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Come eravamo : Una gita con Lori...
Autore: Jacolus (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 13/02/10 16:21
Notizia riferita al: 13/02/10
Letture: 2968
Come eravamo

Vorrei incominciare questo mio racconto dal giorno in cui conobbi Loredana ed ebbi modo di apprezzare le sue qualità umane,oltre che quelle alpinistiche...
Era il 26 aprile del ’92 arrivai all’ospedale di Cuneo piuttosto malconcio per una banalissima scivolata su prato,le radiografie sentenziarono un responso terribile;frattura di una vertebra più trauma midollare. Il mio caso fece scomodare il primario,che dopo avermi scoccato le dita davanti agl’occhi come fanno a chi sta per andarsene mi disse:”Sei fortunato,se ti fossi fracassato solo poco tempo fa molto probabilmente rimarresti su una sedia a rotelle,ma...stiamo sperimentando nuove tecniche arrivate dall’America, vedrai,ti rimetteranno in piedi!”

Glab!!! Capii subito che ero un banco di prova,un’ esperimento,mi fecero fare mille firme per l’ autorizzazione a procedere,ed entrai subito in sala operatoria,Carla arrivò trafelata appena prima chi mi addormentassero,per sdrammatizzare ricordo che le dissi:”stà volta a sun propi scursame!”


Mi risvegliai legato mani e piedi,non potevo muovermi assolutamente altrimenti avrei vanificato l’intervento. Mi sembrò di impazzire ad essere così immobilizzato. Fu a questo punto che conobbi Loredana,lei lavorava in quel reparto,la notai subito per il suo modo speciale di essere infermiera,non svolgeva le sue mansioni come un lavoro, bensì come una missione. I suoi gesti e la sua semplicità emanavano una carica di umanità indescrivibile.

Il mio letto era vicino alla finestra,da cui vedevo gran parte delle Marittime,ricordo che dissi a Lori:”guarda tutte quelle cime, non ce n’è una che non ci sia già stato,ma purtroppo ora dovrò accontentarmi solo di vederle”. Lei mi faceva coraggio. Vedrai... mi diceva,”vedrai che un giorno faremo qualche bella salita assieme,sai anche a me piace andare in montagna”...

Così quando veniva da me oltre le terapie di routine faceva anche la terapia umana di incoraggiamento,io le raccontavo le mie più belle avventure e lei le sue... Passarono così tre settimane di isolamento fisico ma non spirituale,poi venne il giorno che mi portarono il busto. Era giunto il momento della verità; Riuscirò a camminare o dovranno mettermi le ruote? Questa era l’atroce domanda.
Nella mia stanza arrivò il primario e tutto lo staff medico,Loredana mi aiutò a mettere i piedi a terra tenendomi a braccetto. Le gambe oltre essere senza forze mi facevano un male indicibile,tremavo dalla paura di cadere,ma senza aspettare che mi dessero il via,prima un passo poi l’altro, poi altri ancora,passai sostenuto da Lori, davanti a quei signori in camice bianco che mi guardavano con occhio clinico. Mi fermai un’ attimo per asciugarmi le lacrime,piangevo di gioia,mentre dalla stanza si alzò un’ applauso. Vidi tutto il personale medico scambiarsi concitate strette di mani,l’esperimento era riuscito!
A braccetto di Lori,quasi come fossimo due innamorati,uscii dalla quella camera che per tanto tempo era stato il mio piccolo mondo,attraversammo tutto il corridoio,mi feci accompagnare nelle stanze vicine dove c’erano altri malconci come me, li rincuoravo dicendo loro:guardate mi hanno aggiustato bene ,qua siamo in buone mani...ma in fondo mi vergognai un po’ di stare meglio di loro,era un po’ come se mi dessi delle arie... Alla fine del mio giro di trionfale vidi la toilette, dissi a Lori,:”ora faccio da solo!” Ero ritornato autosufficiente,fu la prima tappa di una lunga risalita.

Pochi giorni dopo mi dimisero,avevano visto che giravo già da solo per tutto l’ospedale, facevo tutte le scale,da buon alpinista rifiutavo l’ascensore,inoltre negl’ultimi giorni di degenza feci delle brevi ”evasioni” fino al bar di fronte per prendermi un vero caffè. Salutai tutto il personale medico, mi fecero mille raccomandazioni e divieti:mai più in montagna,mai più lo zaino,mai più gli sci,mai..mai..mai...Presi la via delle scale per sottrarmi da quella cascata di “mai” e di divieti, volevo aver ragione io, e non loro! Sentivo che sarei ritornato come prima e seguii le miei sensazioni e non le loro imposizioni. Scendendo le scale incontrai Lori,la abbracciai, ero consapevole di aver conosciuto una ragazza eccezionale, poi lei ritornò alla sua missione di infermiera ed io mi avviai verso un recupero lungo e faticoso...e ci perdemmo di vista.

Fu qualche anno dopo, si programmava la mia gita di compleanno,volevo fare qualcosa di serio,ma le condizione meteo non permisero che si rispettasse la data esatta. Quindi si rimandò ai primi di gennaio. la scelta cadde sul Marguareis in sci alpinistica per il canale dei Torinesi. Fu allora che il mio amico Giulio mi disse:”Sai, ho conosciuto una ragazza che va forte in montagna, che ti conosce,si chiama Loredana! posso invitarla?” Al nome di Loredana si risvegliarono i ricordi e mi vennero a mente le sue parole:”Vedrai che un giorno faremo qualche bella salita assieme!”Feci un salto di gioia come era il mio solito quando ero con Giulio,nel senso che gli saltavo letteralmente in braccio e lui mi afferrava con le sue forti e possente mani poi mi faceva roteare come un fuscello. manifestavamo così la nostro entusiasmo.

Fu così che alle 5 del 5 gennaio del’95 con Giulio, don Cornelio,Vanni e Lori ci trovammo al villaggio dell’Ardua.
Il Marguareis l’avevo già fatto più volte e da tutte le parti in sci-alpinismo,ma questa volta era una cosa speciale,avevo con me tutti i miei più cari amici ma soprattutto avevo ritrovato Loredana che tanto conforto mi diede nei giorni del dolore. Non dovevo deluderla volevo dimostrarle che ero perfettamente guarito,e che ero in grado di fare tutto quello che facevo prima,grazie ai medici ma sopratutto grazie a lei che tanto mi incoraggiò,tenendomi viva la fiamma della speranza.
Partimmo che era ancora notte fonda ,Lori ed io per tutto il tratto di strada parlavamo,parlavamo, avevamo infinite cose da dirci,mentre Giulio e Cornelio ansimavano per starci dietro, Vanni sornione ascoltava...
Io non volevo perdere lo scettro del battitore,quando incontrammo la farina da battere tirai un bel solco fino ai piedi del canale,oltre ad facilitare la salita ai miei amici,volevo dimostrare a me stesso di essere ancora capace a fare qualcosa.

Alla spicciolata arrivarono tutti,ora non era più tempo di giocare ma di essere seri. La neve che fino a li sotto era una bella farina,nel canale oltre avere il passaggio finale scoperto, era pressata e dura.
Calzammo tutti i ramponi, poi con sci in spalla cominciammo a salire il canale. Viste le condizioni io fui il primo ad abbandonare gli sci a metà canale,Cornelio e Giulio li parcheggiarono sotto il salto roccioso,ma imperterriti Loredana e Vanni superarono il passaggio sci in spalla,allora non era ancora attrezzato.
Li ritrovai in cima ,io arrivai poco dopo con Giulio,mentre don Cornelio si attardava un po’. Ma era il mio compleanno non avevamo tempo da perdere,bisognava festeggiare. Giulio accese un fornellino e mise su il brulè ,Lori tirò fuori dallo zaino una bottiglia di Dom Perignon,Vanni dal canto suo mise a disposizione in vino della sua vigna,buono genuino e sincero,ma pur sempre...un vinello da pasto, che tutti rifiutarono...Nel frattempo arrivava don Cornelio,Lui che rispettoso delle idee altrui,anche quelle di un mangiapreti come Giulio, non faceva mai pregare in vetta,ma pregava intimamente in silenzio per conto suo. Però quella volta,sarà stata la quota,sarà stata la fatica o la vista del mare,fatto sta che vedemmo il nostro amico prete arrivare quasi in ginocchio e recitate con fervore le laude ad alta voce! Non l’avevamo mai sentito pregare né tanto meno assistere ad una sua messa! Giulio lo guardò con occhi sbarrati,e gli urlò,riportandolo alla realtà:”Ma...Cornelio!... sas papì co fè? Guarda questo panorama,osserva il sorriso di Lori,questa è la vera preghiera!” Lui conoscendo di che pasta eravamo fatti, quasi, quasi se ne vergognò,sembrò che la sua fede di prete fosse una nota stonata in mezzo a noi uomini senza fede.
Cominciò lo scambio dei doni: Cornelio mi diede un paio di guanti di lana fatti da Margherita,la sua mamma. Giulio una talloniera Marker da avere per scorta,in caso, come già successe se ne rompesse una. Vanni ribadì l’offerta del suo vino,che non osai più rifiutare a patto di tenerlo per la discesa ,infine Lori tirò fuori un bel pacco di bignole e altre prelibatezze.
Quel pomeriggio la cima del Marguareis fu teatro dei nostri peccati di gola,mentre il sole calando tingeva di giallo il mare della costa azzurra.

Nemmeno con l’intercessione di don Cornelio fummo capaci di fermare il tempo e con il sole che si abbassava su Nizza noi ci abbassavamo nei Torinesi. La discesa fu alquanto variegata;Sotto il salto roccioso Lori fu la donna che si dimostrò più “uomo” della compagnia,senza indugiare si mise gli sci e con quattro salti su quella neve dura e ventata fu in fondo al canale, Vanni preso di contropiede si buttò dietro di lei,ma dopo il terzo saltino si intruppò, ma con gesto atletico lascio appena sfiorare il deretano sulla neve, si rialzò come una molla andando raggiungere la nostra compagna.

Poi toccò a Giulio,ma appena fece per mettersi gli sci, uno scarpone(dei vecchi san Marco di prima generazione) si rifiutò di entrare nell’attacco,sbadigliava come un’ ippopotamo,la suola sul davanti si era aperta... Che fare? Fortunatamente il nostro amico era un maestro di autosufficienza;con un po’ di colla per le pelli e un fil di ferro,lo chiuse come in una morsa,quindi si infilò gli sci e con una sciata inconfondibile come la sua(aveva imparato da me che non ero capace di sciare) con strettissime e moltissime curve, perché chi ne faceva di più avrebbe vinto,calò il canale.

Lassù rimanevamo ancora don Cornelio ed io,che già sazi alla vista delle loro discese,ormai fare più curve del nostro amico sarebbe stato impossibile,ci mettemmo l’animo in pace e gli sci sullo zaino, prima lui poi io lo scendemmo a piedi “d’arculun”.

Cominciava ad imbrunire,raggiungemmo la strada del “pian dle Gure” che era ormai notte. La strada non era troppo innevata e la visuale era praticamente nulla. Ma io e don Cornelio essendo coloro che ci vedevano di meno,giocammo d’astuzia; Lasciammo andare prima i nostri amici che fregando le loro lamine contro le molte pietre facevano “sblue” dandoci la direzione... La nostra giornata finì in gloria al bar della certosa, Lori ci convertì tutti al “bombardino” una bevanda che ti stendeva,e che non conoscevamo...
Questo è l’ultima immagine che ho di Lori ,qualche tempo dopo un dio crudele vedendola così piena di vita e di bontà ce la strappò e la volle con se. Qualcuno dice che ora è in paradiso,ma se esiste non è come c’è lo hanno raccontato...Come ho già spiegato a don Cornelio,(i preti hanno molto da imparare da noi che non abbiamo studiato) , ci sarà un giudizio finale dove saranno separati i buoni dai cattivi,i primi saliranno alla gloria dei cieli e questi ultimi a bruciare eternamente nelle fiamme infernali. Questa spiegazione va bene per i bambini!Tutte storie! Il paradiso o l’inferno,secondo me, sono uno stato d’animo,possiamo già premiarci o punirci durante la nostra vita,nel modo in cui la affrontiamo,poi se oltre c’è qualcosa tanto meglio,ma prima cerchiamo di vivere bene quaggiù! e...sopratutto senza aspettarsi alcun premio! Poi se l’anima non muore, io immagino il premio o la punizione così: Per esempio;Se muore un tipo geloso,il suo spirito rimarrà geloso per l’eternità e si contorcerà, si roderà il fegato come Otello. Ma se ci lascia una persona allegra, gentile, generosa di una bontà infinita come lo è stata la nostra Loredana il suo spirito resterà in quello stato di beatitudine per sempre!

Alla mia spiegazione,don Cornelio,si tolse gli occhiali se li pulì, si stropicciò gli occhi,si grattò la testa e... dopo qualche “mumble! mumble!” mi disse:devo andare un pò più in montagna con te...queste cose in seminario a l’an pà mustramie!”....


Nostra cara Lori:vogliamo immaginare che la tua presenza sia immersa nell’universo infinito senza spazio e senza tempo,che sii una presenza luminosa assieme ad infinite altre presenze,fluttuando liberamente lassù,Stella tra le stelle.


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jermakki
Inviato: 17/2/2010 20:39  Aggiornato: 17/2/2010 20:39
Matricola
Iscritto: 15/9/2008
Da: mondovì
Inviati: 19
 Re: Una gita con Lori...
Molto delicato questo racconto! Bravo Jacolus! Ciao

Autore Commento
pgas
Inviato: 15/2/2010 9:50  Aggiornato: 15/2/2010 9:50
Guru
Iscritto: 5/12/2007
Da: Cuneo
Inviati: 159
 Re: Una gita con Lori...
Già Loredana...
l'ho conosciuta appena, un paio di gite insieme (con tanti suoi consigli...) ed un paio di incontri sotto casa mia dal panettiere (abitava poco lontano..)
sempre gentile e cortese...
e poi se n'è andata...

Autore Commento
Gasgas
Inviato: 14/2/2010 19:26  Aggiornato: 14/2/2010 19:26
Allievo
Iscritto: 14/12/2009
Da: rivoli
Inviati: 37
 Re: Una gita con Lori...
Che cosa dire?

Che mi sono commossa e mi sono venute le lacrime per come hai saputo raccontare e ricordare...

e far ricordare tutte le care persone che con noi hanno condiviso un pezzo della nostra strada ed ora non ci sono più!

Ma continuano ad essere presenti nei nostri pensieri soprattutto quando siamo lassù tra i monti!

Autore Commento
gbona
Inviato: 14/2/2010 14:34  Aggiornato: 14/2/2010 14:34
Guru
Iscritto: 22/11/2006
Da: Sant'Olcese (GE)
Inviati: 237
 Re: Una gita con Lori...
Avevo voglia di porre un commento a questo racconto che stimola riflessioni profonde..

Ma ora ogni parola mi sembra banale.

E' bello leggersi e scriversi in questo luogo. Si abbandonano le maschere che teniamo troppo faticosamente tutto il giorno.
Scopro emozioni che risuonano in me in un momento particolare, ma senza alcun motivo apparente.

Ancor più bello è poi conoscersi di persona per un bicchiere di vino ed un abbraccio!
Mi raccomando, Jacolus, al prossimo FiocaRaduno vedi di non mancare!

Autore Commento
massimo66
Inviato: 13/2/2010 18:21  Aggiornato: 13/2/2010 18:21
Iscritto: 2/2/2008
Da: fossano cuneo
Inviati: 21111
 Re: Una gita con Lori...
Devo dire che ho letto il racconto tutto di un fiato ed e' stato bellissimo,grande Jacolus .....sei davvero bravo ad esprimere i sentimenti e le emozioni....

Autore Commento
Freealp
Inviato: 14/2/2010 22:23  Aggiornato: 14/2/2010 22:23
Matricola
Iscritto: 22/12/2008
Da: Ciriè
Inviati: 3
 Re: Una gita con Lori...
...condivido il pensiero di chi mi ha preceduto nel commentare questo scritto di Jacolus, seguo da tempo gli scritti tuoi, spesso divertenti e spesso profondi e ricchi di saggezza "genuina".
Questo di questa persona che forse è stata più un angelo in terra di tanti santi in paradiso è veramente toccante.
Ho solo 40 anni e vedere che anche da "vecchietti" si può godere della semplicità della vita e si può essere più "vivi" di molti giovanotti (anagraficamente parlando) mi fa ben sperare nella pensione che forse un dì arriverà anche per me.
Continua a farci condividere le tue emozioni.

Autore Commento
fulv54
Inviato: 15/2/2010 9:59  Aggiornato: 15/2/2010 9:59
Guru
Iscritto: 11/6/2007
Da: Germagnano
Inviati: 859
 Re: Una gita con Lori...
GRANDE !

Autore Commento
roberto55
Inviato: 15/2/2010 10:06  Aggiornato: 15/2/2010 10:06
Guru
Iscritto: 28/12/2007
Da:
Inviati: 3570
 Re: Una gita con Lori...
Per questo racconto un solo commento;SUPERLATIVO
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