Una passeggiata sino alla cascata del rio Pissaglio
Località di partenza: Ponte sul rio Pissaglio presso un’area attrezzata
Dislivello: mt. 180 c.ca
Tempo di salita: 40 minuti c.ca
Tempo di discesa: 30 minuti c.ca
Difficoltà: T
Riferimenti: Carta dei Sentieri e stradale 1:25.000 n° 4 Bassa val di Susa – Musinè
Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore
Il rio Pissaglio nasce alle pendici della Grand Uja per terminare nella Dora Riparia dopo aver toccato solo marginalmente l’abitato di Bruzolo. Poco a monte dell’abitato compie un gran salto: la cascata del rio Pissaglio. Il punto panoramico per l’osservazione si raggiunge tramite una mulattiera che poi prosegue raggiungendo le borgate più a monte e la chiesetta della Madonna della Neve. Questa breve escursione, dati i tempi e i modesti dislivelli che si coprono, è una bella passeggiata da farsi con i bambini per far loro conoscere quanto sia piacevole camminare in montagna facendo scoprire loro luoghi insoliti, come una bella cascata. Ovviamente sarà tanto più spettacolare quanto maggiore sarà la portata d’acqua del rio.
Percorrendo le statali della val di Susa, giunti a Borgone si sceglie la n°25, quella che oltre l’abitato prosegue mantenendosi sul lato destro della valle. Superato il cavalcaferrovia per S.Didero si prosegue ancora tralasciando una prima deviazione per Bruzolo per lasciare poi la statale alla seconda indicazione sottopassando la ferrovia. Dalla parte opposta ci sono gli edifici della ditta Raicam.
Un lungo tratto porta verso l’abitato. Raggiunte le case si percorre prima la via Umberto I e poi la via Pratosellero per parcheggiare l’auto alla sommità del paese presso il ponte sul rio Pissaglio. Qui giunti troviamo un’area ecologica posta accanto ad un’area pic nic e le indicazioni per salire alle borgate montane.
Si attraversa il ponte sul ruscello subito trovando una prima deviazione, che si tralascia e dalla quale passeremo ritornando, per proseguire ancora per poco. Poi sulla destra si stacca un altro sentiero. L’ampia selciata mulattiera che si prende subito sale inoltrandosi lungo il pendio percorrendo una boscosa valletta per uscire poi nel punto in cui incrocia la prima traccia nei pressi di un aperto, panoramico rilievo. Oltre si prosegue per un breve tratto trovando, subito dopo, la deviazione per Pavaglione segnata direttamente sulla roccia, che non si prende in considerazione. Si prende la traccia che prosegue diritta e ripida presto raggiungendo la dorsale che immette nel vallone del rio Pissaglio dove troviamo una successiva indicazione, sempre sulla roccia, per Moriondo. La traccia, dopo un primo tratto in salita, prosegue per un po’ in piano e subito dopo si trova l’indicazione per scendere al punto panoramico dove si può ammirare la cascata del rio Pissaglio.
40 minuti c.ca dal parcheggio.
Volendolo si può ancora proseguire percorrendo la bella traccia che s’inoltra in piano raggiungendo in una diecina di minuti il nuovo ponte dove al rio Pissaglio si unisce il rio Sicardera. Continuando sulla traccia, che oltre sale ripida, si raggiugerebbe la strada per le borgate Seinera, Combette e la Madonna della Neve poste da una parte e Chiotetti dall’altra.
Si scende invece sino al panoramico poggio della “Sardegna” prendendo poi, per chiudere l’anello, la traccia che ora scende sulla sinistra dello stesso. Ci si abbassa lungo l’altrettanto selciata mulattiera, gemella di quella percorsa in salita, raggiungendo al fondo l’asfalto e subito dopo il ponte sul rio Pissaglio.
30 minuti c.ca dal punto panoramico sulla cascata.
CURIOSITA’: Nel castello di Bruzolo venne firmato, il 25 aprile 1610, un trattato tra il Re di Francia, Enrico IV e il duca di Savoia Carlo Emanuele I. Gli accordi stipulati furono due: il primo prevedeva un’alleanza matrimoniale: Vittorio Amedeo, figlio del duca di Savoia avrebbe sposato Elisabetta figlia del re di Francia. L’accordo politico prevedeva la conquista del ducato di Milano strappandolo agli spagnoli con una guerra.
Però pochi giorni dopo Enrico IV, quello di “Parigi val bene una messa” veniva assassinato e il fatto rimise tutto in discussione.
L’attentatore, François Ravaillac, venne giustiziato orribilmente, così come Robert François Damiens che 150 dopo attentò alla vita di Luigi XV che fu più fortunato in quanto non perse la vita perchè fu ferito solo superficialmente.
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