Un anello nel vallone di Cruello per le bergerie, il colle e il Monte Giulian
Località di partenza: Vallone di Cruello nei pressi del bivio per Podio – Sibaud – Bobbio Pellice
mt. 1007
Dislivello: mt. 1540
Tempo di salita: 4 ore e 15 minuti c.ca dal parcheggio sino alla vetta del monte Giulian
Tempo di discesa: 3 ore dalla vetta del Monte Giulian al parcheggio.
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°7 Val Pellice Fraternali Editori
Il vallone di Cruello, il primo che si incontra superato l’abitato di Bobbio Pellice, come il vallone degli Invincibili, è strettamente legato alla strenua difesa che i valdesi opposero alla truppe franco-sabaude, prima e dopo il loro “Glorioso Rimpatrio”. La sua testata abbraccia l’ampia cerchia di monti che vanno dalla Punta Bruna alla Punta Cornour, con i passi Giulian e Brard che mettono il comunicazione questa parte della val Pellice con la valle Germanasca.
Oggi molte borgate sono pressoché disabitate. Anche chi voglia avventurarsi all’interno di questo splendido scorcio sperduto della val Pellice troverà qualche difficoltà. I sentieri, poco frequentati, sono stati però recentemente risegnati ed è stata posta una nuova cartellonistica. Interessante poi la traccia che porta sulla strada per le Bergerie Giulian. Non segnalata su nessuna carta, in passato doveva essere un importante collegamento tra il fondo valle e le varie postazioni militari numerose su questi monti.
Giunti a Bobbio Pellice, ultimo comune della Valle, si prosegue lungo la strada per Villanova superando da prima il rio Cruello e poi le borgatine di Cesel e Lausarot. Poco oltre troviamo delle indicazioni; si lascia la provinciale per prendere a destra per il rifugio Fourestet - Sarasin ed il vallone di Cruel. La strada, all’inizio ancora asfaltata, subito sale rasentando le borgatine Campi e Serre; poi diventa uno sterrato che ancora si alza con alcune svolte per portarsi all’interno del vallone di Cruello. Poco dopo, nei pressi del bivio segnalato per Podio, Sibaud, Bobbio Pellice, si può lasciare l’auto. Poco più su una palina conferma il divieto di proseguire con un mezzo.
Si prende ora lo sterrato che lungamente sale parallelo al ruscello; poi più su lo si supera tralasciando la traccia sulla sinistra che porta al rifugio. Al secondo tornante troviamo scritto su una pietra posta per terra l’indicazione per salire al col Giulian. Si lascia la strada per il sentiero che subito s’inoltra sempre ben segnato dalle solite tacche bianco-rosse che ci accompagneranno puntuali per un buon tratto di salita e per tutta la discesa. La mulattiera subito sale e, con un paio di svolte in forte ascesa, alla fine esce nei pascoli posti nei pressi di una casa isolata e diruta: Prapic. Qui giunti troviamo, come più avanti, solo delle indicazioni per scendere a valle. Si percorre ora la marcata traccia che s’inoltra verso monte superando prima un rio, spesso in secca, e poi il successivo, più incassato, oltre il quale la traccia riprende a salire per un tratto. Poi la pendenza si attenua e la bella traccia che ora si percorre s’inoltra lungamente, quasi in piano, sempre più all’interno del vallone, sino a che si raggiunge il ruscello di valle in un punto segnalato come “Guado Passerelle 1440”, dopo aver superato un breve tratto franato. Sopra spicca ardita la Guglietta.
Dalla parte opposta si risale il versante con un paio di svolte, raggiungendo ancora delle indicazioni, per poi attraversare un altro rio e continuare allo stesso modo sino a che si raggiunge la base di un’ampia zona pascolativa: un pendio erboso privo di alberi, che si risale avendo come riferimento delle caratteristiche rocce poste alla sommità. Salendo, ogni tanto emergono dall’erba, delle rocce segnate, che aiutano non poco. Raggiunta la cima del pendio erboso, nei pressi di una dorsale, subito si individua la traccia segnata che si porta verso un valloncello posto sotto le rocce di riferimento: questo sarà il sentiero per il quale passeremo ritornando. Invece si prosegue lungo la dorsale; all’inizio la traccia è poco evidente, poi salendo, diventerà via via più marcata.
Subito s’intuisce che il sentiero che si percorre doveva essere un tempo assai ampio: probabilmente una mulattiera militare. E’ sempre evidente; sale moderatamente e le ripetute, infinite, ravvicinate svolte sul pendio permettono di guadagnare via via sempre più quota. Pur con queste caratteristiche si sale a fatica, spesso ostacolati dagli invadenti ontani nani, dai rododendri e dai lamponi che oramai hanno invaso molte parti della traccia, costringendo a fare brevi tratti alternativi. Subito si capisce che questo sentiero oggi è poco percorso e persino le affidabili carte Fraternali non lo segnalano. La lunga, faticosa ascesa termina quando si raggiunge alla sommità prima una zona sorgiva e poi lo sterrato di servizio per le bergerie Giulian che si prende. Riappaiono le tacche bianco-rosse che ora non ci lasceranno più. La strada che ora si percorre attraversa prima una conca posta sotto la Punta Bruna per poi proseguire per un buon tratto, quasi in piano, raggiungendo infine le bergerie Giulian. mt. 2105 dove troviamo molte indicazioni, alcune recenti, che ci permetteranno di scendere a valle.
3 ore c.ca dal parcheggio.
Per intanto occorre raggiungere il col Giulian; e questo lo si fa prendendo il Gta, ben segnato e segnalato, che di qui prosegue aggirando sulla sinistra il modesto rilievo che domina l’alpeggio.
Raggiunta poi l’ampissima conca pascolativa a monte dell’alpe, la bella traccia prosegue lungamente, alzandosi sempre di poco, avendo sempre in vista la sella del colle e il Monte Giulian posto sulla sinistra. Così continuando, superata una zona sorgiva, si affrontano le ripide svolte finali che permettono di guadagnare la depressione mt. 2457. Anche qui troviamo numerose indicazioni.
1 ora c.ca dalle bergerie Giulian.
Si prosegue per poco lungo la traccia che porta verso il rifugio del lago Verde per poi abbandonarla per risalire il crinale per vaghe tracce. Rapidamente si raggiunge la modesta cima del Monte Giulian mt.2547, assai panoramica sui monti della val Pellice e Germanasca e punto più elevato dell’anello. Dal col Giulian si raggiunge la vetta in 15 minuti c.ca superando un ulteriore dislivello di 90 mt.
Ritornati al colle e poi alle bergerie Giulian e ritrovate le indicazioni, si prende ora il sentiero 125 per Bobbio Pellice. All’inizio la traccia, perdendosi tra le erbe dei pascoli, è poco evidente; poi, scendendo si fa più marcata. In ogni caso le onnipresenti tacche bianco- rosse rassicurano e segnano il cammino. Dopo un primo tratto di spostamento, dove si scende di poco, si affronta il successivo fatto di ripetute, ripide svolte, anche qui tra i rododendri e gli ontani nani, che permettono di perdere rapidamente quota raggiungendo al fondo le cascate di un rio segnalato come “Combal Brard”. Il tratto in piano che segue porta ad una dorsale oltre la quale si scende ancora avendo in vista l’ampio pendio erboso fatto salendo. Superato il valloncello e raggiunta la dorsale, si scende poi per vaghe tracce il pendio portandosi al fondo dove si piega a sinistra per affrontare il tratto che porta al “Guado Passerelle”. Risalita la sponda franosa di ritrova l’ampia traccia che, seguita, riporta a Prapic. Fatto a ritroso il sentiero di salita, si raggiunge lo sterrato per poi passare oltre il rio Cruello. Un breve tratto paralleli al corso d’acqua ed ecco che si raggiunge il punto in cui si ha lasciato l’auto, nei pressi del bivio per Podio e Sibaud.
3 ore c.ca dalla Punta Giulian
VARIANTE: Giunti a Prapic, volendolo, anziché prendere il sentiero che s’abbassa, si continua seguendo l’indicazione per Serre Cruel e Bobbio Pellice. La bella traccia s’inoltra lungamente, quasi in piano, raggiungendo poi le abbandonate case di Giausarant d’Amont dove troviamo uno sterrato che si prende sino a che troviamo un bivio. Lasciata la strada verso monte, che porta a Serre Cruel, si prende quella che prosegue verso valle oltrepassando le abbandonate case di Cruel. Fatto il tornante e un lungo tratto, quasi in piano, la strada scende con alcune svolte raggiungendo al fondo il rio Cruello dove ancora si prosegue sino al punto in cui si ha lasciato l’auto.
Questa variante richiede un tempo aggiuntivo di c.ca mezzora.
CURIOSITA’: Per il col Giulian e per il vallone di Cruello transitarono i valdesi durante il loro “Glorioso Rimpatrio” nell’agosto del 1689. Il 29 agosto affrontano le ripide svolte che portano al colle dove la difesa sabauda è appostata con 200 uomini. Appena i valdesi attaccano, i piemontesi si danno alla fuga abbandonando viveri e munizioni e anche “i ricchi abiti del comandante”. Poi i valdesi si accampano sotto la Gran Guglia che, insieme alla vicina Guglietta, sarà una delle loro basi e dove subiranno l’assedio da parte delle truppe del duca si Savoia l’ottobre successivo. Poi, passando per Prapic e Giausarant d’Amount, raggiungono Serre Cruel per scendere il giorno dopo alla conquista di Bobbio: gli abitanti fuggono atterriti e i valdesi, per la prima volta, saccheggiano il paese. Il giorno dopo, 1 settembre, domenica, l’esercito valdese si riunisce a Sibaud e Arnaud, il loro comandante, leggerà il giuramento con il quale capitani, ufficiali, pastori e semplici soldati si impegnano all’unione, alla reciproca fedeltà e al rispetto di norme comportamentali volte a evitare episodi come il saccheggio di Bobbio.
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