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Escursionismo : Un anello per il rifugio Vaccarone dal colle del Piccolo Moncenisio
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 31/07/12 17:10
Notizia riferita al: 30/07/12
Letture: 884

Un anello per il rifugio Vaccarone dal colle del Piccolo Moncenisio

Località di partenza: Colle del Piccolo Moncenisio mt.2183
Dislivello: mt. 600 c.ca. considerando che ci sono alcune modeste risalite.
Tempo di salita: 4 ore e 30 minuti dal colle del Piccolo Moncenisio al rifugio Vaccarone
Tempo di discesa: 3 ore e 30 minuti c.ca dal rifugio Vaccarone al colle del Piccolo Moncenisio
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone –
Val Chisone Fraternali Editore

Dopo molti anni di chiusura, il rifugio Vaccarone, ampliato e ristrutturato, ha finalmente riaperto ed ora è a disposizione di quanti vogliono raggiungerlo per programmare un’escursione o una traversata nella zona. Per l’occasione mi è sembrato giusto proporre i tre itinerari che solitamente si fanno per salire sin lassù: dalla val Clarea, dalla Grange della Valle ed infine dal colle del Piccolo Moncenisio. Dei tre, quest’ultimo è certamente il meno faticoso, perché si parte già in alto, e di sicuro il più panoramico. Dal colle si percorre lungamente lo stupendo vallone de Savine, sino al grande lago. Raggiunto il col Clapier la vista s’apre sulla cerchia di monti che vanno dalla Punta Ferrand ai Denti d’Ambin con la magnifica, spettacolare sottostante ampissima conca che, salendo al rifugio Vaccarone e scendendo, si attraversa due volte, per sentieri diversi. Tornando, volendolo, si può ancora salire ai laghi del Giaset e poi scendere al colle del Piccolo Moncenisio per i laghi Perrin. Anche questa zona è di una straordinaria bellezza paesaggistica e punto panoramico sui monti, aprendosi la vista sui valloni de Savine e d’Ambin e sulla impareggiabile cerchia di monti che fanno da corona a queste valli.

Giunti con l’auto in valle di Susa, si prosegue lungo la statale n°25 del Moncenisio. Superato Giaglione la strada, con alcuni tornanti e un lungo traverso, raggiunge prima Barcenisio e poi il Piano di S. Nicolao oltre il quale si affrontano i tornanti delle Scale raggiungendo il grande piazzale con l’hotel Malamot. Ora siamo in territorio francese e la strada costeggia lungamente il grande lago sino a quando troviamo l’indicazione per il rifugio del Piccolo Moncenisio 6.5 km, prima che la Route Nationale scenda verso la valle dell’Arc. Qui giunti si prende a sinistra la strada che s’abbassa verso il lago per poi affrontare il lungo tratto che porta verso il colle del Piccolo Moncenisio. A tratti stretta, ma sempre asfaltata, questa s’inoltra lungamente quasi in piano, raggiungendo il colle dove si può lasciare l’auto nello spiazzo dove termina la strada, subito dopo l’alpeggio.
In quanto a segnaletica, da qui e per tutto il percorso, i francesi hanno fatto le cose per bene. I sentieri di solito, sono segnati di giallo, come giallo è il colore dei cartelli, almeno quelli più recenti, oppure bianchi, che troviamo puntuali ad ogni bivio con le destinazioni, le altitudini ed i tempi di percorrenza decisamente affidabili.
Subito troviamo le indicazioni per i lacs Perrin, il lac de Savine ed il col Clapier e, poco più su, anche quella per il rifugio Vaccarone. La strada che si prende, dal fondo alquanto disastrato, sale con alcune svolte per poi portarsi verso il grande vallone de Savine sino al casotto di legno, dove si prosegue, tralasciando il sentiero che scende verso il vallone d’Ambin, raggiungendo poco dopo lo sbarramento di presa che preleva l’acqua del rio per portarla al grande lago del Moncenisio. Qui la strada si trasforma nel sentiero che s’inoltra lungamente nella valle sino ai grandi piani dove troviamo le grange de Savine, dirute. Si prosegue, sempre paralleli al ruscello, incrociando subito il bivio segnalato per i laghi Perrin, per poi continuare ancora lungamente, alternando tratti brevi in piano ad altri dove si sale, sempre di poco, finalmente raggiungendo prima il bivio per i laghi Giaset e poi il grande lago de Savine, specchio d’acqua molto esteso. La traccia, sempre ben evidente, prosegue verso l’ampia insellatura del col Clapier dopo aver lasciato il bivio per il rifugio Avanzà. Al colle troviamo altre indicazioni, questa volta italiane: quella per scendere in val Clarea e quella per il ricovero del Gias ed il rifugio Vaccarone, che si prende. Ora alle tacche gialle, si aggiungono quelle bianco-rosse che segneranno il cammino sino al rifugio e che troveremo anche lungo la “Variante” GRV di ritorno. Per intanto, aggirato un modesto rilievo, si supera un breve tratto, dove occorre stare attenti, per poi affrontare quello discendente verso la sottostante grande radura. Volendolo si può anche scendere al ricovero del col Clapier, posto poco sotto, per poi risalire e proseguire. Giunti quasi al fondo troviamo altre indicazioni; si lascia, la variante, per la quale torneremo, per seguire quella per il ricovero del Gias, il rifugio Vaccarone e il passo Clopacà. Scesi all’ampia radura, si guada il rio per poi risalire i pascoli oltre i quali la traccia diventa più evidente. Si risale per un po’ per poi scendere alla conca posta sotto una bastionata rocciosa, dove ancora si prosegue sino al punto, segnalato da un grosso ometto, in cui si stacca il sentiero che scende verso il fondo dove scorre il rio Clarea. Si continua invece diritti con un tratto ascendente che porta a delle strane rocce che altro non sono che grossi blocchi di calcestruzzo di una postazione militare fatta saltare, per poi affrontare le ripide svolte che portano ad un canalino che occorre risalire con una certa attenzione, specie se c’è neve, raggiungendo infine, alla sommità, un grosso pilastrino di pietre ben sistemate.
I posti che qui si attraversano sono di una straordinaria bellezza: radure, conche, ruscelli, rocce, cime si alternano col mutare continuo del paesaggio. Al pilastrino è segnalato il rifugio Vaccarone a 25 minuti. Si risale il ripido pendio; poi, le successive svolte, permettono di raggiungere il notevole ricovero del Gias oltre il quale si percorre il salita la valletta dove alla sommità troviamo il rifugio Vaccarone, mt. 2741 che ha da poco riaperto dopo anni di chiusura. Ristrutturato ed ampliato, è ora a disposizione di quanti vogliono lì fermarsi per poi fare un’ascensione sulle cime, oppure una traversata. Giulia, l’attuale gestore, è una persona giovane, dotata di grande disponibilità e cortesia.
4 ore e 30 minuti c.ca dal colle del Piccolo Moncenisio.
Si ritorna per la “Variante GRV”. E’ un sentiero riservato a escursionisti esperti, almeno il primo tratto. S’inoltra in piano dietro il rifugio raggiungendo subito una dorsale oltre la quale si comincia a scendere decisi lungo un ripido canalino-cengia, con molti salti, ora attrezzato opportunamente con delle funi che aiutano e facilitano il transito. Nulla di particolare, ma bisogno stare attenti anche se non c’è esposizione. Poi, le ripetute, infinite svolte sottostanti il canalino, per rocce rotte e sfasciumi instabili, permettono di scendere al fondo e raggiungere una prima conca e infine il rio che si attraversa. Il sentiero è sempre ben segnato di giallo, di bianco-rosso, con segni assai ravvicinati dove diventa impossibile sbagliare; anche i numerosi ometti, ben predisposti, aiutano non poco. Così continuando si perviene ad una seconda più ampia radura passando sotto la cascata, posta sotto i Denti d’Ambin, raggiungendo al termine del piano le indicazioni già trovate salendo. Come detto, questi posti sono di una bellezza impareggiabile, unica, specie se attraversati in una splendida giornata d’estate. Le cime, poi…
Si risale per un tratto ripercorrendo la strada fatta raggiungendo in breve di nuovo il col Clapier.
Non resta che proseguire in senso inverso transitando per il lago de Savine e, incrociando tutti i bivi già incontrati, ritornare infine al colle del Piccolo Moncenisio e al posto dove si ha lasciato l’auto.
3 ore e 30 minuti dal rifugio Vaccarone.

VARIANTI: L’itinerario qui proposto è già di per sé lungo ed impegnativo. Avendo del tempo in più a disposizione e volendolo, si può, ritornando, salire dal vallone di Savine ai laghi del Giaset per scendere poi al colle del Piccolo Moncenisio transitando per i laghi Perrin.
Oppure più semplicemente, poco prima delle dirute grange di Savine, salire direttamente di qui ai due laghi Perrin per poi da questi scendere al colle.
I due itinerari, molto frequentati, sono ben segnati e segnalati; nel primo caso si allunga di c.ca 45 minuti, mentre nel secondo di una ventina di minuti attraversando altri incantevoli luoghi.



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