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Escursionismo : Un anello nel parco dell'Orsiera per il colle Aciano ed il monte Cormetto.
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 14/06/12 15:32
Notizia riferita al: 13/06/12
Letture: 376

Un anello nel parco dell’Orsiera per il colle Aciano ed il monte Cormetto

Località di partenza: Cortavetto mt. 1259
Dislivello: mt. 787
Tempo di salita: 3 ore c.ca da Cortavetto al monte Cormetto.
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca dal monte Cormetto a Cortavetto.
Difficoltà: E Il tratto dal colle Aciano al Monte Cormetto: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°3 Val di Susa – Val Cenischia –
Rocciamelone – Val Chisone Fraternali Editore

Questa è una bella escursione nel parco dell’Orsiera. Il primo tratto sino al Colle Aciano, e quello dal rifugio del Gravio a Cortavetto ritornando, sono di una bellezza unica; gradevoli, appaganti e assai panoramici.
La salita al monte Cormetto richiede un certo impegno; come la successiva discesa in Valgravio, assai ripida, che può essere evitata praticando la variante di cui al fondo che comunque permette di svolgere un anello, fermandosi magari per una sosta al rifugio Amprimo, meglio ancora al rifugio Toesca. I sentieri, sempre segnati e ora segnalati da una nuova cartellonistica dai tempi poco affidabili, percorrono, nel procedere, luoghi di grande valore paesaggistico. Abetaie, alpeggi, corsi d’acqua, cime, si alternano sempre mutevoli dando una grande sensazione di libertà.

Percorrendo con l’auto la valle di Susa sulla statale n°24 del Monginevro, giunti a S. Giorio si piega a sinistra seguendo l’indicazione per Città – Parco Orsiera. Superate alcune borgate, la strada guadagna subito quota con diversi tornanti raggiungendo infine il bivio che precede Città. Anziché proseguire diritti per Adret, si prende a destra e con due svolte si raggiunge Cortavetto dove allo slargo con bacheca e fontana, si può lasciare l’auto.
Seguendo l’indicazione per i rifugi Amprimo e Toesca, si prende la comoda mulattiera che scende costeggiando inizialmente due laghetti; poi ci si inoltra nel bosco con una lunga diagonale in falsopiano raggiungendo al termine alcune radure e le graziose casette che precedono di poco il rifugio Amprimo posto in una stupenda posizione.
45 minuti da Cortavetto.
Anziché continuare lungo la valletta a lato del rifugio, come i nuovi cartelli suggeriscono, è meglio salire sino alla sommità del costolone erboso-boschivo, posto di fronte al rifugio stesso, percorrendo un breve tratto del SF (Sentiero dei Franchi). In pochi minuti la traccia raggiunge la sommità della dorsale dove si può ammirare il grande piano sottostante, le montagne della media e bassa valle sino al colle del Moncenisio, e il grande anfiteatro che chiude la prospettiva verso monte.
Si prosegue poi sulla cresta del costolone costeggiando una canaletta, quasi sempre in secca, per pervenire infine alla grande, aperta conca dove è posto l’alpeggio della Balmetta mt. 1515.
Al limite superiore dei pascoli troviamo una prima indicazione per il colle Aciano, che si prende.
Il sentiero, che ora si percorre, sale lungamente sempre con pendenza moderata, sino ai pascoli superiori raggiungendo alla sommità il Casotto di sorveglianza, la vecchia Alpe Aciano.
Nella prima parte sono d’aiuto alcuni ometti e le solite tacche bianco-rosse, ora assai sbiadite che aiutano e segnano il cammino. La traccia, superato un canalino, sale portandosi poi nel bosco dove diventa più evidente. Con ripetute, numerose svolte, si sale il pendio ammantato di rododendri, lamponi e ontani nani, alternando tratti quasi in piano ad altri più ripidi, guadagnando progressivamente quota e incontrando nel procedere numerose radure prative ed una zona sorgiva. Raggiunto finalmente il Casotto di sorveglianza, con un localino sempre aperto in caso di bisogno,
in pochi minuti si perviene all’ampia sella del colle Aciano mt. 2001. Il vicino monte Cormetto è raggiungibile con una traccia che percorre l’aereo e roccioso crinale. Con facili tratti d’arrampicata, o stando prevalentemente sul versante Valgravio, in una ventina di minuti si sale alla panoramica cima quotata mt. 2046, punto più elevato dell’anello.
2 ore e 15 minuti c.ca dal rifugio Amprimo.
Ritornati al colle Aciano, ci si porta ora verso valle affrontando da subito un ripido, erboso pendio che permette di scendere alla prima sottostante radura. Anche qui sono di prezioso aiuto le solite tacche bianco-rosse integrate da paletti con anelli con gli stessi colori che segnano il cammino, soprattutto nel primo tratto dove la traccia è poco evidente. Entrati nel bosco si esce più sotto in un’altra radura per scendere poi le ripide svolte che portano ad attraversare due volte lo stesso rio. Oltre si risale di poco lasciando poi la traccia che prosegue diritta per l’alpe Mustione per prendere a sinistra ed entrare nella chiusa faggeta. Da qui sino al fondo, dove troveremo il torrente Gravio, si percorre lungamente il crinale di una dorsale. Il sentiero scende a valle ripidissimo e s’intuisce quanto possa essere faticoso fare il cammino in senso inverso. Finalmente, a fondovalle, troviamo alcune indicazioni e il sentiero porta verso il rifugio del Gravio che si raggiunge in pochi minuti.
Si continua ora lungo l’ampia traccia che s’abbassa a valle del rifugio, quasi in piano, raggiungendo le dirute case Passet. Qui giunti si tralascia quella che scende verso Adret per continuare lungo quella che prosegue in piano a monte delle case. Superate Pois e Ambrun, fatiscenti, la bella traccia raggiunge infine Travers a Mont. Non resta che proseguire oltre la borgata, in parte ristrutturata, con la bella chiesetta dedicata a S. Lorenzo e, fatto il tornante, scendere allo slargo di Cortavetto dove si chiude l’anello.
2 ore e 30 minuti dal monte Cormetto.

VARIANTE: Esiste un’altra possibilità che permette di salire al colle Aciano.
Giunti alla prima indicazione posta poco sopra l’alpe Balmetta, si prosegue verso il rifugio Toesca, che si raggiunge. Oltre, superato il bivio per la porta del Chiot e le bergerie dell’Orsiera, il sentiero, s’inoltra prima in una radura per poi affrontare le svolte del successivo ripido tratto nel boschetto di ontani nani uscendo poi sull’aperta dorsale dell’Alpe di Mezzo dove troviamo alcune indicazioni.
Lasciata la traccia che prosegue diritta per le bergerie del Balmerotto, la porta del Villano e il colle del Sabbione, si prende ora quella per il colle Aciano. Sempre segnata dalle solite tacche bianco-rosse, questa s’inoltra in piano lungo i pascoli tra i cespugli di rododendro e di ontano nano, attraversando nel procedere alcuni corsi d’acqua. Superato un ripido canalino, spesso ricolmo di residui nevosi compattati, un lungo traverso porta poi ad una boscosa dorsale oltre la quale si risalgono le svolte di un faticoso pendio per intraprendere un lungo tratto quasi in piano che porta direttamente al Casotto di sorveglianza.
Questo percorso alternativo richiede un tempo aggiuntivo di c.ca un’ora scarsa.


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