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MTB : Bisaltabike e zagare 16/5/07
Autore: pierriccardo (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 18/05/07 13:07
Notizia riferita al: 18/05/07
Letture: 1537

Oh, ne avevo scritto 3 pagine, ma le abbiamo perse nei meandri del web! Così ne scrivo un’altra, completamente diversa.
Oggi si parte in mtb verso mezzogiorno, non vado lontano perché il meteo è sottosopra.
Vado verso Fontanelle di Boves, poi vediamo.
Infilo il solito libro da un chilo nello zaino, lo stesso che ha avuto scarsa fortuna al Varrone.
Da casa mia 100metri, si attraversa un viale e ci si butta nel torrente Gesso, dove una sterrata lascia presto spazio a sentieri tortuosi tra le zagare olenti, i grilli ed i prati appena sfalciati che ti portano fino a Borgo, la vecchia “Pedona” dei Romani. (le zagare non le ho mai viste, pare che vivano al sud, ma ci stavano bene.. e poi olenti si abbinava bene).
Per arrivare a Fontanelle di solito traverso il Gesso in secca o su dei tubi dal santuario degli Angeli di Cuneo.
Ma oggi c’è troppa acqua non si può.
Si potrebbe attraversare sulla bellissima(!!) pedancola con grossi piloni di cemento fatta una diecina di anni fa, credo per quelli che andavano al Golf di Mellana, ma 3-4 anni fa è clamorosamente crollata e nessuno l’ha mai tirata su.
Si potrebbe passare sul nuovissimo viadotto della nuovissima “Nord-Sud”, ma per ora è ancora chiuso (ma io l’ho già fatto in bici 3 anni fa, quand’era in costruzione) e pare che quando sarà aperto, le bici no!!!
Ma è così bello il sentiero con le zagare!
A Borgo si sale su una scarpata per raggiungere il ponte, vuoi facendo un largo giro, vuoi direttamente per un ertissimo sentiero che non c’è più perché invaso dai rovi, quindi pungendovi a sangue.

Io mi punsi.

Subito dopo Fontanelle pigliate a destra una sterrata ”Via Auta” che s’inerpica su per la collina e seguite le indicazioni “Malandré” e più avanti i cartelli gialli “Bisaltabike”, che è anche il percorso di una gara.
Arriverete ad un bivio: se non siete scemi pigliate a destra, tanto si ricongiungono dopo poco, c’è già un tratto bello tosto.
Se siete maso, pigliate a sinistra, per “La muntà ed l’Asu”, che significa che ci sono 100metri che, se siete degli Asini, farete tutta in sella.

Io sono un Asino.
Dopo un altro strappetto arrivate alla “Fontana del Bandito”, dove, benché si debba scendere a piedi per 30 metri, io mi fermo sempre per tre buone ragioni.
1. Sono morto e fingo di andare a bere.
2. La fontana ha scritto su il nome e cognome di mio padre. Solo che è un altro.
3. Per la leggenda che parla di un bandito del tipo “Passator cortese, re della strada, re della foresta”, che ricercato dagli sbirri, si rifugiò proprio qui e mezzo morto come me, si curò, si nutrì e guarì col solo aiuto di quest’acqua.

Evidentemente oggi i banditi vivono a Milano, poiché la sorgente è quasi asciutta.

100 metri più sù c’è “La muntà ed l’Asu n.2”. Se fate 10m di retromarcia e partite dal piloncino, con la rincorsa, sono solo 50 metri, ma più terribili della n.1, ma ce la potete fare.

Io ce la feci.

Continuate per la mulattiera che diviene sentiero, ingannevolmente falsopianeggiante ed andrete a sbattere, già mezzi morti di fatica, addirittura su delle nude barre rocciose a 30°. “Muntà ed l’Asu n.3”
Sono solo 10m, ma io già fatico a farli in discesa, anzi ho qualche serio dubbio che qualcuno li abbia mai fatti in sella salendo. Vorrei vederlo coi miei occhi.

Pigliate a sinistra la bella sterrata in dolce salita e in pochi minuti siete al Pilone del Moro, ossia al Colle del Malandrè. Tralasciate l’asfalto a destra ed a sinistra che scendono a Robilante e a Boves, tirate dritto in piano ed arrivate alla famosa cappella del Malandrè.
Mi sono documentato sul toponimo.
Malandré mi fa pensare ad un male nelle parti posteriori.
Cerco e scopro che i Latini e gli antichi Sardi, nonché l’antico tedesco, designano con questa parola, una malattia del cavallo, dovuta alle ferite che la sella provoca sulla schiena dell’animale.. Mal… André!
Un’altra scuola di pensiero associa il nome a quello di “Malandrino”, che deriva da “Brigante, Bandito”
Ma secondo me è malandrino che deriva da Malandre, poiché è noto che banditi e briganti montano cavalli che costano poco ed hanno delle selle che costano poco e che fanno “mal” al “andré” del caval.

Andate dove volete.
Io oggi mi fermo qui, le tre salite dell’asino (io), mi hanno distrutto.
Sarà stato l’effetto sfilata degli alpini, sarà ancora l’effetto Lourousa? Non lo voglio nemmeno pensare, son più di 8 giorni fa, e poi, è noto, non sono neppure arrivato in cima!!

Mi stravacco là dove spesso torme di ragazze in topless fanno l’elioterapia, e dove l’unico abitante della zona fa finta di passare di lì per caso e gli fa il terzo grado a tutte… e dove torme di bi ciclisti arrivano lì per caso e proprio lì per caso si fermano, con la scusa della fontana.

Oggi nessuno. Nemmeno l’ombra.
Per fortuna, perché altrimenti col mio libro da un chilo saremmo rimasti a pagina due.
Invece sono già a pagina 49….. Ma piove!
Io, quando si mette a piovere mi metto al riparo e aspetto che smetta.
Di solito torno a casa asciutto.
I miei amici invece, in qualunque posto siamo, sostengono che se piove si fa dietrofront e si torna subito a casa.
Bagnati fradici.
Sarà una questione psicologica? No, secondo me è solo matematica:
Ogni cosa che ha un inizio ha anche una fine.
Quando qualcuno scoprirà il segreto per diventare eterni (pare ci siamo molto vicini pssssssst), allora anche la pioggia potrebbe non finire mai.
Allora quando inizierà a piovere tornerò subito a casa, anzi un po’ prima, per sfuggire al diluvio universale.
Ma allora non è né psico né mate, è filosofia bella e buona!!
Mi metto al riparo del portichetto della cappella.
Pagina 61.. non piove più nessuno! (un po’ azzardata come rima ma provate voi coi numeri: 58…..non piove più a dirotto?.. 57…. Non piove più sulle t…? eh no!)

Allora si torna a casa.
Inforco la mtb e vedo quel cartello giallo che indica su e che mi tocca nell’onore: che non sia detto che mi fermo al Malandré!
E, sfidando quel cielo nero,
mi lancio su pel sentiero(minkia, kuesta m’è vvenuta troppo bbbene!)
Primo pezzo tranquillo, ma dopo le grange, quando piega a sinistra, è troppo dura : bivio: il cartelloc’è sia a destra che a sinistra. Uguale. Identico. Dopo mezz’ora di riflessioni profonde piglio a sinistra. Io quando non so dove andare vado a sinistra. Questa volta perché saliva meno.
Poi vedo che sto per arrivare al Prato del Soglio e mi dico, ma no, ce n’ho ancora e devio a destra per un sentiero pietroso e drrrrrrritto che aggira Cima Francia e punta ai famosi “Tralicci”: dovrò fare un pezzetto a piedi, ma finalmente scollino verso quota 1300.
Ora sarebbe troppo facile seguire la sterrata subito sotto, che torna al Malandré, ma non sia mai detto che rifaccio la strada di salita: non lo faccio quasi mai.
Voglio scendere a S.Giacomo, giù nel torrente Colla, e basterebbe seguire i cartelli gialli, ma io no: piglio il primo sentierino labile che si butta giù: sarò sceso dieci volte da questa parte: mai una volta ho azzeccato lo stesso percorso. Infatti il sentiero finisce ad un rudere abbandonato in un prato di margherite e di zagare (anche qua?).
E’ semplicissimo perdersi in montagna: il metodo: pigliate il primo sentiero che trovate, preferibilmente in ripida discesa, e possibilmente senza segni di alcun colore, né tantomeno cartelli: prima o poi finirà. Se finisce in un bosco o in un prato, voi continuate in discesa: prima o poi ne troverete un altro. Se siete sfortunati e finite su una bella sterrata o peggio asfalto, abbandonatelo subito per un’insicura traccia a valle.
Purtroppo, prima o poi ariverete in fondo, dove non c’è salvezza: dovrete accontentarvi della bella sterrata che vi porta sull’asfalto a Madonna dei Boschi, Boves.
E poi via veloci verso casa a vedere la regata di semifinale di Luna Rossa contro Oracle, che avete registrato oggi. E anche l’arrivo della tappa del Giro, anche lei registrata.
E vai! Anche oggi con Luna Rossa gliel’abbiamo messo nella randa a quegli spinnaker di Oracle, che stanno là, cazzati neri, col tangone rotto.
La tappa del Giro? Sì, sì, l’ho registrata… ma loro erano a riposo… già stanchi morti dopo solo 3 tappe!!! Eh, non ci sono più i miti di una volta!!!!!

Data: 16/5/2007
Partenza: Cuneo,543m
Lunghezza: 45km
Dislivello posit: 1005m
Difficoltà: bc

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