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Escursionismo : Un anello per il bivacco Sigot ed il Truc Peyrous dal rifugio Levi-Molinari
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 21/09/13 11:51
Notizia riferita al: 20/09/13
Letture: 2883

Un anello per il bivacco Sigot, il Truc Peyrous dal rifugio Levi- Molinari

Località di partenza: Spiazzi appena oltre la colonia Viberti nel vallone di Galambra mt. 1800.
Dislivello: mt. 1400 c.ca comprese alcune modeste risalite.
Tempo di salita: 4 ore c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca, oppure 3 ore e 15 minuti c.ca con la variante
Difficoltà: E Variante di discesa: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 1 Alta Valle Susa Fraternali Editore

Tra le cime di oltre tremila metri poste alla sommità dei valloni di Valfredda, Rochemolles e Galambra, in alta valle Susa, c è il Truc Peyrous. Vi si accede facilmente, dal passo di Galambra o dall’ampia conca posta alla sua base, salendo i facili pendii nord e ovest del monte, mentre quelli est e sud, aspri e dirupati, sono impercorribili.
Questo itinerario ne raggiunge la cima partendo dal vallone di Galambra, dove sorge il rifugio Levi- Molinari nei pressi della Grange della Valle, stando su una traccia, come spesso accade, avente un’origine militare. Giunti al lago delle Monache, ora ridotto a pozza, si prosegue salendo all’ampissima conca di Galambra a margine della quale sorge l’accogliente bivacco Sigot, posto non lontano dal lago, da cui si sale sul Truc Peyrous per facili pendii passando non lontano dai ruderi dei ricoveri. Dalla vetta la visuale che s’apre è ampissima sui monti e sulle valli.
Poi si torna per l’itinerario di salita, percorrendo in alternativa, volendolo, il sentiero militare, di recente risistemato, che tagliando lungamente un aspro pendio termina sulla traccia che da una parte sale ai colli d’Ambin, dall’altra prosegue verso il passo Clopacà ed il rifugio Vaccarone.

In valle Susa, superata Exilles e la successiva frazione di Deveys, dopo un paio di tornanti si lascia la statale prendendo a destra per Eclause e altre località. Subito salendo si raggiunge prima Fenils e poi un successivo bivio dove si prende a destra sempre seguendo l’indicazione per Eclause. Poco prima di raggiungere la borgata si svolta a sinistra per le Grange della Valle ed il rifugio Levi-Molinari e dopo il successivo tornante si oltrepassa la borgata dal di sopra presto raggiungendo le case Peyron. Un paio di tornanti e un lungo traverso ascendente nel bosco portano a raggiungere il rio di Galambra ed il suo ampio vallone. Attraversato il torrente, lasciata sulla destra la strada per le Grange della Valle, si prosegue per poco sullo sterrato individuando, di poco più avanti, uno spiazzo, uno slargo a margine della strada dove lasciare l’auto essendoci un ampio spiazzo per parcheggiare anche prima del ponte.
Trascurata una prima indicazione per il passo Clopacà ed il rifugio Vaccarone si prosegue ancora per poco sino a che, lasciata la traccia che s’inoltra nella valle per i colli d’Ambin ed il bivacco Blais, si prende a sinistra il sentiero per il rifugio che si raggiunge dopo aver superato il rio. Sul retro della costruzione parte la traccia che lungamente percorsa porterà in vetta al Truc Peyrous. Sempre ben segnata sale nel rado lariceto attraversando una radura e costeggiato per un tratto il rio si porta alla base del pendio dove prende a salire con una serie di svolte che consentono di rasentare da prima una parete rocciosa che gronda acqua e poi il poggio con la croce in legno. Si prosegue oltre allo stesso modo e, superato ancora un rio, il sentiero guadagna la base di una prima balza che si risale sino alla sommità lasciando sulla sinistra il segnalato sentiero per il monte Chabriere. Raggiunta la superiore conca ancora ci si alza lungo l’erboso, detritico pendio dove emergono enormi massi. Ad un lungo traverso di spostamento, seguono le successive svolte ascendenti che consentono di pervenire alla sommità ad un colletto, non lontano dai ruderi della stazione d’arrivo della teleferica, dove più sotto si vede il modesto lago delle Monache, ora ridotto a pozza, oltre il quale si scende a guadare il rio. Si riprende a salire sull’opposto pendio e le infinite svolte che seguono consentono di prendere progressivamente quota passando sotto i pinnacoli del Piccolo e Gros Beuri così raggiungendo il punto dove sorgono delle indicazioni che eventualmente si prenderanno in considerazione per tornare. Per intanto si prosegue per il bivacco Sigot stando sulla traccia che riprende a salire e che, con un lungo traverso di spostamento per rocce affioranti, si porta alla base di un valloncello dove, superato di nuovo un rio, ancora ci si alza rasentando delle pareti rocciose percorrendo appresso poi faticosamente una dorsale fatta di sfasciumi compattati dove ci si inerpica con una serie di svolte ravvicinate che portano di sopra ad uscire sul poggio dove sorge il rosso bivacco Sigot al limite dell’estesissima conca con il lago di Galambra racchiusa a sinistra dal Truc Peyrous, sulla destra dalla Punta Sommeiller.
3 ore e 15 minuti c.ca dal parcheggio.
Per salire in vetta al monte si prosegue rimanendo inizialmente su una traccia evidente e segnata che s’inoltra sugli estesi detriti morenici che chiudono la conca rasentando, con un ampio giro, di sotto i ruderi dei ricoveri. Attraversata tutta la conca, dove emergono ancora dei rocchetti di filo spinato intonsi, si piega a sinistra e, alzandosi la traccia su ciottolosi, facili pendii di sfasciumi compattati, si raggiunge alla sommità il crinale e poi la cima del Truc Peyrous mt. 3189 dove la vista s’apre splendida sui monti e sulle valli e sul sottostante Pasòu du Glà (Passo del Ghiaccio).
45 minuti c.ca dal bivacco Sigot.
Scesi poi per la stessa via al sottostante bivacco Sigot, si ripercorre per un tratto il sentiero già fatto salendo. Percorsa la dorsale e superato il rio, con un breve traverso si raggiungono le segnalate indicazioni dove si può decidere di tornare a valle per l’itinerario di salita, raggiungendo il punto di partenza in un’ora e trenta minuti c.ca come indicato, oppure utilizzare la traccia alternativa che percorsa al termine porta a raggiungere il bivio dove transita il sentiero per i colli d’Ambin, di poco più avanti quello per il colle Clopacà. Il sentiero di cui si parla, impraticabile sino a poco tempo fa, aveva certamente anch’esso un’origine militare e consentiva, provenendo dai ricoveri di Galambra, di accedere ai colli d’Ambin e Clapier e ai ricoveri del Gelas nei pressi del rifugio Vaccarone senza dover necessariamente scendere a valle e risalire. Recentemente è stato risistemato per benino, segnato e segnalato e la sua percorrenza non presenta particolari difficoltà anche se, per alcuni tratti un tantino impegnativi, mai esposti, è da considerarsi per escursionisti esperti. Dovendosi mantenere, per ovvie ragioni, sempre ad una certa altitudine, si perdono comunque, nel percorrerlo, c.ca 200 mt. di dislivello nel superare alcune barriere rocciose che si incontrano nel procedere. Sorretta e protetta dai soliti muretti di contenimento, alcuni tuttora ben conservati, la traccia s’inoltra alternando lunghi tratti quasi in piano ad altri dove si sale di poco, ancora con altri dove si scende con le ripetute svolte che fanno perdere notevolmente quota. Una volta percorsa, voltandosi a vedere la strada fatta, ci si chiede, come sovente accade, come si sia potuto percorrere dei pendii così configurati. Al primo bivio ci si immette sulla più ampia traccia che sale al bivacco Blais al colle d’Ambin, al secondo, di poco più avanti, altre indicazioni suggeriscono come raggiungere il passo Clopacà ed il rifugio Vaccarone senza dover necessariamente scendere a valle. Qui giunti si percorre poi l’evidente traccia che riconduce al punto di partenza praticando le infinite, interminabili svolte sul ripido pendio che si discende. Superata la fresca fontana ancora si prosegue allo stesso modo raggiungendo il fondo dove un lungo traverso quasi pianeggiante riporta al punto da cui si è partiti dove questo anello si chiude. Il sentiero alternativo allunga il tempo di percorrenza, necessario per scendere a valle, di c.ca 45 minuti.
2 ore e 30 minuti c.ca dalla vetta del Truc Peyros ripercorrendo l’itinerario di salita.
3 ore e 15 minuti c.ca dalla vetta del Truc Peyros percorrendo la variante.

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