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Alpinismo : Le altre facce dello Charbonnel - Ouille Mouta, traversata Lombarde Ribon
Autore: mountain (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 25/08/10 00:13
Notizia riferita al: 25/08/10
Letture: 2488

Non essendoci andato questa primavera con gli sci, ho convinto Aldo e Piero ad accompagnarmi alla Mouta per effettuare la traversata dalla Lombarde al Ribon.
Giornata spettacolare; abbiamo percorso l'itinerario più logico e remunerativo; un pò faticoso in salita il traverso alto della Feiche Couate ed in discesa con cautela il traverso sotto il Col d'Ouille Mouta verso il Ribon.
Salendo, abbiamo assistito ad una interessante lezione di Aldo sulla formazione geologica dei bacini glaciali attraversati e di mineralogia relativa alle varie pietre incontrate sul percorso.
Gita sconosciuta ai più, alquanto lunga ma di grande soddisfazione; in vetta panorama a 360°.
Dell'Ouille Mouta me ne aveva parlato un coetaneo di mio padre (classe 1913) che arrampicava con Carlo Virando; mi raccontava che subito dopo la guerra, con la moglie era partito da Torino in treno per Susa; aveva salito il Rocciamelone per fare poi la traversata Ribon, Arcelle, Col des Alpins Gran Fond, Ouille Mouta, Charbonnel, discesa a Vincendières, risalita al Colle Autaret, Malciaussia, Usseglio, con mezzo pubblico ritorno a Torino. Bivaccavano in anfratti di fortuna; erano stati loro per primi a trovare l'aereo al Col des Alpins. Non male per l'epoca.

Scheda tecnica della gita.
Mouta (Ouille) m. 3.565 - Tour du Charbonnel, Vall.Lombarde-Ribon
Partenza da Vincendières m. 1.820, arrivo a Park Ribon m. 1.740.
Dal Park di Vincendières seguire la stradina o il sentiero verso il Refuge d'Avèrole, passare le Case Avèrole, al successivo bivio nei pressi di un tornante, prendere a destra e scendere ad attraversare il Torrent d'Avèrole sulla passerella dell'Ile ed iniziare a salire lungo il sentiero che si inoltra verso il Vallon de La Lombarde. Raggiunto il pilone (Oratoire St. Antoine de l'Envers m. 2.270 - ore 1,30) abbandonare il sentiero ed iniziare a salire su ripidi pendii erbosi sfruttando le varie tracce delle pecore; non lasciarsi tentare ad attraversare i pendii verso sinistra ma salire direttamente in una appena pronunciata comba a sinistra della Coche fino a giungere in vista di un accenno di colletto. Portarsi appena al di sopra di una modesta fascia rocciosa posta alla base del versante est dell'Efalla m. 2.500 ed attraversare in piano a sinistra su tracce degli animali fino a giungere nei pressi du Ruisseau du Pis che ha origine dal Laghetto dello Charbonnel e che alimenta la sottostante Cascade de La Lombarde. Salire facilmente la sponda prima del ruscello su terreno ripido di zolle erbose e tracce di animali, raggiungere un piccolo pianoro e continuare la salita tenendosi sempre verso la parete dell'Efalla, fino all'ultima macchia erbosa, dalla quale in breve e senza difficoltà si giunge sul bordo della morena del Clapier de l'Ouille Mouta nei pressi del laghetto glaciale m 2.916 - ore 3,45 da Vincendières. Percorrere il comodo Clapier con direzione sud, portarsi nel ripiano ad ovest del cucuzzolo quotato 3.050 e salire il facile pendio di detriti assestati in direzione della vetta dello Charbonnel, fino a quando diventa ripido e con detriti instabili. A questo punto attraversare a sinistra in piano il ripido pendio di detriti instabili (è l'unico tratto difficoltoso, ma è breve); superare un piccolo accenno di canale (a volte nevoso) costituente l'embrione del Ruisseau de la Feiche Couate, portarsi alla base di un modesto spuntone roccioso il quale viene aggirato sul lato sinistro sulla sponda del Couloir Rectiligne e con facile arrampicata su ottimi gradoni, portarsi al di sopra di esso e lungo la crestina che segue raggiungere la sponda morenica della comba nevosa che conduce al Col d'Ouille Mouta m 3.431 il quale viene raggiunto in 6 ore da Vincendières.
Seguendo il pendio nevoso e la successiva crestina nord-ovest che si va assottigliando divenendo alquanto aerea, con facile arrampicata si giunge in vetta all'Ouille Mouta , ore 0,30 dal Colle.
Per la traversata, scendere al Colle d'Ouille Mouta; con direzione verso lo Charbonnel, superare la base di una puntina che segue e risalire al colletto successivo posto un po' più in alto (vero punto di valico).
Scendere sul versante Ribon per alcuni metri fino a passare verso destra al di sotto di un muretto pronunciato; continuare ad attraversare possibilmente in piano (non lasciarsi tentare a scendere); superare varie fasce di cenge detritiche tenendosi possibilmente alla base di un'accennata fascia rocciosa che attraversa tutto il pendio (questa paretina protegge da eventuali scariche ed al piede ha un buon appoggio essendo pulita da detriti scivolosi). Superato questo traverso con opportuna cautela ed attenzione (uno spezzone di corda potrebbe essere utile) ci si porta verso la Pointe du Fond d'Orset su un pendio di fini detriti il quale si scende facilmente fino ai ripiani sottostanti spesso ancora innevati. Si prosegue la discesa sul facile terreno morenico verso il valloncello del Ruisseau de Colovret fino a raggiungere le zone prative dove è numerosa la presenza di sorgenti con ottima acqua. Attraversare scendendo verso destra su tracce di animali fino a raggiungere i perdii Coarse e senza percorso obbligato si può scendere direttamente alla strada della Vallèe du Ribon nei pressi degli alpeggi Jaffa m. 2.073, oppure continuare a lungo quasi in piano il traverso sulla traccia di un antico sentiero o su tracce delle pecore, che supera il Ruisseau de Saulcier, il ripiano Grand Aiassou, passa al di sotto della bastionata Feiche de Pareis Noires e raggiunge il Ruisseau de Parè Charvè e lungo la sua sponda destra scende direttamente alla strada nei pressi degli alpeggi Pierre Grosse m. 2.037.
Lungo la strada si scende fino all’incrocio con la strada dell’Iseran nei pressi di Bessans (ore 4,30 di discesa dalla vetta) e qualora non si fosse lasciata qui un’auto, lungo il chemin du Petit Bonheur si raggiunge la Goulaz per risalire a Vincendières (ore 1,20 ulteriori), chiudendo così l’anello.
Sconsigliabile il giro in senso antiorario (Ribon-Lombarde) per la salita difficoltosa dei pendii friabili sopra il Fond d’Orset.

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