Un anello per il rifugio Vaccarone e il Gran Pertuso Colombano Romean dalle Grange della Valle
Località di partenza: Spiazzo poco prima del ponte sul rio di Galambra mt. 1780
Dislivello: 960 mt.a cui bisogna aggiungere la risalita dalla grangia Thuillie alla Cima Quattro Denti (c.ca 40 mt)
Tempo complessivo: 7 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 3 Val Susa – Val Cenischia – Rocciamelone –
Val Chisone Fraternali Editore
Al rifugio Vaccarone ci si può arrivare in vari modi. Questo itinerario lo raggiunge partendo dalle Grange della Valle percorrendo la bella, interminabile traccia militare che transita per il colle Clopacà. Dal rifugio si scende poi alla Grangia Thuillie per risalire ai Denti di Chiomonte raggiungendo in breve il Gran Pertuso Colombano Romean. Da qui si ritorna al punto di partenza lungo il bellissimo, panoramico sentiero balcone di valle.
E’ un’escursione nel suo complesso abbastanza lunga, con lunghi spostamenti e molti tratti quasi in piano percorrendo luoghi di straordinaria bellezza paesaggistica, con notevole vista su tutta la valle, sino alla lontana Torino, e sui monti qui particolarmente imponenti. Salendo la prospettiva si apre in ogni direzione; dal colle Clopacà si passa sotto il Niblè ed il Ferrand, mentre, raggiunto il rifugio Vaccarone, davanti abbiamo il Giusalet, senza contare tutto il crinale che separa la valle Susa da quella del Chisone con i monti dell’alta valle. Interessante poi è il bellissimo e panoramico sentiero balcone che riporta alle Grange della Valle.
Presa la strada per la valle di Susa, superata Exilles e la successiva frazione di Deveys, dopo un paio di tornanti si lascia la statale per prendere a destra seguendo l’indicazione per Eclause e altre località. Si sale subito ripidi raggiungendo prima Fenil e poi il successivo bivio dove si prende a destra seguendo sempre l’indicazione per Eclause. Poco prima della borgata si svolta a sinistra per le Grange della Valle e il rifugio Levi-Molinari. La strada oltrepassa la borgata dal di sopra raggiungendo le case Peyron. Un paio di tornanti e una lunga diagonale permettono di raggiungere il rio di Galambra e il suo ampio vallone. Poco prima del ponte sul torrente, presso uno slargo, si può lasciare l’auto.
Attraversato il corso d’acqua si prende la strada che sale e che transita nei pressi della colonia Viberti. Poco oltre troviamo delle indicazioni. Qui giunti si lascia quella che prosegue per il rifugio ed il fondo del vallone per prendere a destra per il colle Clopacà ed il rifugio Vaccarone. Lo stradello subito raggiunge un alpeggio a destra del quale inizia la mulattiera che si inoltra ripida, per magri pascoli e radi larici, sempre ben segnata dalle solite tacche bianco-rosse. Le ripetute, ravvicinate svolte portano a uscire su una vasta conca pascolativa che si risale per un po’ per poi poggiare a sinistra e intraprendere la bella traccia militare che prende a salire la fiancata erboso-detritica del pendio. La mulattiera che ora lungamente si percorre è stata costruita con arte e maestria. Si sale sempre con pendenza costante e le interminabili, infinite svolte, intervallate da lunghe diagonali, permettono di guadagnare progressivamente quota raggiungendo a circa metà dell’ascesa una provvidenziale sorgentina. Oltre, si prosegue, sempre allo stesso modo raggiungendo infine l’ultimo rientrante tornante dove la vista s’apre sulla parte alta del vallone di Galambra, sui colli d’Ambin, sul bivacco Blais, sulla Punta D’Ambin e sul Truc Peyrous. Un ultimo tratto quasi in piano porta infine a raggiungere il colle Clopacà mt. 2744 e i ruderi del ricovero posto sotto la severa mole del sovrastante Niblè.
2 ore e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Qui giunti, se si vuole per svariati motivi accorciare l’itinerario, si può scendere a valle con due percorsi alternativi: il primo chiede di mantenersi sul crinale a destra del passo per raggiungere la Cima del Vallone e scendere da questa ai Denti di Chiomonte in c.ca 1 ora e 30 minuti. Oppure si può proseguire per poco lungo il sentiero per il rifugio Vaccarone per poi abbandonarlo per quello che scende verso valle. Lo incroceremo scendendo verso la Grangia Thuillie.
Altrimenti si percorre la traccia che s’abbassa per un tratto sul versante opposto per continuare con una lunghissima, interminabile diagonale che attraversa le chine erbose e poi detritiche che scendono dalle cime del Niblè e Ferrand. Sempre salendo o scendendo di poco, si oltrepassano conche, radure, vallette, pietraie e numerosi rii accompagnati da continue, ravvicinate segnature fatte con la vernice gialla che rendono impossibile sbagliare la via anche in caso di nebbia. Così continuando lungamente, si supera alla fine il salto roccioso che scende dal Ferrand affrontando poi un incassato canalino oltre il quale si risale per un po’ raggiungendo l’ultima conca che immette sulla dorsale sul quale troviamo il rifugio Vaccarone mt. 2741, con il vicino bivacco Sibille, ristrutturato ed ampliato dopo anni di chiusura. Il rifugio è un’ottima base di partenza per escursioni, ascensioni e traversate sui monti circostanti.
1 ora e 15 minuti c.ca dal colle Clopacà.
Dal rifugio si scende ora lungo la valletta al termine della quale si scorge il notevole ricovero del Gias, che si raggiunge. Poi le ripide svolte discendenti portano al pilastrino di pietre ben accatastate dove si prende a destra perché la traccia a sinistra dello stesso scende in val Clarea. Superato un altro ricovero militare, si costeggia un laghetto quasi inesistente, per poi proseguire per un lungo tratto quasi in piano; raggiunto un incassato rio si scende per conche e per vallette per poi ritrovare la traccia proveniente dal colle Clopacà, di cui si è detto. Sempre percorrendo la bella, ampia traccia militare, alcune svolte permettono di raggiungere un piano dove troviamo un paletto di legno al di là del rio; sulla sinistra la più evidente traccia scende verso le grange Gianuva e Valentino, abbandonate, e poi verso la val Clarea. Occorre invece proseguire diritti; attraversato il modesto corso d’acqua, all’inizio il sentiero è poco visivibile perdendosi nell’erba; poi, quando comincia a scendere, diventa più marcato. Le solite tacche bianco-rosse, qui assai sbiadite, aiutano e rassicurano. Alcune svolte lungo il ripido pendio permettono di raggiungere al fondo un altro rio, che si supera, per risalire dall’altra parte nel boschetto tra gli invadenti ontani. Un tratto in piano, dove la traccia a malapena si vede, ed ecco che si raggiunge un successivo rio dove troviamo delle indicazioni. Il tratto discendente percorso, dal paletto sin qui, sarebbe da risegnare e non guasterebbero alcuni paletti con gli anelli per i tratti nell’erba.
Ora la traccia, ampia e evidente si porta verso la grangia Thuillie, che si rasenta; si prende il sentiero che transita a monte dell’alpe e che subito comincia salire. Un ripido tratto e la faticosa ascesa termina quando si raggiunge alla sommità la Cima Quattro Denti dove, sulla destra, troviamo il sentiero, di cui si è già detto, che scende sin qui dal colle Clopacà passando per la Cima del Vallone.
2 ore e 20 minuti c.ca dal rifugio Vaccarone.
Un lunga diagonale discendente sotto i Denti e si raggiunge il punto in cui si trova il Gran Pertuso Colombano Romean con i due rii che si portano, l’uno verso la Ramats, l’altro verso Exilles. Presso questo luogo troviamo l’indicazione e i tempi per tornare alle Grange della Valle.
Si percorre ora il bellissimo sentiero balcone che alterna lunghi tratti in piano ad altri dove si sale o si scende. Risalita e superata la ripida costa Javelle si raggiunge poi una successiva zona, impervia e rocciosa, ma spettacolare, oltre la quale si entra nel bosco raggiungendo poi una zona battuta dalla valanga. Un tratto discendente porta alla grangia Clot di Brun servita da una strada che sale sin qui da fondovalle, che si prende, per abbassarsi lungamente sino al primo tornante che si incontra. Qui un’ultima indicazione suggerisce di abbandonare lo sterrato per il sentiero sulla destra che subito s’inoltra, sempre ben segnato. Lunghi tratti in piano nel bosco, alternati da altri, più brevi, dove si scende o si sale, tagliano il pendio superando alcuni incassati rii per risalire e uscire finalmente alle prime case delle Grange della Valle. Superata la borgata e la bella chiesetta, un tratto di strada raggiunge il ponte sul rio Galambra e subito dopo il punto in cui si ha lasciato l’auto, chiudendo così il lungo anello.
1 ora e 25 minuti c.ca dalla Cima Quattro Denti.
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