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MTB : Tour del M.Rosa in mtb, tappa 2: 11/10 Grachen-Macugnaga
Autore: pierriccardo (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 20/10/07 11:50
Notizia riferita al: 20/10/07
Letture: 2234

Sommario links tappe:
Presentazione
Tappa1
Tappa2
Tappa3
Tappa4
Tappa5
Tappa6



Grachen. Alle 9.05 sono pronto per partire.
Quello dell’Hotel lo posso fregare, ma ho fatto 2 conti: pur col sentiero senza pericoli, che mi ha detto che non ha nemmeno un ruscello accanto, per Saas Fee, se a piedi ci mettono 7 ore, io meno di 4 non ne impiego, quindi sarei sul Passo del Moro verso le 15.30; h18 a Macugnaga morto. E poi quello mi ha parlato di tratti ghiacciati: sono già 3°C qui a 1600m, a 2300 siamo sotto, sarà meglio che non faccia il pirla…. E poi, si sa, la suggestione fa il resto.
Scendo in asfalto, fa freddo, ma ho preso un sacco, anzi uno zaino colmo di robe calde e non lo sento.
Sapete la regola per vedere se avete preso abbastanza roba? Quando fa un freddo cane vestitevi finché non avrete più freddo: dovete avanzare una maglia ed un pantalone, una calza, la picca ed i ramponi.
Io in questi giorni giro così, con la picca in bellavista, vi assicuro che la ggente mi guarda con molto rispetto, ed anche con qualche sospetto.
Da q. 100 di St.Niklaus si scende fino agli 850 di Stalden, dove si devia a dx per le varie “SAAS”.. e Mattmark, l’invaso più grande d’Europa.
Potreste prendere un pullman, sono sui 15 euro voi e la vs mtb fino a Mattmark, ma poi dovevo aspettare quasi 1h al freddo e mi son detto: a salire mi scaldo… e poi figurati non prendo gli impianti di risalita, mi abbasserò mica ai pullman!!
Alle 11.30 siete a Mattmark, 2200m, dopo che avete snobbato Saas Grund, Saas Fee, Saas Almagell nemmeno per un caffè.
La costruzione della diga, dal 1962 al 1969, che ha trasformato il lago in invaso mediante trasporto di materiale terra e rocce prese dalla sinistra orografica del bacino con iniezioni di materiale aggregante.
Vi lavoravano 700 operai divisi in due squadre per 10 ore al giorno.
Nel 1965 la lingua inferiore del ghiacciaio dell’Allalin si stacca e precipita sul cantiere e fa una strage. Questo ghiacciaio fino al 1940 arrivava ben sotto il lago.
Anche nel 2000 si è dinuovo staccato il fronte del ghiacciaio, riproponendo la tragedia del 1965, questa volta evitata per un pelo.
L’invaso contiene 10.5 miloni di mc d’acqua. Da spazzare via tutte le “SAAS” che trova nella valle fino a Stalden come dei fuscelli d’erba se si apre una piccola crepa o se gli casca dentro un pezzo di montagna… speriamo che tenga.
Qui il sole a quest’ora inizia ad intiepidire l’aria sulla bellissima sterrata che costeggia il lunghissimo invaso, a destra salendo, con qualche piccola galleria ed in un quarto d’ora tranquilla vi posa, riposatissimi, sul sentiero che se ne diparte per il vostro destino di oggi.
Sentiero bello, a tratti ciclabile, ma sui 600m di dislivello che dovrete affrontare per il Passo del Moro (2868m) starete in sella al massimo per 100.

Da metà in su attraverserete delle bellissime e lunghissime placche granitiche inclinate verso valle. Oggi per fortuna erano belle asciutte. La traccia è molto ben segnalata, anche perché qui è frequente trovare nebie.
Qualche passo sulla neve dura, qualche metro di ghiaccio da evitare deviandom un po’.
Ah, dimenticavo: dal mio ingresso trionfale di ieri in terra elvetica(piena peraltro di svizzeri), il sole mi ha accompagnato fin qui, che sto per rimpatriare.
Infatti sulla linea di confine da un po’ sta scavalcando un fronte nebbioso dall’Italia; in breve prima che io arrivi sul colle tramite una gradinata un po’ naturale, un po’ artificiale, la visibilità, ora nella neve continua, arriva ai 4-5m; cartello che segna il colle, qualche passo di arrampicata facile seguendo le indicazioni: Rifugio, con in mano una corda fissa, nell’altra la mtb, nella nebbia ho avuto una visione: una Madonna vera, tutta d’oro.

No, non era la fatica , era una statua, come quella sul Dom de Milàn, che senz’altro ha piazzato lì qualche Brambilla per sentirsi a casa .

Scendo le vertiginose monolitiche placche inclinate con corda, sapendo bene che tra 2 minuti mi apparirà nella nebbia il Rifugio Oberto: incrocio una coppia di tedeschini, gli chiedo dov’è il rifugio, refuge, non capiscono, allora dico Hutte!! E mentre dico Hutte il rifugio mi appare, e allora glielo indico e dico: hutte, rifugio, refuge, ciau neh.
Vado a visitare il locale d’inverno, carino, m’incuriosisce il forno a microonde, non va senz’altro: lo provo: Và!!!
Scrivo, da buon grafomane, sul diario e ci metto l’indirizzo di un sito, ma non saprete mai quale.
Un panino e si scende. Sono le 13.30. Le indicazioni danno Macugnaga a 2h30’, figurati io col mio cavallo, ci metterò massimo un’ora.
Vi confesserò una cosa ed un segreto:
-Quando, dopo 100m di tentativi di scendere un sentiero in mtb già pensate che non siete più capaci ad andare in bici,
-quando, dopo altri 100m, avete già recitato tutte le litanie, varianti, aggettivi e sinonimi dei sostantivi: Mucca e Scrofa,
-se, dopo altri 100mi sentite dei pirla SSA (senza speranza alcuna)
-se dopo altri 100m siete convinti che le vostre scarpe hanno le suole paurosamente inclinate verso valle e che le ruote della vs mtb sono ovalizzate,
-se infine dopo altri 100m pensate che oggi Arturo Benedetti Michelangelidagli auricolari sta sbagliando tutti i tempi del concerto per piano e orchestra di Mozart.. ed a volte anche la tonalità……
Allora fermatevi: il sentiero non è ciclabile.

Beh, ve lo dico, un record!! E’, questo, dal Passo del Moro a Macugnaga, il sentiero montano più brutto d’Europa. Ciclabilità zero anche in discesa, e se ve lo dico io, potete crederci…….
Preferisco di gran lunga scendere dal passo del porco, almeno ci son le corde, oppure dal corborant e dall’Ischiator, almeno son più corti.

Credevo che, almeno dall’Alpe di Bill in giù fosse bello… in effetti c’è stato un tratto di 30m (lineari!!!) che mi ha illuso: un bel pavé di grosse pietre messe benissimo, ma è finito lì, pietre smosse, di traverso, salti…. È finita che nei 100m totali (lineari!!) che ho fatto in mtb, stavolta il copertone tubeless l’ho davvero tagliato… e quello posteriore.

Pensando al culo del giorno prima l’ho gonfiato, ma tiene solo 5 minuti, chissenefrega, tanto sono arrivato e in sella non si sta.
Sapete quanto ci ho messo a fare la discesa? 2h30’, come scritto sopra!! Ciclabilità zero, suvvia siamo generosi, 1%, ma state attenti!
Ora vado a cercarmi una camera d’aria, perché ma certo che ne ho una di scorta, ma poi sono senza perché è sicuro che se sei senza fori anche l’altra tubless e sei a piedi.
Ho girato mezzi i negozi di Macugnaga, poi mi son cercato un alberghetto: il primo sulla piazza non mi fa mettere dentro la bici, e che problema c’è? Cambio hotel: Hotel Macugnaga: mi danno anche un locale da mettere la mtb e dove la posso riparare.

Ok, dopo la doccia mi faccio tutti gli altri negozi e bar del paesello, che è molto bello, ma dove tutti si lamentano che non viene più nessuno, nemmeno a sciare, vanno in altri posti e io mi chiedo perché continuino a fare impianti.
Morale della favola: se voglio una camera d’aria devo scendere 20, 30, forse 40 km in asfalto. Mica sarò scemo.
Non avrò trovato la camera daria, però conosco quasi tutti i Macugnaghesi e la loro vita. E loro me. E non è poco. Certo in questo periodo non sono molti.
Rischio. Domani sono ad Alagna, e poi mica sono a piedi, ho una bomboletta miracolosa e dei “tacùn senza tenaciu!”.
Cena mai visto una cosa simile: con la mezza pensione mi danno il menù del Ristorante da scegliere quello che voglio.. e vi assicuro che non ho mangiato minestra e pollo!!!
Costo: come in rifugio.
Mi han chiesto a che ora voglio colazione.
Memore di Grachen ho pensato: non mi fregano più e ho detto: alle 7?
Mi ha detto: Ok! Minkia mi ha dinuovo fregato, dovevo dire almeno le 7.30.
A domani

Data: 11/10/2007
Partenza: Grachen, m. 1600
Arrivo: Macugnaga,m.1300 via Stalden, m 850, Passo del Moro m 2868
Lunghezza: km 45 forse, non so
Disliv. posit: 2000m
Disliv. negat: 2200m
Ciclab. salita: 90%(sentiero 15%)
Ciclab. discesa: sentiero 1% !!!
Difficoltà: bc/nc (non classificabile) oe a piedi

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