Un anello dalla Sacra al col Bione passando per le borgate montane
Località di partenza: Slargo sulla strada per il colle Braida nei pressi del monumento ai
caduti partigiani della Buonaria – mt. 920 c.ca
Dislivello: mt. 580 c.ca, ma durante il percorso vi sono alcuni modesti saliscendi.
Tempo complessivo: 6 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°4 Bassa valle di Susa – Musinè – Val Sangone
Collina di Rivoli Fraternali editore
Questo itinerario, partendo poco sopra la Sacra, si inoltra per un lungo tratto quasi in piano, toccando le borgate montane dei comuni di Chiusa S Michele e Vaie, certamente una volta molto popolate, lungo sentieri oggi non più percorsi in quanto la strada arriva dappertutto. Raggiunta la borgata Mura, appena sopra Folatone, la traccia si alza ripida raggiungendo alla sommità il crinale che separa la valle di Susa dalla val Sangone che si percorre sino alla Roccia Corba per scendere poi alla modesta depressione del col Bione. Si ritorna poi verso il colle Braida seguendo fedelmente la bella strada sterrata che percorre lungamente il crinale; dal colle un sentierino nel bosco riporta poi al punto di partenza.
La prima parte dell’itinerario, dal monumento partigiano della Buonaria sino alla borgata Folatone, è quasi tutto in piano con modesti saliscendi; poi ci si alza ripidi raggiungendo il crinale e la Roccia Corba e poi il col Bione. Molto panoramico sui monti della bassa e media valle di Susa e poi su quelli della val Sangone, questo itinerario permette di conoscere queste belle borgate montane, e pur non si raggiungendo alcuna vetta significativa, il cammino risulta sempre piacevole.
Raggiunto il piazzale della Croce Nera (Parcheggio della Sacra di S.Michele), si prosegue ancora per poco lungo la strada per il colle Braida sino al monumento dedicato ai caduti partigiani della Buonaria posto accanto all’indicazione della borgata Basinatto. Nei pressi del monumento, presso un’area ecologica, si può lasciare l’auto.
Presa la stradina subito troviamo un cartello con l’indicazione del “Sentiero dei Franchi”. Lì parte una selciata mulattiera che scende per poco rasentando il muraglione di una villa; giunti al fondo ritroviamo la stradina per la borgata ed un pilone dedicato alla Madonna. Sulla sinistra parte un sentiero; per quello ritorneremo scendendo dal colle Braida. Invece si prosegue oltre, sempre sulla mulattiera, sino alla chiesetta della borgata per poi inoltrarsi tra le case raggiungendo al fondo uno spiazzo con una bella fontana. Giusto dalla parte opposta parte un sentiero che s’inoltra inizialmente tra i prati; all’inizio è poco evidente, poi si fa via via più marcato quando si porta lungamente, quasi in piano, nel bosco. Oltrepassato un rio, si prosegue per la borgata Pian Pomè; seguitando troviamo un altro rio che si attraversa su un ponticello di pietre. Un tratto in salita e si raggiungono le poche case di questa borgata, con l’onnipresente fontana e molte piante di melo messe in fila nel prato. Lo stradello che poi si prende raggiunge un bivio dove si prosegue diritti per Bennale. Ci si inoltra, ancora lungamente e sempre in piano nel bosco, tralasciando poi un sentiero che s’abbassa sulla destra segnato da tacche gialle; invece si prosegue lungo la più marcata traccia sino a raggiungere un ponticello di tronchi su di un rio; poco prima troviamo una fontanina. Oltre, la traccia passa sotto il Roc Bert seguendo il corso del rio per un po’; poi si alza lungo i prati uscendo infine sulla strada asfaltata che si segue per poco, sino al tornante, dove si riprende la mulattiera che termina più sotto sulla stessa strada. In breve si raggiunge la borgata di Bennale. Al solito slargo si prende a sinistra superando la fontana e la chiesa dove sul davanti spicca un secolare ippocastano. Sul muro di una casa ritroviamo l’indicazione SF; poi si rientra nel bosco costeggiando una lunga siepe di Bosso sino al successivo rio con vasca oltre il quale si continua lasciando poi la traccia che prosegue diritta per prendere quella sulla sinistra là dove su di un albero troviamo il numero 9. Alcune svolte in forte ascesa permettono di uscire sulla strada per la borgata Folatone, già in vista, passando sotto alle poche case di Molè. Per un po’, e questo sarà l’unico tratto, si percorre un pezzo di strada asfaltata. Poco prima delle case di questo, che in passato doveva essere un grosso borgo, si incrocia la mulattiera che sale sin qui da Vaie, che ora si prende verso monte subito raggiungendo le prime abitazioni con la solita bella fontana e l’ancor più bello, isolato campanile oltre il quale troviamo la chiesa della borgata.
1 ora e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Sempre seguitando lungo il segnalato SF, si prende ora la via per Mura, ultima borgata montana toccata da questo itinerario. Ci si alza nel bosco lungo il ripido sentiero e alcune svolte permettono di raggiungere una prima casa isolata e poi, poco più su, un notevole pilone che precede di poco la borgata Mura posta in una panoramica posizione con bella vista sui monti e sulla valle, servita dalla strada che da fondovalle sale sin qui. Anche presso questa modesta borgata, abitata solo nella stagione degli alpeggi, troviamo una fresca fontana.
Presso l’ultimo tornante parte uno stradello che s’inoltra lungamente costeggiando degli estesi pascoli; poi, superato un rio, subito si trovano, ad un bivio, le solite indicazioni del “Sentiero dei Franchi”. Entrambe le direzioni vanno bene. Se si prende la traccia di destra, questa subito sale affrontando il lungo ripido pendio non lontano dal corso di un rio; poi, più su, la pendenza si attenua. Così continuando si raggiunge la Presa della fontana del Truc posta al centro di un’area devastata da un totale disboscamento. Per ritrovare la traccia, si sale lungo il margine sinistro di questa devastazione; infatti, poco più su, la ritroviamo, sempre segnalata con SF. Ora si sale nella faggeta; una volta attraversata una pista forestale, ancora si sale, sempre ripidi, sino a quando si intuisce che si sta per raggiungere il crinale. Un breve tratto e finalmente si esce sullo sterrato che lo percorre lungamente nei pressi di un punto chiamato I Tre Roc dove troviamo molte indicazioni. Tralasciato lo stradello che prosegue per le Prese Brunetti, per le quali passeremo ritornando, si prende il 435 per il col Bione ed il colle del Vento segnato da tacche gialle oramai sbiadite. Ci si inoltra seguendo il crinale; alla sommità troviamo la Roccia Corba, ammasso roccioso strapiombante sulla valle del Sangonetto e punto più elevato dell’anello mt. 1489. Continuando si percorre un lungo tratto dell’aperto crinale, dove tratti in piano si alternano ad altri più brevi dove si sale o si scende, sempre di poco, finalmente raggiungendo l’ultimo, modesto rilievo della Cima Piana, oltre il quale si scende sino alla depressione del col Bione mt. 1430. Questa modesta insellatura possiede però un piccolo gioiello: una caratteristica chiesetta dedicata alla Madonna della Neve posta al centro di un’ampia zona pic nin. Da qui partono numerosi sentieri che percorrono il crinale, oppure scendono verso la valle di Susa o la val Sangone.
2 ore c.ca dalla borgata Folatone.
Tornando si segue per un tratto il sentiero 425, parallelo, ma sottostante a quello percorso per raggiungere il colle. Questo si inoltra lungamente, quasi in piano, versante Sangonetto; raggiunto un punto nei pressi di una panoramica dorsale, si lascia la traccia che scende per proseguire lungo quella che continua in piano. Così seguitando si raggiugono in breve gli ampi piani pascolativi posti sotto la Cima Piana ed il crinale già percorso; rasentando le Prese Brunetti, finalmente si esce su di uno sterrato dove troviamo una bacheca e delle indicazioni. Così continuando si perviene in breve ai Tre Roc, località già raggiunta salendo.
Da queste rocce al colle Braida si percorrerà ora fedelmente un interminabile sterrato che mai abbandoneremo; seguitando lungo il crinale, oppure portandosi di volta in volta sul versante della valle di Susa o su quello della val Sangone, la bella traccia, alterna nel procedere lunghi tratti in piano ad altri dove si scende, sempre di poco. Raggiunto il colle del Termine, dove troviamo la deviazione per le Prese delle Rose ed il bosco Ugo Campagna, ancora si prosegue oltrepassando prima il colle della Brera e poi il monte Presa Vecchia. Oltre, le ripetute svolte discendenti permettono di perdere rapidamente quota; superato il bivio non segnalato per le prese delle Rose, la strada fa ancora alcuni tornanti per terminare infine al grande slargo-parcheggio del colle Braida dove ritroviamo la strada asfaltata che si segue per poco. Lasciata sulla sinistra la traccia che scende a Vaie e S. Antonino passando per le borgate toccate da questo itinerario, come la strada asfaltata per la Sacra comincia a scendere, la si lascia per lo stradello, sempre asfaltato, che s’abbassa sulla sinistra e che termina poco sotto presso alcune case. Sulla sinistra di queste parte un sentiero che da prima attraversa il prato per poi inoltrarsi nel bosco dove diventa via via più evidente. All’inizio si scende, poi la pendenza si attenua quando si attraversa una zona sorgiva; così continuando si rasentano al fondo alcune recinzioni e poi il muraglione di una villa. Ancora un breve tratto e finalmente il sentiero percorso termina alla borgata Basinatto proprio nel punto in cui c’è il pilone già incontrato. Si sale per poco lungo la mulattiera e subito si esce allo slargo nei pressi del monumento partigiano della Buonaria, chiudendo così il lungo anello.
2 ore e 30 minuti c.ca dal col Bione.
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