Salita al Seguret per il colletto Pramand ed il colle dell’Argentera
Località di partenza: Slargo presso il ponte sul rio Secco mt. 1645
Dislivello: mt. 1280
Tempo di salita: 4 ore e 30 minuti c.ca dal ponte sul rio Secco alla vetta del monte Seguret
Tempo di discesa: 3 ore c.ca dalla vetta del monte Seguret al ponte sul rio Secco.
Difficoltà: E La salita alla vetta del Seguret EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°1 Alta Valle Susa Fraternali Editore
Continuando nell’esplorazione della zona a monte di Salbertrand questo itinerario porta alla vetta del monte Seguret mt. 2925, bella montagna dolomitica che domina la piana di Oulx. Il suo nome è di origine celtica, da "segu", luogo impervio e inaccessibile; dalla stessa radice "seg" deriva il nome degli antichi abitatori della valle, Segovi e Segusini.
Raggiunto il colletto che precede il forte di Pramand, si prosegue lungo lo sterrato che conduce alla caserma delle Grotte del Seguret. Si attraversano ambienti che ritengo siano tra i più affascinanti e spettacolari della valle di Susa, sia per quello che si vede in loco, sia per gli ampi panorami e le prospettive che si aprono allo sguardo. Si percorre, sull’ancora ottima strada militare, tutta la zona posta sotto le ultimi propaggini del monte Seguret, fatta di guglie, pareti strapiombanti, grotte, anfratti, attraversando un ambiente unico e irripetibile dovendo, tra l’altro, percorrere anche la galleria dei Saraceni, fatta a U, lunga 800 mt. c.ca e costruita dagli alpini per ovviare alla traccia posta all’esterno diventata impraticabile e dove, per l’attraversamento data la lunghezza, è indispensabile una buona torcia elettrica.
Alla caserma delle grotte del Seguret si lascia poi lo sterrato che prosegue verso la zona Bacini e i forti dello Jafferau per salire l’ampia conca del rio Seguret sino al ricovero Vin Vert. Qui giunti, tralasciata la traccia per la Cima del Vallonetto, si prende quella per il colle dell’Argentera, già evidente, per salire poi sulla vetta del monte Seguret che presenta un ultimo tratto piuttosto impegnativo che va affrontato con un minimo di attenzione. Cima del Vallonetto e Seguret sono i monti che dominano questa ampissima conca. Dal colle dell’Argentera si potrebbe scendere a valle dalla parte opposta percorrendo un ampio anello; purtroppo, poco oltre il colle, un tratto dello spettacolare sentiero che scende alla Casses Blanches, è impraticabile, perché franato (Vedi l’itinerario: “Alla ricerca del sentiero del Ghiaccio”).
Per ultimo: da serio escursionista ho voluto di proposito lasciare l’auto a valle. Altrimenti potevo proseguire lungo l’ottimo sterrato sino al colletto Pramand. Si risparmia fatica e si abbrevia il percorso. Volendo fare così bisogna però essere fortunati: trovare una splendida giornata che segue la pioggia: altrimenti si mangia tanta di quella polvere !
Presa la strada per la valle di Susa, superata Exilles e la successiva frazione di Deveys, dopo un paio di tornanti si lascia la statale per prendere a destra seguendo l’indicazione per Eclause e altre località. Si sale subito ripidi raggiungendo prima Fenils e poi un successivo bivio dove si prende a sinistra per Pramand presto raggiungendo la borgata Moncellier dove l’asfalto termina. Si prosegue oltre lungo lo sterrato che sale e che raggiunge, con un paio di svolte, la comba del rio Geronda e subito dopo il bivio per Frenèe, che si supera, proseguendo verso monte sino a che non si raggiunge l’altrettanto incassata comba del rio Secco. Poco prima del ponte sul ruscello, appena superato lo sterrato che sulla destra sale alle borgate Millaures, si può lasciare l’auto.
Si percorre ora lungamente in ascesa la strada a fondo naturale che alla fine ci porterà al colletto di Pramand. Alternando brevi tratti in piano ad altri più numerosi dove la traccia sale decisa, presto si raggiunge il primo tornante dove sul muraglione di contenimento a monte campeggia la scritta DUX, mentre, subito dopo il secondo tornante, si stacca sulla destra la traccia per il pozzo del Seguret e la miniera di ferro, pare attiva sino alla 2da guerra mondiale. Così continuando si supera poi un breve tunnel dove il rio passa di sopra e dove sono notevoli le opere del Genio Militare, soprattutto muretti di contenimento e di protezione della strada. Ancora alcuni tornanti e alla fine si raggiunge il colletto Pramand mt. 2087 posto sotto le ultime propaggini del Seguret.
1 ora e 30 minuti c.ca dal parcheggio.
Avendo più tempo a disposizione ci si può portare verso il forte, ma questa esplorazione è meglio rimandarla ad altra occasione più specifica.
Al colletto Pramand l’ambiente cambia improvvisamente. A ciò che si vede, spaziando con gli occhi a 360°, si aggiunge un ambiente circostante particolarmente suggestivo. Il tratto di strada che ora si percorre, verso la caserma delle Grotte del Seguret, è quanto mai affascinante e spettacolare. Dopo un primo tratto in piano, dove emergono guglie e dentini, si affronta il successivo posto sotto un’ampissima parete strapiombante che precede di poco un breve tunnel. A questo segue il secondo, di cui si è detto, lungo c.ca 800 mt, fatto a U realizzato in quattro anni di lavoro e concluso nel 1929. Le pareti interne sono tutte in calcestruzzo e la pavimentazione è in pietra sempre coperta di questo materiale; gronda acqua da tutte le parti e percorrerlo in solitaria fa un certo effetto; quando si esce si tira quasi un sospiro di sollievo. Prima di pervenire alla Caserma delle Grotte dei Saraceni, è d’obbligo voltarsi indietro per vedere quanto sia fantastico l’ambiente circostante il tunnel, nonché la traccia abbandonata con la sua realizzazione.
Appena superati gli edifici della caserma, si lascia lo sterrato che prosegue verso i Bacini e lo Jafferau, per prendere la traccia che sale verso destra. All’inizio poco evidente, la notevole mulattiera militare, quasi sempre inerbita, sale con continui e ripetuti tornanti dolcemente il fianco del pendio sino a pervenire, alla sommità, al ricovero Vin Vert posto nel vallone del rio Seguret. Qui giunti, lasciata la traccia di sinistra per il colletto Vin Vert, quella per i laghetti e la cima del Vallonetto, si prende quella per il colle dell’Argentera, già in vista. L’evidente traccia percorre lungamente, sempre in moderata ascesa, il pendio compiendo un ampissimo semicerchio sino ad affrontare i ghiaioni terminali che anticipano il colle dell’ Argentera mt. 2791, che alla fine si raggiunge. La mulattiera militare, oltre il colle prosegue verso il ricovero delle Casses Blanches, il monte Chabriere per scendere infine nel vallone di Galambra dov’è posto il rifugio Levi-Molinari; peccato che non si possa percorrere perché un breve tratto, poco oltre il colle, è franato e non è stato ancora ripristinato. Anche qui ambienti suggestivi, lunari.
Per salire in vetta al monte Seguret si prosegue lungo la dorsale scendendo poi ad una prima depressione già con una certa attenzione. Poi si continua seguendo una traccia e rari ometti sino ad un ripido, aereo canalino fatto di roccette friabili, posto poco prima la vetta, che occorre affrontare con un minimo di attenzione. Dalla cima mt. 2925, contraddistinta da un ometto e da una semplice croce metallica, panorama ampissimo sulle vette e sulle valli.
3 ore c.ca dal colletto Pramand.
La discesa a valle si effettua seguendo l’itinerario di salita. Volendo si possono percorrere i soffici ghiaioni che dal colle garantiscono una discesa rapida e divertente. Poi, raggiunto e superato il lungo tunnel, ci si può portare esternamente sin dove la traccia si interrompe ammirando le pareti strapiombanti e il vallone del Seguret dove il rio precipita verso valle. Non resta che percorrere a ritroso la strada fatta sino al colletto Pramand e poi oltre lungo l’interminabile sterrato sino al ponte sul rio Secco.
3 ore c.ca dalla vetta del Seguret.
VARIANTE BREVE: Come detto ci si può portare con l’auto sino al colletto Pramand. In questo caso la lunghezza del percorso si riduce, come si riduce il dislivello per salire in vetta al Seguret.
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