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C'era una volta : La ferrovia Fell del Moncenisio
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 28/08/11 09:32
Notizia riferita al: 28/08/11
Letture: 2633
C'era una volta

La ferrovia Fell del Moncenisio

Con la costruzione della grande strada voluta da Napoleone, il passo del Moncenisio divenne uno dei valichi alpini più frequentati dell’800 con oltre 40.000 passaggi l’anno, anche se il transito era seriamente ostacolato e talvolta interrotto per lunghi periodi da bufere e precipitazioni nevose.
Di conseguenza il governo piemontese, che allora aveva giurisdizione anche sul versante savoiardo, progettò e mise in cantiere il traforo del Frejus al fine di migliorare le comunicazioni tra il Piemonte e la Savoia. Però i lavori, per tutta una serie di cause, procedettero così lentamente nei primi anni, che si costituì una società privata per la costruzione e l’esercizio di una linea ferroviaria provvisoria che utilizzasse il valico del Moncenisio in attesa del completamento del traforo del Frejus.
La lotta intrapresa dai tecnici della Mont-Cenis Railway contro il tempo, il maltempo, le asperità del percorso e le difficoltà tecniche è tale da destare ancora oggi ammirazione. Iniziati i lavori nel maggio del 1866 essi furono completati nell’agosto dell’anno dopo. In meno di 16 mesi furono posati 77,8 km di linea, scavate 7 gallerie, costruite 3 gallerie in muratura e 8 km di ripari con strutture il legno e lamiera, stazioni e punti di rifornimento intermedi e alcuni viadotti.
Per la gran parte del percorso si utilizzò una parte della strada. Per migliorare l’aderenza, nei tratti ripidi e nelle curve si aggiunse una terza rotaia. Questo sistema di aderenza ruota-rotaia prese il nome dall’inventore J.B. Fell e consentiva il superamento di forti pendenze e di curve molto strette evitando il deragliamento. Il tragitto da Susa a S. Michel de Maurienne richiedeva 5 ore c.ca contro le 12 della diligenza, con velocità che variavano dai 15 ai 20 km l’ora. Dal giorno della sua apertura non meno di quattro treni (due per direzione) affrontavano quotidianamente, sbuffando e fischiando, la scalata ai 2084 mt. del valico del Moncenisio. Ai passeggeri era intenzionalmente evitata, per quanto possibile, la vista dei precipizi che la linea costeggiava. Il lavoro del fuochista era letteralmente infernale, perché la caldaia, di piccole dimensioni, ma di grande potenza, doveva essere alimentata senza soste. Il servizio passeggeri cessò, una volta aperto il traforo del Frejus, ma nei tre anni, 4 mesi e 15 giorni di esercizio furono percorsi 320.000 km e trasportati oltre 100.000 passeggeri. Dopo l’ultima corsa l’intera ferrovia del Moncenisio fu smontata e il materiale utilizzato in altre ferrovie di montagna. Percorrendo la strada per il Moncenisio si possono ancora oggi ammirare tutta una serie di resti dei manufatti realizzati alcuni dei quali tuttora ben conservati come gallerie artificiali e paravalanghe.

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