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Alpinismo : Punta Melchiorre (6 agosto 2010)
Autore: f.senore (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 18/08/10 19:38
Notizia riferita al: 18/08/10
Letture: 2168

A me piace molto Valle Stretta, e soprattutto mi piacciono le montagne dolomitiche nella parte bassa. Per (molti) anni le ho guardate pensando che fossero inaccessibili, finché ho messo le mani sulla Guida ai Monti d'Italia del CAI e ho scoperto che in realtà quelle cime si possono salire anche senza essere alpinisti.
Da un paio di anni studiavo il vallone tra le punte Gasparre e Melchiorre e l'altro giorno ho chiesto al compaesano andrea81 se gli interessava venire. Prontamente ed eroicamente ha risposto di sì, così siamo partiti per vedere se riuscivamo a salire. Il problema della Guida per chi, come me, ha ben poche capacità di arrampicata, è che non si sa mai se il percorso descritto è alla propria portata o no. Non resta che andare a vedere.

Non ho trovato informazioni su questa salita in rete, così ho cercato di scrivere una relazione il più possibile dettagliata per chi fosse interessato all'itinerario, a costo di essere prolisso.

Sia io che il mio socio siamo concordi nel giudicare la salita assolutamente non escursionistica. Non c'è praticamente sentiero, i pendii sono molto ripidi ed aerei, servono piede saldo ed assenza di vertigini. In compenso c'è la possibilità di visitare un ambiente di alta montagna severo, ben poco frequentato e raro nelle nostre zone. A me piace ma mi rendo conto che a molti altri piace molto meno.

La salita è idealmente divisa in tre parti. Prima è necessario superare le pareti della parte bassa fino a circa quota 2250, risalendo un canalone ed il suo fianco. Poi si risale un lungo vallone detritico fino alla cresta con il Vallone della Rho, infine si sale la Punta Melchiorre dove è necessario arrampicare per un breve tratto. Ecco la relazione.

Abbiamo lasciato l'auto nei pressi dell'alpeggio, poco prima delle Grange di Valle Stretta, e attraversato il torrente sulla passerella poco lontano. Abbiamo risalito il torrente lungo il sentiero per un breve tratto fino a raggiungere il colatoio detritico che scende dalla montagna, con ancora i segni delle recenti alluvioni.
Qui abbiamo risalito i detriti fino a raggiungere l'imbocco del canalone: all'inizio conviene salire tenendosi sulla destra, ma appena possibile è meglio spostarsi sulla sinistra perché attraversare più in alto diventa più impegnativo.
Si sale sul lato sinistro del canalone (lato ovest) per pendii ripidi finché in alto si vede un singolare arco naturale di roccia. Passando sotto l'arco si esce dal canalone su una fascia detritica al di sopra delle pareti sottostanti. Il canalone non è più percorribile ed è necessario salire sul bordo.
Una leggera traccia di sentiero porta, sempre lungo il bordo del canalone, fino ad uno spuntone di roccia simile ad un grande ometto. Da qui si risale un piccolo canale detritico sulla sinistra fino a raggiungere il passaggio più impegnativo di questa parte della salita: si tratta di salire un salto di rocce seguendo una larga fessura sulla destra. Niente di difficile ma il passaggio è esposto e quindi poco piacevole. L'inizio e la fine del passaggio sono segnalati da ometti. In alternativa è possibile evitare questo passaggio salendo direttamente il salto di roccia in arrampicata: è tecnicamente un po' più difficile ma non è esposto.
Si continua a salire il pendio fino a raggiungere una parete di roccia: qui ci si sposta verso destra, seguendo una traccia di sentiero e qualche ometto fino a sbucare al di sopra della fascia di rocce che rende difficile l'accesso alla parte superiore della montagna.
Salendo il ripido pendio si raggiunge una zona di sorgenti; al termine di questa zona è necessario portarsi sulla sinistra cercando la traccia di sentiero che attraversa un ghiaione e porta ad un pianoro nei pressi di un grosso pino, ben visibile quando si guarda la parete dal lato opposto della valle.
Qui finisce la prima parte impegnativa della salita ed inizia il lungo Vallon Froid. Prima si risale una lunga serie di ghiaioni, poi, più in alto, il vallone diventa meno ripido, erboso e sorprendentemente profondo. Ad un certo punto sulla destra si vede il lungo e ripido canalone che sale fino al colletto tra la Cima Gasparre e la sua anticima. Non sembra difficile ma è sicuramente faticoso: sarà per un'altra volta.
Proseguendo per il vallone raggiungiamo finalmente il Colle del Pissat, che dà sul vallone della Rho e su Bardonecchia. Nell'ultima parte della salita sulla sinistra si vede già la Punta Melchiorre, al termine di una lunga cresta che sembra impervia e rocciosa. La cosa promette male, ma decidiamo di andare a vedere lo stesso.
Saliamo la cresta detritica fino al punto in cui iniziano la rocce. Da qui si vede già che in realtà c'è solo una sottile fascia di rocce da salire, poi la parte superiore è di nuovo detritica: quella che dal basso sembrava una cresta è in realtà il l'orlo della fascia detritica superiore.
Le rocce da salire sono meno difficili di quanto potesse sembrare, con pendenza limitata e non esposte, quindi riusciamo a superarle. Al di sopra due ometti segnano il punto di arrivo, per aiutare a trovarlo durante la discesa.
Non rimane che risalire il pendio superiore per raggiungere la cima e godersi il panorama.

Data: 06/08/2010
Quota max: 2948
Partenza da: Bergeria di Valle Stretta
Quota partenza: 1700
Dislivello: 1248
Zona: Valle Stretta
Difficoltà: F

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Commenti
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Autore Commento
Andrea81
Inviato: 19/8/2010 18:23  Aggiornato: 19/8/2010 18:23
Guru
Iscritto: 26/2/2006
Da: S.Ambrogio (NO TAV)
Inviati: 8223
 Re: Punta Melchiorre (6 agosto 2010)
Anche se in alcuni punti me la sono fatta sotto ... è stata una gran bella gita!
Però fulvio, non dire che non hai capacità di arrampicata, fosse stato per me saremmo ancora lì adesso
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