Un anello lungo il sentiero Arturo Genre con una variante impegnativa
Località di partenza: Serre di Maniglia mt 1138
Dislivello: 680 mt. c.ca
Tempo di Salita: 4 ore c.ca
Tempo di discesa: 1 ora e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E Variante VS1a: EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone
Fraternali Editore
Questo anello percorre, in senso inverso a quanto suggerito, il sentiero “Arturo Genre” con qualche variante; la più significativa è la VS1a, assai impegnativa , pertanto messa all’inizio del percorso e riservata solo ad escursionisti con una certa esperienza; raggiunge prima una vecchia miniera di talco, oggi abbandonata, per poi portarsi verso un caratteristico posto chiamato Lou Ba Jouann. Il sentiero, sempre ben segnato da continue provvidenziali tacche giallo-rosse, transita per zone accidentate e dirupate, superando di continuo saliscendi, roccette, cenge e ripidi canalini attrezzati con funi d’acciaio per facilitare il percorso dove occorre prestare un minimo di attenzione; si aggiunga che i tratti così configurati sono numerosi e l’attraversamento dell’intera zona, tra l’altro percorsa dal fuoco nel 2003, comporta tempi non brevi. Raggiunte poi le borgate della zona di Massello, la prospettiva s’apre verso il suo vallone, verso quello di Salza, sulla cascata del Pis e l’ampio colle posto all’orizzonte. Si risale poi verso borghi montani di Massello raggiungendo infine una caratteristica sella detta “La Fracho” oltre la quale si scende a valle per tornare alla borgata Serre. Vario, molto impegnativo soprattutto nella prima parte, assai panoramico, questo anello percorre ambienti poco conosciuti, poco frequentati, selvaggi, tuttora incontaminati.
Imboccata l’autostrada per Pinerolo occorre continuare lungo la nuova superstrada che si immette nella val Chisone, direzione Sestriere, sino a Perosa Argentina. Qui si lascia la valle principale per svoltare a sinistra verso Prali e la valle Germanasca superando gli abitati di Pomaretto e Perrero. Poco oltre questo abitato non si oltrepassa il ponte Rabbioso, ma si prende a destra seguendo l’indicazione per Maniglia, Chiabrano e altre località. La strada subito sale ripida e, al secondo tornante, troviamo il bivio segnalato dove si prosegue diritti presto raggiungendo la prima borgata della zona Maniglia, cioè Chiabrano con la caratteristica chiesa cattolica; poi si lascia la deviazione sulla destra per le borgate di Fornengo e Saretti per salire verso Baissa dove spicca imponente il tempio valdese. Ancora un breve tratto e si raggiunge la borgata Serre; nei pressi del bivio per le borgate Lorenzo e Saretto si può lasciare l’auto.
Ci si inoltra tra le case della borgata, sin dove termina l’asfalto, su uno stradello che porta ad un bivio, dove passeremo ritornando, e dove si prende a sinistra seguendo l’indicazione per Lou Valoun- MTB. Scesi di poco, la traccia piega poi verso destra e per un tratto perde un po’ quota presto raggiungendo gli edifici abbandonati della miniera di talco di Maniglia. Attraversato poi il ponticello, subito appaiono i segni giallo-rossi che segnano il sentiero “Arturo Genre” e che indicheranno il cammino che ci porterà alla borgata di Ciaberso nel comune di Massello. Non senza qualche difficoltà si affronta un primo tratto, lungo il corso del ruscello, risalendo poi ad una più marcata traccia che proviene da Serre. Qui troviamo l’indicazione del sentiero VS1a “Lou Ba Jouann” per Escursionisti Esperti, che si prende. Si attraversa subito il rio inoltrandosi sul pendio con alcuni saliscendi che percorrono un primo tratto poco accidentato e dove si rasentano alcuni antichi terrazzamenti nei pressi di una casa detta “Pazeiretta”. Poi si scende ad attraversare un altro rio, quasi sempre in secca; oltre, la traccia raggiunge delle roccette, che si risalgono. Poi inizia il successivo più impegnativo tratto fatto di canalini attrezzati con funi d’acciaio, cenge e quant’altro; sentiero spesso ostruito da alberi rinsecchiti caduti, che ostacolano non poco e fanno impegnativo il transito nella pineta dove sono evidenti le tracce del fuoco che ha percorso questi versanti. Così continuando di prosegue lungamente alternando lunghi tratti in piano ad altri dove si sale o si scende, aggirando progressivamente il pendio sino a che, ad un certo punto, la visuale s’apre verso le borgate di Salza e Massello. Raggiunti i primi prati si scende rapidamente verso la borgata di Ciaberso con bella vista sui monti della valle e sull’ampia sella del colle del Pis che spicca in lontananza.
2 ore c.ca dalla borgata Serre.
Superata la borgata, con la scuoletta Beckwith datata, si prosegue lungo lo stradello che esce dalle case presto raggiungendo l’asfalto che si percorre per poco sino alla successiva borgata di Porence dove pure transita l’itinerario segnalato “La ruota e l’acqua”. Questo itinerario unisce quattro piccoli mulini della zona di Massello ed è stato allestito dal CAI Val Germanasca in collaborazione con la scuola media di Perrero. Giunti a Porence si può scegliere di salire per sentiero alla sovrastante borgata di Porte, dove termina l’asfalto, oppure prendere la traccia che sale verso Occie. In questo caso si percorre un bellissimo sentiero che sale sempre moderatamente e che aggira il crinale; superato il rio si risale sino a questa borgata servita da uno sterrato che sale da fondovalle che ora si prende verso monte. L’ampia traccia prosegue raggiungendo in breve il rio Culmian, che si guada, per poi risalire sino alle case Praiet dove arriva anche il sentiero che sale da Porte. Ancora qualche svolta e finalmente si raggiungono le case di Troncea, bella località posta su un poggio assai panoramico. Oltre un rio, la strada prosegue nella lariceta compiendo ancora un paio di tornanti sino ad uno slargo, nei pressi di ampi pascoli, dove termina. In pochi minuti si raggiunge il punto più elevato dell’anello, il colletto detto La Fracho mt. 1750 posto sulla dorsale che dalla sovrastante Punta Raccias scende verso valle.
2 ore c.ca dalla borgata Ciaberso
Si scende ora dalla parte opposta; all’inizio la traccia è poco evidente e aiutano non poco le segnature giallo-rosse che indicano il cammino che ci riporterà a Serre. Poi la traccia diventa più marcata quando si affronta un lungo tratto quasi in piano che termina presso Malzet; oltre si comincia a scendere ripidi perdendo rapidamente quota nella chiusa faggeta dove troviamo gli spiazzi delle carbonaie dove veniva preparato il carbone di legna. Poi si raggiunge la graziosa borgata Cousin, tutta ristrutturata e servita da una strada sterrata che sale da fondovalle che si percorre per poco sino al primo tornante. Qui giunti si riprende il sentiero, sempre ben segnato, che s’abbassa sino alla sottostante borgata di Bocetto. Ora si segue lungamente lo sterrato che da prima attraversa il rio per inoltrarsi poi con un lungo tratto in piano sin nei pressi della borgata Lorenzo.
Quando la strada comincia scendere, le solite tacche giallo-rosse suggeriscono di lasciare lo sterrato per prendere la traccia che s’abbassa verso valle e che taglia altre due volte la strada sino a che non si esce al bivio già incontrato presso la frazione Serre chiudendo così il lungo anello.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla Fracho.
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