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Escursionismo : Alla ricerca della "pelle" perduta...21- marzo-2010
Autore: Jacolus (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 21/03/10 20:29
Notizia riferita al: 21/03/10
Letture: 1239

Oggi primo giorno di primavera,manco a dirlo,è una "bellissima" giornata uggiosa,sembra di essere ai “Santi”è una giornata di quelle che viene voglia di rigirarsi nel letto. Ma non per me.Devo approfittare di questi ritagli di libera uscita. Colgo l’occasione di andare a cercare una pelle di foca che ho perso quest’inverno scendendo dal Monbracco. Si avete capito bene “scendendo”con le pelli agli sci! Poi dal Monbracco che non è una gita prettamente sciistica,ma quest’inverno....Ma andiamo per ordine,circa un mese fa passai la notte al rif.Mulattero,era in corso una forte nevicata,al mattino seguente per poter scendere,ci misi oltre 5 ore,dovetti tenere le pelli per poter spingere lo sci, affondavo fino alle coscie, e la traccia della salita era sparita sotto 70 cm.di neve fresca. Sta di fatto che ad un certo punto quasi alla fine di quella ehm...discesa mi accorsi di avere perso una pelle. Inutile cercarla in quel mare di farina,se mi fossi tolto gli sci sarei letteralmente affondato,l’importante in quel momento era in qualche modo riuscire a scendere...
Ieri sera avevo letto su Topolino un’avventura di Gastone,il papero super fortunato, galvanizzato da quel racconto questa mattina sono andato con Jolie ad cercare il classico ago nel pagliaio visto che c’è ancora molta neve.
Mi porto anche gli sci,ma al parcheggio non so perché o per come ubbidendo al mio istinto decido di lasciali nell’auto e salire a piedi con le pedule. Si rivelerà poi una scelta fortunata... Praticamente comincio a pestare ed affondare nella neve marcia già dai primi passi. Tanto la giornata è brutta fare sci alpinismo oggi con questa neve così...Tornante dopo tornante affondo sempre di più, accidenti !Pensare che ho gli sci in macchina! Poi dove avrò perso la pelle?verso metà strada? o quasi alla cava dove mi ricordo che le avevo ancora tutte e due!
Una sgambata di 500 metri di dislivello in queste condizioni si sta rilevando un’impresa,ogni passo affondo fino al ginocchio e qualche volta più giù,ma in fondo non mi dispiace di questa ginnastica ed avere i piedi inzuppati, sento che stanno lavorando dei muscoli che manco pensavo di avere,poi mi ricorda l'infanzia quando atratto da questo bianco elemento andavo a ruzzolare nella neve con gli amici, poi arrivavo a casa infreddolito e tremante,ma ci pensavano le sculacciate della mamma a scaldarmi...
Arrivo presso la cava,e sconsolatamente mi rassegno, torno sui miei passi,anzi sulle mie orme sarebbe meglio dire! E... per fortuna delle orme! Dopo una mezz’oretta di discesa,mentre che faccio il passo per calcare un’altra orma,scorgo a circa mezzo metro di profondità un qualcosa di rossastro, allargo il buco con le mani,afferro quel qualcosa e... Eureka!!! sono riuscito in questa impresa impossibile di trovare una pelle di foca su un tratto di strada di tre o quattro km sommersa da oltre mezzo metro di neve!
E’ una mia prerogativa “seminare” dei pezzi per strada durante le mie gite,sono un inguaribile distratto,ma la mia ricerca non finisce qui! Quando non ci sarà più neve,dovrò andare a recuperare un’altra pelle,staccatasi in un punto indefinito nella neve farinosa salendo la Testa del Ferro in valle Stura,in una delle prime gita di quest’autunno.
Mi resta solo più da perdere la testa,ma... a pensarci bene a volte la perdo....come mi dice Carla. Comunque è bene tutto ciò che finisce bene,neanche le dieci sono di nuovo dalla macchina. Arrivare a casa adesso mi chiederebbero se non stò bene,non voglio fare preoccupare... Ne approfitto di passare a trovare la mia amica Giò,sono bagnato fradicio,lei mi accende la stufa e mi offre un caffè,supercorretto naturalmente,Chiacchieriamo per un’oretta,mentre il calore della stufa mi asciuga,così sono pronto per ritornare a casa per un “bun disnè” così tutto bello asciutto,così non ho da temere le “sculacciate” della moglie!


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