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Escursionismo : 01/09/07 - Giro del Rocciamelone
Autore: Paola&Fabry (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 03/09/07 10:24
Notizia riferita al: 03/09/07
Letture: 2747

Il Rocciamelone è una delle nostre mete estive più frequenti, ed è sempre bello e particolare, ma eravamo sempre saliti dal percorso più frequentato, quello che sale dalla Vale di Susa transitando per la Riposa. Certo, tutte le volte che da lassù vedevamo quelli che salvano dal ghiacciao un po' di curiosità c'era, ma noi non siamo veri "alpinisti". Però la voglia viene, anche leggendo 'Lafiocavenmola', e chissà come è camminare con i ramponi . Bisogna provare ! Ed iniziare con qualcosa di facile facile, vicino a casa, e conosciuto, per cui la scelta cade sull'oramai ridottissimo e pianeggiante ghiacciaio del Rocciamelone (dove in realtà i ramponi non sarebbero più necessari )!
Partenza alle 6.00 dalle Grange di Pietramorta sul lago di Malciaussia: si vede poco, ma il sentiero per il Rifugio Tazzetti inizia proprio dal ponticello all'estremo Ovest del lago, ed è ben segnalato. Si procede su un tracciato piuttosto pianeggiante in destra idrografica della valle, poi si abbandona il vallone principale per andare sulla sinistra (direzione di marcia) ed attraversare il Rio Medagliere, poco a valle di una sorgente (2100 m s.l.m. circa). Da qui si inizia a salire con alcuni tornanti attraversando un torrentello (oppure direttamente per un ripido sentiero che costeggia il torrentello in sinistra idrografica) e poi il sentiero procede di nuovo pianeggiante, attraversando un canalino (attrezzato con una catena fissa) e poi un ripido versante che porta nel vallone del Rio Runour da dove si scorge sulla destra (direzione di marcia) il rifugio. Solcato un tratto pietroso ed attraversato il Rio si giunge al Rifugio (2642 m s.l.m.) in circa 2 ore.
Il sentiero per il Rocciamelone procede per il Col Di Resta, e si attacca direttamente dietro al Rifugio sul ripido versante nord. Si sale decisamente in direzione di un caratteristico pinnacolo roccioso, lo si aggira e proseguendo un po' in cresta e un po' sotto cresta si giunge in circa un'ora ad un pianoro su cui sorgono tre croci. Qui si è alla base di una bastionata di scisti che costituisco il limite est del Ghiacciaio del Rocciamelone. Ci si dirige a destra e per ripide tracce si giunge al limite del ghiacciaio, che ormai inizia pianeggiante leggermente al di sotto del Colle della Resta (3186 m s.l.m., 1 ora e 30' dal Rifugio Tazzetti). Il tracciato dal Rifugio al Colle della Resta si segue agevolmente, ed è molto ben indicato con segni bianco/rossi. Costeggiamo il ghiacciaio per alcuni metri verso nord, poi decidiamo di infilare i ramponi e muoviamo i nostri primi passi : la prima sensazione è di camminare su dei cristalli di boemia che cedono rumorosamente sotto il nostro peso! Ci dirigiamo verso sud e, pur individuando chiaramente gli ometti e le tracce di sentiero che attraversano lo sperone roccioso ormai lasciato scoperto dal ghiacciaio, decidiamo di fare più passi possibili su quel bianco/grigio mantello e ci dirigiamo decisamente (ormai occorre aggirare le rocce ) verso la conca lasciata vuota dal lago effimero che, fino al 2005, era arrivato ad occupare parte del lato ovest del ghiacciaio. Qui iniziamo a 'giocare' (anche se è la prima volta su un ghiacciao penso che oggi il ghiaccio sia splendido, proprio della consistenza ideale nonostante il caldo. Siamo fortunati ) e a collaudare i ramponi su diverse pendenze, in salita, in discesa, tiene, non tiene… dopo quasi un'ora riesco a ricordare a Fabry che ci aspetta ancora un po' di salita e di cresta, ma è come cercare di portare via un bambino capriccioso dal parco giochi ! Tira e molla ripartiamo e per tracce di sentiero in un canalino un po' sfasciato raggiungiamo la cresta da cui, quasi in processione con numerosi altri escursionisti, raggiungiamo faticosamente (non ci vedevo più dalla fame) la Vetta del Rocciamelone e la bella statua Madonna (3538 m s.l.m.).
Sono le 12.00, pranzo in Vetta, non c'è vento e le nebbie iniziano a salire, quindi dopo una bella pausa scendiamo verso Cà d'Asti (2854 m s.l.m.). Da qui imbocchiamo il sentiero per la Riposa ma, alla prima curva, pieghiamo a sinistra ed imbocchiamo il sentiero dei 2000 (Alta Via). Contrariamente a quanto immaginavamo, il sentiero non solo è ben segnalato (tacche bianche/rosse, anche se un po' sbiadite), ma soprattutto è piuttosto battuto. Si procede in pianura e leggere discese attraverso l'ampio versante sud-est del Rocciamelone e per i pendii erbosi alla base delle Rocce Rosse, dei Brillet e Dei Muret (anche se per via della nebbia non vediamo quasi nulla di tutto ciò) restando intorno a quota 2400 m s.l.m. Il versante è solcato da numerosi impluvi e canalini con rocce molto levigate che possono presentare difficoltà di attraversamento in caso di ghiaccio e molta acqua. In questo periodo però non ci sono grandi problemi e, scavalcato in leggera salita il costone che scende in direzione sud-ovest dal Palon, si prosegue su un sentierino pianeggiante per poi collegarsi, dopo un tratto in salita (2443 m s.l.m.), alla mulattiera del GTA che sale da Foresto e dall'Alpe Arcella (1 ora 30' dal Rifugio Cà d'Asti).
Seguendo il GTA si arriva comodamente al Colle della Croce di Ferro (2558 m s.l.m. - circa 2 ore dal Rifugio Cà d'Asti) e da qui il bellissimo Sentiero 114 (ancora GTA) porta in circa 1h e 30' al Lago Malciaussia. Siamo però in anticipo sulla tabella di marcia (che in realtà non esiste), perciò decidiamo di proseguire verso il Colle delle Coupe, lungo il sentiero che taglia il versante in pianura, discesa e poi salita sul lato Valsusino prima e poi, in discesa, sul lato della Valle di Viù. Da un colletto un'interessante visuale sulla Valle di Susa a destra (nebbia) e su Malciaussia a sinistra (ancora nebbia…) . In un'ora (dal Colle della Croce di Ferro) siamo al Colle delle Coupe (2345 m s.l.m.), da dove si diparte il sentiero 113 che scende rapido in direzione nord, e poi più pianeggiante verso ovest, al Lago Nero (2007 m s.l.m.), a cui giungiamo giusto per il the delle 5! Il Lago Nero è splendido alla luce del quasi tramonto, incuneato sotto il ripido versante nord della Costa Fenera tra verdi pianori in cui troviamo ancora qualche mirtillo. Il nostro giro volge ormai al termine, riprendiamo il comodo sentierino 113 che dopo alcune centinaia di metri si ricongiunge alla mulattiera del GTA che scende dal Colle della Croce di Ferro e in circa 30' (dal lago) siamo di ritorno all'auto. Bellissimo giro, che si può anche fare in 2 giorni con pernottamento nel Bivacco della Vetta del Rocciamelone o al Rifugio Cà d'Asti.

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