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SciAlpinismo : 3/4 di Tibert e...un Sibolet intero...12-novembre-2010
Autore: Jacolus (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 14/11/10 07:42
Notizia riferita al: 14/11/10
Letture: 1373

Un Sibolet...tutto intero, nel senso che oltre la vetta lo abbiamo anche “preso in giro”,ma veniamo dal principio...Avevo in mente di fare un paio di giorni sabbatici,starmene tranquillo a casa in pantofole,per la gioia di Carla ma....mi cerca il Gianfri,come si può rinunciare alla compagnia del Ganfri! è lo scettico dissacratore di tutto il gruppo,è il mio contrario,ti smonta qualsiasi teoria in quattro e quattr’otto e non ti da mai ragione,lui dice che quando due persone la pensano allo stesso modo perdono noiosamente il loro tempo a darsi ragione!

Dove andare? dove ci porta la neve...come sempre. Arriviamo al Santuario di San Magno con un più otto di temperatura, l’estate di san Martino è arrivata puntuale,pensare che per la prima volta di quest’anno memore del freddo della gita scorsa ho indossato la mutanda del pioniere..faccio uno spogliarello improvvisato proprio sotto il cartello del santuario che invita il fedele a tenere un comportamento e un’abbigliamento più consono al luogo sacro. e.. mi avvio, semi “disabillier”senza timori e ipocrisie riverenziali scaldato dai primi caldi raggi del sole matutino.

La nostra intenzione era di salire il Sibolet per il canale,abbiamo tutto il necessario per la neve ghiacciata,ma ora è diventata un morbido primaverile,fantastico! Salendo dimentichiamo la nostra metà e ci lasciamo attrarre dai pendii del Tibert,ma non quello canonico,ci sono troppe tracce,invece ci infiliamo un pò prima su per dossi e falsopiani in un labirinto di grossi massi,che meraviglia! non un traccia! Poi tutte le strade portano in vetta! Il Gianfri prende il largo,e va su al grido di “viva Fini!”per arrivare sul Tibert bisognava andare a sinistra,invece lui va a destra. Li faccio notare che Fini è di destra,lui mi dice:si lo era... ma poi ha incontrato un”U Pilu”che li ha fatto cambiare opinione ed ha voltato sinistra,rendendolo più umano. Com’è mai la vita,quali miracoli può fare un”u pilu!”allora gridiamo tutti e due “VIVA U PILU!” E tra un viva e l’altro non ci siamo accorti di sbagliare strada ma che bello poi godere di quel sottile piacere, di poi gridare “u culu la punta!” e ridere di noi stessi.

Infatti come previsto,arriviamo su una spalla sui 2500 mt,il Tibert è lassù a portata di mano ma tira un forte vento che ci porta via la testa(che non sarebbe poi un grosso guaio) Quindi simultaneamente la valle risuona di tanti “U CULU!!! LA PUNTA!” in tutte le tonalità, e ci prendiamo un momento di riflessione su un grossa palla di neve che ci fa da sedia dove ci facciamo fuori un’ottima bottiglia di Mateus rosè,che pesa più la bottiglia che il contenuto.

Poi con il Gianfri rinfrancato scendiamo di primo mattino questo bel pendio,sotto l’effetto del Mateus urliamo le cose più insensate,intanto sulla costa di fianco stanno salendo degli sci-alp,chissà cosa avranno pensato a vedere due pazzi e un cane scendere sbravazzando e sbraitando....

A fine discesa ripelliamo,ora non si scherza più, il Sibolet è il nostro obbiettivo,è ancora relativamente presto, incrociamo ancora qualcuno che sta salendo il Tibert,ma come parte tardi questa gente! noi siamo più previdenti,perché partendo presto cerchiamo di sbagliare strada ad ogni costo e poi possiamo ancora recuperare la gita!

Nessuno questa mattina si è infilato nel vallone dell’Intersile,meglio! saliamo di buona lena ,arriviamo sotto al canalone del Sibolet,che sta alla nostra sinistra,lo guardiamo, valutiamo ponderiamo...ma di fronte a noi,un ci appare il bel e comodo pendio invitante che sale al colle Sibolet, snobbiamo il canalone per salire comodamente verso la vetta, che oggi i raggi del sole la fanno apparire più splendente che mai.

Più che una vetta è una distesa infinita di neve intonsa,quassù non viene quasi mai nessuno,ci aspetta un pendio tutto uguale di un splendido primaverile da far perdere la cognizione,ma noi non possiamo perdere ciò che non abbiamo, e con le ali agli sci arriviamo al gias Fauniera,quindi poi su strada innevata quasi fino all’auto. Finiamo in bellezza davanti ad una birra in un bar della valle,la giovane donna che ci serve ci domanda se lassù c’è molta neve, se è sicura,anche lei un tempo faceva dello ski-alp ma avevo paura... ci dice con nostalgia... ci domanda se non abbiamo paura quando siamo lassù. Certo! che abbiamo paura! li rispondo,paura di avere paura, paura di perdere il bambino che è in noi,paura di perdere l’innocenza,paura di non meravigliarci più di fronte ad un’alba radiosa o rimanere incantati a vedere scendere i fiocchi di neve. Paura di non riuscire più a sorridere e di essere inghiottiti dal vortice procelloso della vita,paura di non essere più noi stessi... Le faccio vedere qualche immagine innevata di questa bella gita,i suoi occhi si illuminano di meraviglia e stupore,rimane incantata, per un’attimo la “vedo” lassù a giocare nella neve,per un’attimo ha dimenticato tutti i problemi,per un’attimo non ha più paura...



data:12-novembre-2010
località di partenza: santuario di Castemagno
quota di partenza:1761 mt.
quota vetta:2582 mt.
dislivello totale:1200 mt c.
difficoltà MS.

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