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Escursionismo : Un anello per i monti S. Giorgio, Rubata Boe e per la Pera Luvera per sentieri alternativi
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 02/02/17 23:17
Notizia riferita al: 01/02/17
Letture: 702

Un anello per i monti S. Giorgio, Rubata Boe e la Pera Luvera per sentieri alternativi.

Località di partenza: Località Ciampetto di Piossasco mt. 431
Dislivello complessivo: mt. 640
Tempo complessivo: 4 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 6 Pinerolese – Val Sangone Fraternali Editore

Incombente sull’abitato di Piossasco, il monte S. Giorgio è la cima più avanzata della catena alpina occidentale in direzione della pianura. Un tempo arido e brullo, i suoi versanti sono stati rimboscati all’inizio dell’altro secolo con vigorosi interventi di riforestazione utilizzando soprattutto il pino nero. A questo monte, sulla cui cima sorge una chiesetta risalente all’anno Mille, giungono una strada, diversi sentieri e questo itinerario ne percorre alcuni tra i quali un lungo tratto del sentiero DB, David Bertrand, dedicato ad un giovane volontario che qui perse la vita nell’intento di spegnere il furioso incendio che non molti anni fa ha devastato questi pendii.
Partendo dalla borgata Ciampetto di Piossasco, senza fretta, piacevolmente e non per la via più breve, con tre lunghi traversi ascendenti si raggiunge la cima del monte. Passando poi per il monte Rubata Boe, scesi al colle di Pre, si risale infine al panoramico ammasso roccioso della Pera Luvera, la Pietra del Lupo, dalla quale si torna al punto di partenza utilizzando un tratto il sentiero Chiantore e altri sentieri alternativi poco conosciuti e frequentati.
Se si esclude il breve tratto dal colle di Pre alla Pera Luvera, un tantino impegnativo, questo itinerario si può considerare, per come è impostato, una lunga, ma piacevole passeggiata da farsi dall’autunno alla primavera perché la neve poco si ferma su questi assolati pendii.

Superata la rotonda fuori l’abitato di Piossasco, presa a destra la via monte Orsiera che prosegue poi come via Cappella, superata la chiesetta della Madonna delle Grazie e la via S. Bernardino, giunti al fondo si prende a sinistra la via del Campetto. Incontrando per via case sparse, molte recinzioni di villette, giunti alla chiesetta si piega a destra per le Prese ed il colle di Pre lasciando, di poco sopra, l’auto a margine della strada nel punto in cui sorgono le prime indicazioni in località Ciampetto.
La salita al monte S. Giorgio la si farà percorrendo tre lunghi traversi ascendenti, piacevoli e poco stancanti, utilizzando, nel secondo, un tratto del sentiero DB, David Bertrand, ampissimo percorso che partendo da Roletto e traversando lungamente per monti, termina all’abitato di Piossasco.
L’escursione si svolge per intero all’interno del Parco Naturale del monte S. Giorgio, pertanto partendo si segue l’indicazione per questo monte e la Croce dei Castelli, mentre per lo stradello che oltre s’inoltra si tornerà scendendo dalla Pera Luvera. Ad un primo tratto dove si sale, ne seguono altri dove la pendenza è minima e sempre traversando tra le roverelle e i pini di un assolato versante, passati di sotto una linea elettrica, scesi brevemente all’alveo di un rio, ancora si prosegue allo stesso modo così giungendo alle indicazioni in località Croce Castelli, incrocio di quattro sentieri, dove si prosegue per il monte S. Giorgio. Di poco sopra, alle successive indicazioni, tralasciata la traccia di destra che scende a Cà Dorina, ancora si va verso monte subito trovando di nuovo delle indicazioni. Qui giunti, la salita al monte S. Giorgio per il sentiero 306 volendolo può essere quasi immediata qualora si volesse abbreviare il percorso. Invece, sin quasi al colle di Pre, si percorrerà il secondo traverso ascendente, un tratto del sentiero DB, il 308, che s’inoltra sulla sinistra, che pochi escursionisti per ragioni logistiche utilizzano. Sempre traversando e salendo con moderazione, la traccia percorre lungamente l’assolato pendio sottostante l’ampio colle della Serva, tra roveri, pini e noccioli, così ripassando sotto la linea elettrica, raggiungendo più su una dorsale sulla quale, a destra del sentiero, s’erge un cippo. Proseguendo ancora, per lunghi tratti ora quasi in piano, più avanti si raggiungono ancora delle indicazioni dove si prende a destra ovviamente per il monte S. Giorgio. Il traverso che segue in direzione opposta, il terzo, lungamente pianeggiante, anch’esso assai piacevole, superato più avanti il bivio per il Rubata Boe, monte su cui si salirà tornando, scende poi in direzione dell’ampio colle della Serva dove ci si immette sulla strada che sale sin qui da Piossasco sorpassando per la terza volta la linea elettrica. Per questa strada, meglio ancora utilizzando le opportune scorciatoie che la tagliano, in breve si raggiunge la cima del monte S. Giorgio mt. 836 dove sorgono una grande croce e una cappella romanica ancora ben conservata, mentre sul retro una specie di tavola di orientamento apre la visuale sul vicino Rubata Boe, sulla Pera Luvera, che poi si raggiungeranno, e sul monte Pietraborga. Sullo sfondo la cerchia di monti che vanno dalle Marittime al Monviso sino al Rosa e ancora oltre da una parte, sulla pianura sino alla città di Torino e la collina, dall’altra.
2 ore c.ca dalla case di Ciampetto.
Scesi per la stessa via al colle della Serva, e percorso un breve tratto, lasciata la traccia principale sulla quale si tornerà poco prima del colle di Pre, seguendo l’indicazione si può salire sulla lunga cresta al fondo della quale s’erge il cippo con asta metallica identificante la vetta del Rubata Boe mt. 822. Dalla vetta del monte S. Giorgio questo modesto rilievo è raggiungibile in una mezz’oretta c.ca. Ritornati indietro per un tratto, giunti ad un ometto sotto un pino, si piega a destra per intraprendere la sempre evidente traccia che percorsa porta di sotto su quella precedentemente abbandonata per salire sul monte S. Giorgio. In breve si raggiunge la strada che da Piossasco porta alle Prese al colle di Prè dove ancora numerose sono le indicazioni che si trovano. Qui giunti si segue quella per la Pera Luvera ed il colletto di Damone, quella che partendo verso monte passa rasentando a destra l’enorme traliccio elettrico. Il tratto Colle di Pre – Pera Luvera, elementare ma non banale, è da affrontare sempre ricercando e sempre trovando le opportune segnature che identificano il sentiero: vale a dire segni rossi sbiaditi, segni rossi a forma di pesce stilizzato e spezzoni di banda segnaletica sugli alberi. Affrontando da subito un ripido pendio, la traccia s’incunea tra le asperità e tra le rocce sempre trovando una via d’uscita. La faticosa ascesa termina quando si raggiunge il crinale dove transita il DB, David Bertrand, sul quale ci si immette. Scendendo per un tratto verso valle subito si raggiunge l’esteso ammasso della Pera Luvera mt. 833 sul quale si sale con l’ausilio di una corda fissa che facilita un breve passaggio attrezzato. Da questo panoramico roccione, sul quale sorge un pilone recentemente restaurato, vista ampissima sul fondovalle, sul crinale che dai Due Denti sale al Freidour, mentre sullo sfondo spicca la catena alpina.
1 ora e 30 minuti c.ca dal monte S. Giorgio.
Per tornare si prosegue ancora per un tratto sul DB sino a che, sceso uno scavato sentiero, si giunge al punto in cui, lasciata la dorsale, la traccia piega decisamente a sinistra. Qui si abbandona il DB prendendo a destra quella breve che porta sul sentiero Chiantore che transita di poco sotto. Questo sentiero, ripristinato da non molto dagli amanti l’MTB, totalmente ciclabile sino a valle, lo si raggiunge seguendo le segnature rosse sulle rocce o sugli alberi che lo identificano. Una volta immessici sul sentiero Chiantore, assai evidente e sempre ben segnalato, lo si percorre sino a che si incontra uno stradello – pista forestale, che non si attraversa, sul quale si confluisce prendendo la sinistra. Percorso, termina più avanti ad un tornante sulla strada sterrata che da Ciampetto sale alle Prese, sulla quale ci si immette per un breve tratto. Prima dell’attraversamento del rio che segue parte sulla destra un’ampia traccia, che proseguendo diventerà sentiero. Sempre evidente, segnata, scende piacevolmente nel bosco terminando di sotto sulla stessa strada subito raggiungendo uno slargo e poi le prime case della località Ciampetto dove questo anello si chiude.
1 ora c.ca dalla Pera Luvera.

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