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Come eravamo : Come eravamo: Come eravamo alla partenza di un lungo viaggio...
Autore: bunny (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 24/10/08 18:42
Notizia riferita al: 24/10/08
Letture: 992
Come eravamo

Su gentile richiesta dell'Alchimista ho spolverato un vecchio album di foto e di ricordi... Non amo molto scrivere, anche perchè sinceramente non mi trovo a mio agio e ho difficoltà a mettere assieme le parole per costruire le frasi. Questa volta vedrò di fare un eccezione e sperare nella benevolenza di chi leggerà. Il racconto che vi vado a narrare risale all'agosto del 1972, allora avevo quindici anni e la montagna era già parte di me e della mia vita. Si avevo già fatto delle gite, ho cominciato all'età di dodici anni a girovagare per i monti, spesso in compagnia di mio zio e dei suoi amici. Però questa volta era una cosa seria: due giorni in Valle Gesso per il giro dell'Argentera, questo è quanto mi fu proposto da mio zio la settimana prima in occasione di un'altra gitarola. Avevo sentito parlare molto di questo giro: la Cengia del Porco, dove se cadi sei morto, il Passo dei Detriti quota 3000, un canale di sfasciumi dove solo i migliori rimangono in piedi, l'altipiano del Baus che in caso di nebbia diventa una trappola senza uscita. Il giorno dopo ne parlai con il mio carissimo amico Sergio Savio, si proprio lui che dalla fine degli anni ' 70 in avanti diventerà uno dei più forti alpinisti ed arrampicatori a livello nazionale e non solo.
Conobbi Sergio alcuni anni prima, entrambi abitavamo nelle vicinanze delle 'Basse' allora zona ghetto di Cuneo e ci accomunava la passione della pesca di cui era diventato, tanto per cambiare, un maestro.
Pur non avendo mai messo piede in montagna non esitò a dirmi ' ci sono' e fu lì che avvenne il suo Battesimo con la montagna.
La sera prima della partenza ebbi difficoltà a prendere sonno,mille pensieri mi girovagavano per la testa e sentivo addosso la preoccupazione di mia madre che a distanza di tanti anni, ed avendo una famiglia mia continua a preoccuparsi tuttora. A dire il vero queste emozioni le ho sempre avute e continuo ad averle, le avevo la sera prima di una salita sulla Nord del Corno Stella, le avevo la sera che bivaccammo con Paolo sotto la Diretta Americana ai Dru, le avevo il giorno che decisi di diventare il gestore di un rifugio.
Ma torniamo a noi: alle otto precise,come un orologio svizzero, passò a prenderci mio zio con il suo 1100 blu, Sergio era tutto in ghingheri cappellino da marinaretto ereditato da una colonia di Albenga, pantaloni di velluto marrone con toppe blu e scarpe... sorvoliamo. La prima tappa fu S.Anna di Valdieri, dove trovammo gli altri compagni di gita e ritirammo le chiavi del rifugio Morelli dal mitico Tino Piacenza, allora custode di tutti i rifugi del C.A.I di Cuneo, poi finalmente le Terme di Valdieri, si parte per la prima tappa: il rifugio.
Breve sosta al Lagarot dove, le tante lapidi non sono davvero incoraggianti, e lo sguardo su in alto verso il pauroso canalone di Lourousa e la vertiginosa parete Nord del Corno Stella ci fà sentire davvero piccoli e quante domande ai soci più esperti. Ancora un'oretta di buon cammino ed eccoci al rifugio: la prima volta, la prima notte in un rifugio quante emozioni, un posto nuovo tutto per noi e da scoprire e quanti piatti sporchi da lavare... un'ottima cena, stiamo in zilenzio ad ascoltare i discorsi dei vecchi le loro avventure, forse un giorno diventeremo come loro, dico a Sergio mentre guardiamo le stelle e sognamo ad occhi aperti, è l'ora della branda... buonanotte.
Vestito, sotto un paio di coperte rese oramai rigide dall'usura e dallo scarso lavaggio penso : oggi è andata bene ma il 'duro' viene domani.
Chiudiamo il rifugio che il primo sole stà colorando la parete Nord del Monte Stella, sono in forma ho dormito bene ed in poco tempo raggiungiamo il Colle del Chiapous, ho il cuore in gola: zio è quella la Cengia del Porco? Affermativo, guardo Sergio che naturalmente non batte ciglio, anzi come suo solito stà scalpitando dalla voglia di 'vedere'. In poco tempo siamo ai piedi della cengia: una labile traccia sale il suo centro, a sinistra un salto verticale ed a destra una ripida parete ma alla fine sbuchiamo sull'Altipiano del Baus senza problemi.
Attraversiamo l'altipiano e raggiungiamo il ' canile', veniva così chiamato allora il vecchio bivacco del Baus dove si entrava strisciando e ha dato ricovero a parecchie persone in difficoltà. Non ci resta che salire al Passo dei Detriti ed il gioco è fatto... E fatto? E il canale opposto pieno di sfasciumi dove solo i migliori stanno in piedi?
Siamo sul passo 3000 metri, guardo Sergio che con lo sguardo perso stà scrutando la cengia che porta sulla Cima Sud dell'Argentera è paurosa non fà per noi, nel frattempo ci raggiungono i ' vecchi' senza lasciarli respirare li tempestiamo di domande varie.
Il morale è alle stelle, giù di corsa sugli sfasciumi del canalone e in poco tempo raggiungiamo il rifugio Remondino dove aspettiamo i soci per circa mezz'ora.
Il resto è la discesa alle Terme con l'aria di chi ha conquistato il mondo, di due ragazzi che si stavano avvicinando alla montagna in modo serio e che da quel giorno hanno migliorato la loro comune passione.

Fine della prima puntata.
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massimo66
Inviato: 25/10/2008 16:49  Aggiornato: 25/10/2008 16:49
Guru
Iscritto: 2/2/2008
Da: fossano cuneo
Inviati: 8737
 Re: Come eravamo: Come eravamo alla partenza di un lungo ...
Grande Bunny,molto bello il tuo racconto ,ricco di emozioni;alla prima neve spero che ci rivediamo al tuo rifugio,ciao....

Autore Commento
bunny
Inviato: 25/10/2008 18:39  Aggiornato: 25/10/2008 18:39
Guru
Iscritto: 1/11/2007
Da: Cuneo
Inviati: 882
 Re: Come eravamo: Come eravamo alla partenza di un lungo ...
Ciao Massimo, grazie mille.
Allora ti aspetto su al rifugio, magari non con la prima neve, ma a Febbraio o Marzo che la valle è già al sole.

Autore Commento
L'alchimista
Inviato: 24/10/2008 21:10  Aggiornato: 24/10/2008 21:10
Guru
Iscritto: 5/10/2006
Da: NO TAV
Inviati: 323
 Re: Come eravamo: Come eravamo alla partenza di un lungo ...
Bunny,
siamo noi che ringraziamo te per averci aperto la scatola dei ricordi,che per ognuno di noi è preziosa,a volte custodita gelosamente.Ho parlato oggi con Enrico,per cercare di dare un seguito di utilità ai nostri ricordi,se tutti saremo d'accordo.
Non posso che rinnovare l'invito a tutti voi di regalarci un pezzo della vostra storia legata alla montagna.Non importa se è la grande impresa alpinistica o il ricordo di vita vissuta tra i monti,chi va in montagna sa che nulla di ciò che deriva da fatica,amicizia e rischio è banale,nulla di ciò che è stato di noi non merita di essere raccontato...
...e magari diventare strumento di solidarietà.
Forza,datevi da fare.
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