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Escursionismo : Un anello nella valle del Sangonetto per il colle del Vento
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 04/06/11 11:40
Notizia riferita al: 04/06/11
Letture: 802

Un anello nella valle del Sangonetto per il Colle del Vento

Località di partenza: Tonda, nella valle del Sangonetto mt. 1138
Dislivello: mt. 1087
Tempo di salita: 3 ore e 45 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 45 minuti. c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n°4 Bassa valle di Susa – Musinè –
Val Sangone – Collina di Rivoli Fraternali Editore

Il colle del Vento si trova alla sommità del vallone del Sangonetto ed è posto tra il monte Muretto e la Punta Costabruna. Qui è stata posizionata una croce metallica, cosa di per sé strana, poiché questo è un valico non una vetta. Probabilmente perché è la cosa più significativa di questa valle a due passi da Torino. Da colle vista incomparabile sul sottostante piano del lago Rosso, sui monti della media e bassa valle di Susa e sulle cime che vanno dal Rocciavrè al Villano passando per la Cristalliera, il Malanotte e il Pian Paris.

Giunti alla rotonda posta davanti alla parrocchiale di Giaveno si prosegue in direzione Coazze. Tralasciando varie diramazioni e mantenendosi sempre sul fondovalle, direzione Forno, si raggiunge infine il ponte sul torrente Sangonetto che non si oltrepassa, ma qui giunti si piega a destra subito percorrendo la strada asfaltata che sale parallela al corso d’acqua e che si inoltra all’interno del vallone. Questa, con numerose svolte, si alza progressivamente sino a raggiungere la borgata Tonda. Appena fuori l’abitato, presso un piccolo slargo, si lascia l’auto.
Tralasciando una prima indicazione nei pressi di una bacheca, si risale l’asfalto per un breve tratto sino a poco dopo il primo tornante e subito si individua e si prende il sentiero segnalato 446 per il colle del Vento. Si percorre la bella traccia che si inoltra nel bosco misto presto raggiungendo un primo gruppo di case da tempo abbandonate; poi se ne raggiungono altre, le case Barmarola, dove troviamo il bivio per Grangetta, a cui segue un tratto su pietraia, sotto una ripida parete rocciosa, che anticipa di poco un successivo bivio. Tralasciato il sentiero che scende verso Dogheria e Sizi, si prosegue verso monte percorrendo la traccia che progressivamente sale inoltrandosi sempre più verso la parte alta della valle. Questa, sempre ben segnata dalla tacche bianche rosse, s’alza moderatamente compiendo un lungo, interminabile, ma comunque bellissimo traverso nel bosco, per uscire infine al colle Bè Mulè mt. 1657, posto sul crinale, dove si incrocia il sentiero 435 proveniente dal col Bione.
1 ora e 30 minuti c.ca da Tonda.
Seguendo le indicazioni si prosegue per il Piano dell’Orso lungo l’evidente traccia che si mantiene sempre sul versante Sangonetto. Questa, alternando tratti dove si sale ripidi ad altri quasi in piano, s'inoltra lungamente appena sotto il crinale. Un lungo traverso finale in falsopiano permette di pervenire all'ampia radura del Piano dell'Orso mt. 1860 dove sorge la chiesetta dedicata alla Madonna della Neve con annesso piccolo ricovero. 45 minuti c.ca dal colle Bè Mulè.
Proseguendo, sempre appena sotto il crinale e sempre sul versante Sangonetto, si percorre ora il successivo lungo tratto in falsopiano raggiungendo la caratteristica fontana di Nuna dove il sentiero si sdoppia: quello basso si dirige verso i sottostanti alpeggi di Giaveno Superiore e Inferiore, mentre quello alto si porta a superare il caratteristico ammasso roccioso della Rocca del Montone posto sotto il monte Salancia. Si prende quello alto e la traccia prosegue lungo il pendio erboso, sempre sotto il crinale, per portarsi infine all’ampia conca del Pian Peiroel alla sommità della quale si scorge l’evidente sella del colle del Vento mt. 2225 che alla fine si raggiunge con un ultimo ripido tratto. La vista che si apre sui monti al di là della sottostante conca del lago Rosso è incomparabile andando dal Rocciavrè alla Punta del Villano, con le intermedie vette della Cristalliera, Malanotte e Pian Paris
1 ora e 30 minuti c.ca dal Piano dell’Orso.
Ridiscesi poi al piano nei pressi di una modesta sorgente, si lascia l’itinerario di salita per seguire il sentiero 420, sempre ben segnato, che per un lunghissimo tratto percorre la sommità della dorsale della Costa Ciapeira che separa la valle del rio Pairent da quella del rio di Palè sino a pervenire alla cappella dell’Alpe di Giaveno con in vista i due sottostanti alpeggi. La traccia affronta ora un lungo tratto discendente nel bel boschetto di larici, dove si perde rapidamente quota con continue svolte, raggiungendo infine il fondo nei pressi di Pian Gorai lasciando sulla destra la cappella. Dopo un breve tratto in piano si scende ad attraversare il rio Pairent sul nuovo ponte di legno. La traccia taglia ora il fianco della montagna e sempre abbassandosi, raggiunge da prima il caratteristico Roc del Gias, poi le case dirute di Sizi con la successiva bella sorgente, ed infine il borgo abbandonato di Dogheria. Di qui in avanti la mulattiera ritorna verso il fondo valle con un lungo traverso, sempre protetta dai caratteristici muretti a secco che la delimitano. Si raggiunge poi la comba di un rio le cui acque venivano deviate per alimentare una canaletta di irrigazione, oggi appena evidente, che corre ai lati della traccia. Alla fine del lungo tratto in piano si esce al tornante sulla strada asfaltata e di qui si scende sino a Tonda, chiudendo così il lungo anello.
2 ore e 45 minuti c.ca dal colle del Vento.



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