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Escursionismo : Anello della Sacra di San Michele sui sentieri dei Principi e dei Pellegrini, da Bertassi di Avigliana
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 18/02/24 15:59
Notizia riferita al: 08/02/24
Letture: 386

Anche questa settimana la Compagnia dell’Anello si prefigge una escursione al di fuori dei soliti percorsi montani spingendosi nei dintorni di Torino per raggiungere la Sacra di San Michele dai Laghi di Avigliana, più precisamente dalla Borgata Bertassi, percorrendo il Sentiero dei Principi.
Si narra che il 25 ottobre 1836 per volere di Carlo Alberto le salme di 24 nobili Savoia vennero portate in corteo funebre dal duomo di Torino alla Sacra di San Michele per dar loro una monumentale sepoltura. Il corteo salì per le montagne nella notte, percorrendo proprio questo sentiero, da cui il nome di Strada dei Principi, in piemontese: “Strà dij Prinsi”.
Noi, arrivati con l'auto ai Bertassi, dopo aver vagato nelle campagne del saluzzese e del pinerolese e superato i laghi di Avigliana, parcheggiamo nella piazzetta della frazione vicino alla chiesa (349 m) da dove, zaino in spalla, proseguiamo dritto per via Mortera accolti dal cartello “Benvenuti a Bertassi” con la fotografia della Banda musicale di Bertassi nel 1924. La strada, indicata come “senza uscita”, termina su un tratto in terra battuta da cui parte il sentiero TO 501 “sentiero dei principi”.
Subito si presenta un bivio dove prendiamo a destra, tacche bianco rosse, su bel sentiero nei prati che più avanti inizia a salire affiancato su entrambi i lati da grosse pietre ricoperte di muschio, che poi si trasformano in muretti a secco nel fitto bosco.
In questo tratto si incrociano diversi sentieri, risalendo i quali si arriva ad una mulattiera più marcata con il cartello che indica, a sinistra, la direzione per Mortera.
Nel bosco incontriamo vari massi erratici su cui è segnato il percorso da seguire su sentiero che si fa sempre più ripido e scavato dalle piogge rallentando l’incedere ed aumentando la fatica. Raggiungiamo così la strada asfaltata poco prima della borgata Mortera di Avigliana (650 m) e proseguiamo fino al bivio successivo dove, piegando a destra (palina indicatrice), arriviamo all’inizio della frazione, ai piedi di un cartello del “Percorso della Memoria” che ricorda e descrive la Strage della Mortera dell’Aprile 1944 quando un gruppo di partigiani locali fu sorpreso, mentre dormivano nel cortile di una osteria, dai soldati tedeschi avvisati da una spia, e quattro partigiani vennero uccisi con la proprietaria dell’osteria che era uscita dal locale per mettere in salvo la nipotina.
Da questo punto è necessario piegare a destra e attraversare la frazione, cartello “Stra dij Prinsi, dove la strada diventa un’ampia mulattiera dal buon fondo che sale ripida fino a raggiungere il bivio verso Cascina Pogolotti e successivamente un primo balcone panoramico nei pressi di una fontana, panorama di cui oggi possiamo solo limitatamente godere causa la foschia imperante nella bassa valle. Proseguiamo sempre sull’ampia mulattiera mentre nel bosco iniziano ad apparire le prime conifere, verdi in mezzo al secco del bosco, tra cui i pini con più nidi di processionaria.
Raggiungiamo il Colletto del Farò (893 m) tra le pendici del Becco del Lupo e del Farò, culmine del Sentiero dei Principi dove si accendevano i fuochi (falò) nelle notti delle leggende della Val Susa.
Abbandoniamo la mulattiera per spostarci di poco sulla destra e raggiungere la Punta dell’Ancoccia (893 m), un balcone magnifico sulla Sacra di San Michele abbarbicata e svettante sulla cima del monte Pirchiriano (962 m). Approfittiamo delle panchine per consumare un rapido spuntino e godere dello spettacolo della Sacra con le montagne innevate sullo sfondo, tra cui svetta il culmine del Rocciamelone (3537m), anche se in gran parte coperte dalle nubi e dalla foschia.
A questo punto non ci rimane che percorrere l’ultimo tratto del Sentiero dei Principi fino al Piazzale Croce Nera da cui proseguiamo su strada asfaltata, superiamo il Sepolcro dei Monaci, resti di un edificio romanico ottagonale, ed arriviamo all’ingresso della Sacra di San Michele.
La Sacra rappresenta uno dei più antichi luoghi di culto di San Michele Arcangelo e si trova sulla retta immaginaria tracciata dalla spada di San Michele mentre scacciava il diavolo dal Paradiso, retta che congiunge più centri di devozione a San Michele a partire dalle isole Skellig in Irlanda fino in Israele, attraverso St. Michael’s Mount in Cornovaglia, Mont Saint Michel in Normandia, la Sacra di San Michele, Monte Sant’Angelo sul Gargano, Monastero di San Michele sull’isola di Symi a nord di Rodi, per finire in Israele sul Monte Carmelo ad Haifa.
L’abbazia, fondata tra il 983 e il 987, fu edificata sopra e attorno a tre piccole cappelle preesistenti già dedicate a San Michele Arcangelo. Dapprima fu un insediamento monastico benedettino, ma a partire dal XIV secolo subì una progressiva decadenza che culminò nel 1622 con la soppressione dell’ordine benedettino e successivamente ridotto in rovina, fino al 1836 quando Re Carlo Alberto di Savoia chiamò Antonio Rosmini che con i Padri Rosminiani, tuttora custodi e gestori del Santuario, furono in grado di conservare e valorizzare l’edificio.
Il monumento diventò proprietà dello Stato Italiano nel 1866 e dal 1994 rappresenta il Monumento simbolo della Regione Piemonte.
Superato l’ingresso, saliamo gli innumerevoli scalini del basamento e le prime rampe all’interno che portano allo Scalone dei Morti e al Portale dello Zodiaco da cui, passando sotto gli archi rampanti, arriviamo al bellissimo portale d'ingresso alla chiesa ed entriamo nell’interno a tre navate in parte romanico, l’abside, e in parte gotico, le campate occidentali.
Sotto il pavimento si trovano le cappelle primitive, non accessibili al pubblico, mentre alla base di una colonna-pilastro della navata centrale sporge per 15 cm la punta della cima del monte Pirchiriano.
Lungo il perimetro della chiesa nel 1937 furono collocati 16 grandi sarcofagi in serpentino verde, del peso di 50 quintali cadauno, nei quali, il 12 giugno 1937, con una solenne cerimonia, furono collocate le spoglie principesche di esponenti di Casa Savoia traslate nel 1836 attraverso il Sentiero dei Principi.
Dalla Chiesa usciamo sulla terrazza che si affaccia sulle rovine del monastero nuovo e sulla Torre della Bell’Alda. Da qui la vista spazia su tutta la Val Susa e le montagne che la circondano ed è impressionante l’imponenza di tutti gli edifici che compongono la Sacra se rapportati al periodo di progettazione e costruzione dell’opera. Ritornati in Chiesa scendiamo attraverso una moderna scala in legno e metallo fino alla base della Torre della Bell’Alda e alla campana di San Michele per poi uscire al punto di ingresso, (anche in questo caso un anello; la Compagnia non si smentisce neanche di fronte alla spada dell’Arcangelo Michele).
E’ finalmente l’ora di nutrirci e, trovato un posto comodo al sole, consumiamo quel poco di leccornie degli zaini senza farci mancare un tripudio di dolci e genepy .
Intanto bisogna ripartire per scendere la Via Crucis che porta direttamente su San Pietro prima e di qui a Sant’Ambrogio e pertanto, ritornati al Piazzale Croce Nera imbocchiamo l’antica mulattiera sulla sinistra, subito dopo la biglietteria del parcheggio, ed iniziamo la discesa nel bosco di roverelle, frassini, robinie e castagni che porta a S. Pietro.
Superiamo la chiesa e imbocchiamo la via crucis passando ai piedi della scultura di un grande tondo in pietra del Giubileo 2000, alle nostre spalle la Sacra svetta nel cielo.
Intanto, superata la croce della XIV Stazione, il sentiero, composto da un fitto selciato magnificamente assemblato, cambia pendenza diventando molto ripido permettendoci di avvicinarci rapidamente a Sant’Ambrogio che scorgiamo in basso. All’altezza dell’ottava croce un cartello segnala una profonda frattura nella roccia detta “la tana du luu” (la tana del lupo). La mulattiera continua a scendere ripida fino al castello abbaziale di Sant’Ambrogio dove, con la prima stazione, inizia il percorso della Via Crucis.
Procediamo su strada asfaltata fino all’abside della Parrocchiale di San Giovanni Vincenzo (XIII sec) con la Torre dell'Orologio, sulla quale nel 1330 fu collocato il primo orologio pubblico del Piemonte.
Breve tappa per ricompattare il gruppo per poi procedere lungo la strada che costeggia le falde del Monte Pirchiriano fino a chiudere l’anello odierno nuovamente alla chiesa di Bertassi.
Escursione effettuata il 8 Febbraio 2024
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Franco, Frank, José, Luisa, Mary e Maria Teresa con la gradita presenza di Fiorentino.
Località di partenza: Borgata Bertassi di Avigliana (349 m)
Punto più elevato raggiunto: Monte Pirchiriano (962 m)
Dislivello cumulato in ascesa: 716 m
Sviluppo complessivo del percorso: 13 km
Tempo in movimento: 4h 20'
Difficoltà:E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 19/2/2024 2:04  Aggiornato: 19/2/2024 2:04
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 670
 Re: Anello della Sacra di San Michele sui sentieri dei Pr...
Descrizione del percorso: José
Fotovideocronaca: Adriano, José, Maria Teresa e Mary
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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