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MTB : Tour del M.Rosa in Mtb, TAPPA 6: 15/10, Passo Ventina, Breithorn,Teodulo, casa
Autore: pierriccardo (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 24/10/07 18:41
Notizia riferita al: 24/10/07
Letture: 3005

Sommario links tappe:
Presentazione
Tappa1
Tappa2
Tappa3
Tappa4
Tappa5
Tappa6



Colazione alle 7.30, meno 2°C, il sole tinge di rosa le vette, sarò mica scemo tornare giù?
La ragazza del Rifugio mi ha trovato un paio di ramponi veri, avranno 50 anni… li ho provati sulle scarpe da bici, che si sono squarciate, allora li ho messi sulle scarpe da tennis: vanno benissimo, li ho legati strettissimi.
Parto, in mtb, naturalmente: al fianco della pista battuta dal gatto si pedala che è un incanto, coi ramponi poi, si ha un grip sul pedale anche un po’ eccessivo, potrebbe restare incastrato!
Dopo 200 metri, né uno più, né uno meno sento il rampone destro lentissimo e penso che meglio di come l’ho legato non è possibile.
Mi fermo.
La lamina d’acciaio del rampone s’è spaccata a metà! Credo che forse ho salvato una vita!!
Metto via il rampone classico e indosso il mio ramponcino di plastica coi chiodini da 1cm.
A sinistra tengo quello d’acciaio.
Altri 200m.
Un uomo cattivo abbronzato coi baffi alla hitler sta scendendo cogli sci. Da solo.
Io che già sono sui bordi mi sposto ancora un po’ che quasi vado fuori. Mi ricordo che al rifugio mi hanno raccontato che tutti gli anni si ammazza qualcuno, qui, uscendo solo qualche metro dalla pista, in qualche crepaccio.
Si ferma l’uomo cattivo, frenando a 20cm dalle mie ruote, credo abbia provato a tagliarmele con le lamine. Accento tedesco, mi dice: “E’ da Stupìdi salire con cvesto!!!”.
Credo che non mi convenga discutere, né argomentare e dico: “Je ne comprends pas!!” .. non so perché l’ho detto i francese, ma così m’è venuto e l’uomo nero se n’è andato mugugnando ”comprend pas, comprend pas…!””

Nella pista centrale, di fianco alla mia, stanno tracciando una pista di gara con paletti bandierine e tutto, sembra proprio che lavorino, non mi azzarderò certo a traversargli la pista, anzi!
La strada più corta per me, e ciclabile, passa proprio di lì, poi attraversa sotto un tunnel, da dove sbucano come formiche e a tutta velocità torme di ragazzini che fanno le corse e che arrivano infreddoliti dagli impianti del Piccolo Cervino.
Allora devio un pezzo, scavalcando il tunnel, non che abbia paura d’intralciare il traffico, è che quelli mi vengono addosso alle gomme.
Perfetto, sempre sui bordi, ogni tanto mi fermo a prendere fiato e poi dinuovo in sella, sono al Piccolo Cervino, ormai c’è il sole e il freddo non l’ho manco sentito.
Schivo Bar e impianti, devo solo attraversare l’ultimo “tirefesses” (in francese chiamano così quelle cose che t’infili tra le chiappe e che ti tirano su).

Adesso mi sento molto più tranquillo, a mio agio tra la neve immacolata, praticamente in piano con un cielo da favole, più nessun rumore, non vedo più nessuno, solo delle cime davanti a me e ghiacciai di qua e di là, il Bianco, il Granpa, il Monviso laggiù, da questa prospettiva capovolta, perché qualche volta dalle mie montagne m’invento che quello laggiù è il Rosa, ma forse non lo é.

Ed è strano pensare che fino a due minuti fa mi sentivo fuoriposto, che dovevo togliermi di tra i piedi se non pagavo qualcosa, che dovevo dare la precedenza a tutti, va bé che non ero proprio né cogli sci, né a piedi, però non è giusto che mi sento fuoriposto, quando razionalmente penso davvero che quelli fuoriposto sono quelli che ci arrivano con le Telecabine e con gli elicotteri!!

Pedalo sulla traccia larga 40cm di quelli che sono saliti a piedi o cogli sci, e questi devo proprio ringraziarli, perché non appena esco dalla traccia sprofondo.
E’ una bella sensazione pedalare cantando senza sforzo sulla neve in un altipiano a 4000 e pussa metri.
Io trovo che fa benissimo ai polmoni.
Ed anche all’anima. Andateci.
A 4050m non ce la farete più a pedalare, perché la traccia si faà più stretta, più ripida, e, ad un certo punto, anche molto gelata.
M avoi avete un rampone vero, che tiene benissimo, e l’altro, che sembra un po’ giocattolo, ma che vi serve a stare in piedi quel secondo in cui dovete alzare l’altro e posarlo di sopra.
Sarà un quarto d’ora un po’ duro, durante il quale penserete molte volte di essere molto pirla, specie se scivolerete solo per portare su la vostra compagna di avventure ed altrettante volte vi verrà voglia di lasciarla lì da sola, appoggiata sul freddo ghiaccio ad aspettare voi che andiate lassù a odorare, da soli, il profumo dei fiori che il vento ha portato con se dalla valle misteriosa nascosta là dietro, tra i ghiacciai.
Ma poi, lo sapete, porterete anche lei.
Con una dozzina di persone che, in fila indiana, da lontano, vi seguono.
E che aspetterete lassù, tanto il tempo a volte passa 10 volte più veloce quando siete in paradiso a guardarvi intorno, ed a volte anche si ferma.
I ragazzi tedeschi che arriveranno lassù si faranno fotografare con la vostra mtb, dopo avervi infilato la cordicella della loro macchina foto nel vostro polso, così capirete che siete un po’ fuori, poi mentre arretrate per riprenderli col Cervino, vi diranno STOOOOOOOOP, per paura che andiate giù con tutta la loro macchina foto. Poi vi faranno un film che metteranno su youtube con voi che pedalate fino al burrone e ritorno.
Quindi lui accenderà una sigaretta, cosa troppo normale per voi fino a 18 giorni fa, da quando cioè non ne avete più accesa una (è la quinta o sesta volta che smettete). Anzi ieri vi siete detti: toh, per premiarmi domani me ne pippo una sul Breithorn, anzi facciamo che fumo solo sopra i 4000!!
E poi, invece delle sigarette, poiché avrete ben un carattere, avete comprato una bottiglietta di grappa!!
E ora la state offrendo a cani e porci lassù, che è pure di quella buona!!

E poi giù, la neve ha mollato un po’, quasi quasi ve la scendete dalla cima, facciamo da 50m sotto per non far star male troppa gente.
E poi nemmeno un colpo di pedale fino al piccolo Cervino, dove vi guardano così così, ma quello del gattino delle nevi è simpatico e si parla un po’.
Un bel caffè americano pagato in 2.50euri dove girano ancora i franchi tiratori svizzeri e via, stavolta fin dentro al tunnel a far la corsa con sci e tavole coi ramponi sui pedali e la picca in mano.
I garisti vi fermano per dirvi Bravò e guardare le gomme i freni e i ramponi e a dire:”No clouds? Pas de Clou? No diskbrake? Cool, Cool!!”, ma non so se erano delle belle cose.
Sul ripido ho anche dato spettacolo con un bel testacoda, nel senso di capitombolo, dal quale son ripartito senza fermarmi fino al rif. Guide del Cervino, dove dovevo recuperare la mia roba che avevo avuto cura di nascondere sotto il materasso, che non facesse la fine dei guanti.
Ho fatto anche pranzo e poi giù ancora un po’ di downhill su ghiacciaio fino al colle del Teodulo, e poi a rotta di collo tutta in sella, cambiando strada rispetto alla salita: lago di Cime Bianche, Lago Goillet, lasciandolo a destra scendendo, in modo che il Cervino gli si specchiasse bene dentro.
Cervinia, una città da “day after”, nella quale evidentemente non vengono neppure i ladri, perché la mia auto è ancora lì dove l’ho messa.
Solo due imbecilli che girano accanto alla mia auto nella polvere derapando col loro fuoristrada.
Ma se si divertono così, beati loro!

Da questo giro non crediate che io sia tornato tutto intiero, sano ed illeso.
Oltre ai due ginocchi al ghiaccio vivo, due anche e due gomiti doloranti, la cosa più grave sono 3 polpastrelli della mia mano destra che sono diventati insensibili a qualsiasi stimolo, non per congelamento, ma a forza di schiacciare il nottolino della macchina foto che non scattava, se non dopo averlo tenuto premuto esageratamente per un minuto minimo ad una pressione di 20kpa, mentre con le altre dita e l’altra mano esercitavo una torsione sul corpo macchina, il quale il più delle volte ne causava, anziché lo scatto, lo spegnimento. E insieme, a volte , mi si spegneva anche il cervello ed il buon senso.

Una cosa buona che invece porto a casa da questa esperienza, oltre alle stupide dichiarazioni di immensa bellezza e panorami a 380°, è la naturalezza con cui pronuncio parole come “Matterhorn, Breithorn, Gornergletscher, Theodulgletscher, Grachen, Saas Fee… ecc..”, come se dicessi: “San Chiaffredo di Busca”, un paese che nonostante tutto, amo.

Certo, per potermi capire bene bene, in codesto paese dovreste esserci nati.

Ed io lo nacqui.

Certo, ho portato su anche il boomerang. Se l’ho lanciato? Non si sa. Come anche tante altre cose.

pppsss... ho dimenticato il mio camelbag nell'alloggio annesso alla creperie/gelateria di S.Jacques, Val d'Ayas.
Chi passasse di lì me lo prende??? Grazie, non ho neppur trovato il n. di telef.

Data: 15/10/2007
Partenza: Testa Grigia, Rif.Guide del Cervino, Passo Ventina Sett., 3456m
Arrivo: Cervinia,2015m via Klein Matterhorn, Brewithorn, 4165m, Colle Teodulo.
Lunghezza: km 40 forse, non so
Disliv. posit: 815
Disliv. negat: 2235m
Ciclab. salita: 90%
Ciclab. discesa: 95%
Difficoltà: ec/ec

Tracciato gps
Album foto
Videodue colpi di pedale sulla cresta
VideoCavalcata sull'altipiano del Plateaurosà


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Commenti
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Autore Commento
stambecco54
Inviato: 26/10/2007 11:17  Aggiornato: 26/10/2007 11:17
Matricola
Iscritto: 29/4/2007
Da:
Inviati: 11
 Re: Tour del M.Rosa in Mtb, TAPPA 6: 15/10, Passo Ventina...
Ciao Pierricardo, Il giro del Rosa così come ho fatto e descritto Io nel sito di Peverada è un giro base, neppure troppo difficile e alla portata di molti. Ripetere o emulare questa Tua esperienza sarà molto molto più difficile. Per fortuna che non sei riuscito a fare la variante del Balfrinalp, così lasci qualcosa da racconare e provare anche agli altri.
Bottalo G

Autore Commento
pierriccardo
Inviato: 26/10/2007 21:51  Aggiornato: 26/10/2007 21:51
Guru
Iscritto: 3/1/2006
Da: Cuneo
Inviati: 2986
 Re: Tour del M.Rosa in Mtb, TAPPA 6: 15/10, Passo Ventina...
Ma ciao, grande Maestro!!!
Sarò fuso, ma non ricordavo, o forse non l'hai mai detto, che eri tu!!
Grazie ancora delle dritte, perché senza di te non sarei mai partito.
Appena va via sta neve porca vado a fare la variante del Balfrinal.
Giuro.
E passo dallo svizzero di Grachen a fargli vedere dove mio nonno metteva l'ombrello
Riccardo
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