasi esclusivamente l’elegante punta innevata del Lausetto.
Seguiamo la bella pista forestale da cui si staccano le deviazioni per la palestra di arrampicata sulle rocciose pareti del monte dei Cros, ove talvolta si riescono a vedere in volo gli splendidi falchi pellegrini, che vi nidificano.
La strada risale lungo il rio Albarea che poi attraversiamo immergendoci in una luminosa pineta da cui si gode vista su Andonno e sulla opposta valletta di Roaschia. Ci portiamo lentamente in quota costeggiando il versante occidentale della cima Traversera fino al punto più meridionale ove svoltiamo bruscamente in direzione nord lasciando gli abeti ed entrando nei vecchi boschi di castagno della costa Albarea.
Incontriamo e superiamo numerosi tetti in parziale stato di abbandono, alcuni fiancheggiati da nuove costruzioni (brutte) in cemento e giungiamo infine ai popolati Tetti Baral, raggiunti anche dalla strada asfaltata che sale da S.Antonio di Aradolo. Essi distano pochi minuti dalla dorsale che divide dalla valle Stura e, grazie al sentiero che prendiamo a sin. dei Tetti, raggiungiamo in breve la strada sterrata che sale da Sant’Antonio per il colle del Firet. Prendiamo ora a sin. seguendo le indicazioni per il Monte Saben, ma solo per breve tratto, fino ad un bel prato sulla sinistra ove lasciamo la strada per salirvi in direzione della sovrastante dorsale (non vi sono indicazioni).
Ormai in vicinanza del Monte Brutto, sconosciuto ai più (e anche a noi fino all’altro ieri!), proseguiamo finché possibile sul prato, ben umido della pioggia recente, seguendo tracce appena accennate che poi penetrano nella boscaglia sul pendio alla destra. La salita non è molto lunga, intravediamo il cielo sulla cresta e sbuchiamo sulla cima del M. Brutto (m.1249). C’è un po’ di sole che ci concede il tempo di una breve colazione e di vedere il visibile: sono splendidi a sud gli innevati Gelàs, ove domina il sereno, ma il lato idrografico sinistro della valle Gesso è sotto nere nubi: non si vede nulla, del Saben nessuna traccia….
E’ presto e decidiamo di proseguire comunque. Scendiamo dalla cima in direzione ovest nella bella e rigogliosa faggeta, seguendo soffici sentierini e presto recuperiamo la sterrata lasciata prima. Essa prosegue quasi in falsopiano fino alla Colla della Croce (m.1269), ove superiamo la strada che scende ad Andonno e proseguiamo per il Saben. Il cielo è ora totalmente grigio, solo ad un certo punto prima di salire alla Colla delle Piastre, per un momento, nel tratto boschivo che stavamo percorrendo, abbiamo intravista la Cima del M. Saben: con entusiasmo abbiamo quindi raggiunta la Colla delle Piastre (m.1386), ma qui oramai solo più ombre appaiono nelle nebbie.
Superato il colle, raggiungiamo la faggeta del Saben e, dato il fondo scivoloso, tralasciato il sentiero ripido, raggiungiamo la fontana del Fau, dalla scarsa ma fresca acqua. Di lì la salita si fa più scoscesa, ci ricongiungiamo al sentiero rapido, fino ad uscire dal bosco e piombare infine nell’umida nebbia che ci accompagnerà fino alla vetta.
Dal meraviglioso belvedere del Saben vediamo a stento la croce di legno presso la cima. Non ci dilunghiamo quindi sul panorama e, anche per i 3°C di temperatura, discendiamo velocemente. Salvandoci a mala pena da qualche scivolata sulla fanghiglia e raggiunta la fontana, prendiamo ora il bel sentiero nel vallone Saben che ci riporterà ad Andonno. Sempre in mezzo ai faggi, e in un grigiore costante, raggiungiamo i cadenti tetti del Priet,a quota 1280 m. circa e finalmente mangiamo. (Qualcuno ricorda di non dire nulla ad Osvaldo, che a tutti ha donato il prezioso manualetto dell’alimentazione in montagna, in cui si sottolinea la necessità di mangiare “a intervalli regolari ogni ora”!).
Recuperate comunque le energie, mentre si notano in cielo sprazzi di azzurro che si vanno allargando (tardi peccato!), scendiamo costeggiando il rio, oltrepassiamo le cave di ardesia abbandonate e, giunti sul fondo del vallone, recuperiamo a sinistra la carreggiata che ci porterà alla cappella della Madonna delle Grazie, sul lato occidentale di Andonno. Attraversiamo il paese oramai sotto un bel sole e ritorniamo all’auto, completando un bell’anello, non allietato dal sole dove ci sarebbe stato più utile. Capita...

Escursione effettuata il 4 maggio 2017
Compagnia dell'Anello composta da: Adriano, Alberto, Angelo, Franco e Gianni
Località di partenza: Andonno di Valdieri – Valle Gesso – 760m
Punto più elevato raggiunto: Cima Saben 1667m
Dislivello cumulato in ascesa: 1080m
Sviluppo complessivo del percorso: 15,1 km
Tempo in movimento: 4h 45'
Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) vedi scala difficoltà

fotocronaca

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Tracciato gps
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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 9/5/2017 1:55  Aggiornato: 9/5/2017 1:55
Maestro
Iscritto: 27/12/2015
Da:
Inviati: 129
 Re: Anello del Monte Brutto e della Cima Saben da Andonno
Descrizione del percorso: Gianni
Fotocronaca: Angelo
Altre foto, tracciato GPS e mappa satellitare: Adriano
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