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Alpinismo : Le storiche vie dei Denti di Cumiana - Via Brik
Autore: e.scagliotti (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 22/09/09 16:10
Notizia riferita al: 22/09/09
Letture: 2762

Per domenica è in programma la 'mia' gita sociale del CAI Almese alla Punta Gastaldi in Val Po ...ma si potrebbe quasi andare con gli assi tanta è la neve!
Oltretutto il meteo è molto incerto...
Quindi purtroppo gita annullata!
E allora cosa fare? Bhooo...
Alcuni soci di cordata sono diretti nel Savonese per fare i 'froci falesisti' (...come si usa dire in gergo...), ma io causa impegni vari preferisco restare in zona e sperare in una finestra di bel tempo.
Domenica mattina il meteo è migliore di ogni aspettativa e così con il fido Lurens si vagliano le svariate possibilità.
A me passa in mente la via Brik sui Tre Denti di Cumiana, una delle vie storiche dei denti....prendiamo al volo una relazione e via verso Cantalupa.
Dopo mezzoretta di cammino con immenso culo troviamo al primo colpo l'attacco della via segnato da una vecchia targhetta (...sinceramente già mi immaginavo immani ravanamenti nel bosco...).
Il primo tiro è dato di 3c ma a guardarlo a me non sembra proprio, mha... e di protezioni nemmeno l'ombra ...ma questo era in programma.
La via è di vecchio stile con solo qualche vecchio (anzi vecchissimo) chiodo nei punti critici, solo le soste sono state spittate.
Lurens inizia ad esaltarsi...questa volta deve veramente usare nut e friend....io invece inizio a preoccuparmi...senza spit su cosa 'mungo'!
Vabbè si vedrà...
Dopo i primi metri è tutto chiaro, questa non è una via di arrampicata ma una via di alpinismo classico dove più che tecnica occorre una buona capacità nell'attrezzare, ottimo fiuto sulla linea da seguire e sangue freddo nei lunghi tratti poco proteggibili. Anche i gradi della relazione sembrano stretti, in compenso la roccia un gneiss granitoide è molto buono solo a tratti un pò sporco.
In via si trova qualche vecchio chiodo (solo un paio nuovi) dall'aspetto veramente poco rassicurante, con uno strato notevole di ruggine e taluni assai artigianali ...stile spilloni ricurvi, asole fatte con fil di ferro, cordini (marci) da scarpe, chiodi spezzati, etc...forse non molto utili per la sicurezza ma con una carica storica notevole...periodo in cui si usava dare un nome a tutti i passi chiave, come la placca 'dei bugnun', il tetto Palozzi, il 'passo del gatto' o ancora la placca del serpente.
La via, soprattutto all'inizio, è assai discontinua con alcuni tratti nel bosco ma man mano che si sale diventa sempre più verticale, intensa e con passi di V/V+ per nulla banali.
Mentre Lurens, ormai grande 'premier de cordée', sale disinvolto ...io annaspo un pò (tanto per cambiare )...ma tutto sommato salgo e 'mungo' poco (magari ci fosse qualcosa su cui mungere!!!)
Apro anche qualche variante (più facile)...in disputa con Lurens su quale potesse essere la via originale...in realtà è tutta una scusa per cercare di semplificarmi la vita!
Poi, aimè, su uno dei tiri chiave il mezzo-panico (anzi facciamo 3/4 )...dopo un faticoso tetto, davanti a me uno dei miei incubi peggiori...un traverso esposto senza protezioni intermedie, non difficilissimo ma 'di testa'...che non ho!
Morale solo dopo mooolti minuti e soprattutto la minaccia di Lurens di tagliare la corda e abbandonarmi lì (...che amici nhè ...) riesco a passare.
Da lì in poi ancora tante lunghezze (e una doppia) tutte da scoprire e talvolta da inventare, dove riacquisto fiducia e ritorno a divertirmi anche io.
Dopo 10 tiri arriviamo alla fine della via da dove si potrebbe proseguire per la chiesetta di vetta, ma considerato che è già tardi e il meteo è già stato fin troppo benevolo ci buttiamo giù nel ripido bosco fino a raggiungere il sentiero classico e in breve la macchina.
Nonostante i commenti poco entusiasmanti che si trovano in rete per noi è stata una bella via, molto varia, di profumo antico...



Data: 20 Settembre 2009
Quota max: 1000 m circa
Partenza da: Cantalupa - Fraz. San Martino
Quota partenza: 600 m circa
Dislivello: 500 m
Zona: Pinerolese
Difficoltà: V+, 250 m, 10 lunghezze

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