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Escursionismo : Testa di Cairiliera...11-ott.2009
Autore: Jacolus (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 13/10/09 07:06
Notizia riferita al: 13/10/09
Letture: 1399

Come d’abitudine,tutti gl’anni il giorno della festa del paese ,io allergico alle resse,fuggo dalla confusione per andarmi a rifugiare su qualche vetta dimenticata dal mondo. Questa volta la scelta è caduta sulla Cairiliera per il vallone della Maladecia. Non ci sono mai stato su quella vetta ma avevo già “puntato” i suoi ripidi pendii erbosi. Sono assieme ai miei amici Gianfri e Vale,quest’ultimo ha incominciato una cura dimagrante, naturalmente c’è anche Jolie che è la mascotte della gita.
Dal Baraccone dopo il primo tratto di sterrato fino ad una baita ed un “gias”lasciamo il sentiero per il passo Cairiliera e non vedendo una debole traccia verso sinistra,io che sono un’ istintivo, prendo su direttamente per i ripidi pendii erbosi, che poi diventeranno ripidissimi, trascinando su i miei compagni,che in cuor loro mi mandano tante di quelle... Invece Jolie con le sue quattro ruote motrici fa la spola tra il primo e l’ultimo. Finalmente si guadagnano i pendii superiori sotto la punta Ciarnier, che sono relativamente meno ripidi,ma a mandarmi un’altra dissenteria adesso sono due cacciatori che involontariamente gli abbiamo rotto le uova nel paniere facendo scappare una lepre e due fagiani, così non hanno potuto fare “pin! pun! pan! na leu e duij fasan!” Ho già scelto di venire quassù per non disturbare nessuno,sapendo che è periodo di caccia…Mi dispiace per loro, che sono scesi con il carniere vuoto,ma me ne rallegro perché queste belle bestiole domani vedranno ancora il sorgere del sole.
Arrivati al passo, seguiamo la lunga dorsale con una facile arrampicata finale,Jolie ci fa strada,lei passa nei posti più facili e in breve, arriviamo su questa vetta solitaria,per questo a me appare ancora più bella. Il mio amico Vale tutto orgoglioso mi sfoggia da sua zavorra ventrale per farmi vedere come è già “consumato”dall’ultima volta. Dopo le foto di rito,stappiamo due bottiglie e brindiamo allegramente su questa montagna,rendendola un’isola felice in questo luogo circondato da monti e valloni battezzati con nomi cupi e tenebrosi. Volgendo lo sguardo a ovest si è dominati dalla Maladecia ,cui il nome è già tutto un programma,si scende nel vallone dell’Orgias(che significa cimitero),risalendolo,verso sud, c’è la cima D’Aver (che vuol dire inferno) seguito dal colle dei Morti. Quindi si arriva sul Malinvern,anche quì c’è poco da ridere,per passare poi a est per i laghi e colle di Valscura dove inizia in vallone di Riofreddo. Ma no basta ancora,risalendo si arriva al Pic Pan Perdù per terminare in bellezza questa “allegra” parata con la Rocca la Paur! Sono luoghi più adatti alla famiglia Adams,che ad una combriccola festaiola come la nostra! Noi che per un bicchiere in più esorcizziamo tutte le paure che in fondo sono fatte “di niente”.Tuttavia a scendere, pragmaticamente qualche timore l’abbiamo sapendo di dover passare in quel tratto erboso e ripidissimo sopra il “gias”ma fortunatamente troviamo un’ ometto poi un altro e un altro ancora…che con un giro largo, una traccia di sentiero ci porta fino alla baita evitando il tratto ripido. E’ fatta! Ma perchè altri non abbiano a sbagliare come ho fatto io,facciamo un’ bel “ciciu” che indica la partenza. Arrivo al paese in festa,il mio amico mi scarica letteralmente in mezzo alla strada a un km. da casa. Non ci si può avvicinare, tanto c’è gente,con Jolie al guinzaglio,perché è spaesata,scarponi in mano e zaino in spalla guadagno quasi come se dovessi fare un’impresa alpinistica l’uscio di casa tra lo sguardo attonito dell’uomo della strada. Mi chiudo in casa, a vedere fuori quel marasma umano che ondeggia annoiato tra le bancarelle mi viene quasi il panico. E’ da questo mondo che stamane ho voluto fuggire…ma arriva Carla,colei che è da quarant’anni che mi sopporta, con un sorriso a trentadue denti mi dice:”Caro!..mi porteresti a fare un giro alla festa?” Glab! come faccio a dirgli di no, ha aspettato con diabolica pazienza che arrivassi dai miei sollazzi sulle vette per poter trascinarmi in quella bolgia infernale. Cedo alle lusinghe,anche se ritengo che sia una follia,usciamo e ci lasciamo inghiottire dalla folla.


data:11-ottobre-2009
località di partenza:loc.Baraccone per la strada di sant’Anna di Vinadio
quota di partenza:1533 mt.
quota di vetta:2638 mt.
difficoltà: EEA

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