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Escursionismo : Anello del Monte Frontè, dal Colle San Bernardo di Mendatica
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 04/11/23 14:28
Notizia riferita al: 27/10/23
Letture: 401

Il Monte Frontè (il cui nome derivante dallo storico 'Frontero', sta chiaramente a significare che ci troviamo in una zona di confine: Liguria, Piemonte Francia), con i suoi 2151m, è la montagna più alta posta interamente in territorio ligure. In realtà la vetta più alta della Liguria, ma condivisa con Francia e Piemonte è il vicino Monte Saccarello (2200m). Sulla cima del Frontè, centro del Parco delle Alpi Liguri, convergono la val Tanaro, la valle Argentina e la valle Arroscia e qui è collocata una bella statua della Madonna in grandezza naturale, eretta nel 1955.
Per raggiungere da Cuneo il punto più favorevole per questa ascesa, cioè il Colle San Bernardo di Mendatica, bisogna calcolare quasi due ore di auto passando per Mondovì, Ceva, Garessio, Ormea, Ponte di Nava e Colle di Nava; ma prima di raggiungere quest'ultimo s'imbocca, un po' nascosto, sulla destra, il bivio con curva a gomito per San Bernardo di Mendatica. Proseguendo su questa stradina (SP1 di Imperia) che sale serpeggiante per 10 km nel bosco della dorsale tra la Valle Arroscia e la Val Tanaro si giunge, dopo infiniti colli e poggi, ai 1263m del Colle San Bernardo di Mendatica.
Da qui, zaino in spalla, imbocchiamo la strada per il Colle del Garezzo (SP2, strada dell’Amicizia) abbandonandola dopo pochi metri per seguire a destra la rotabile riportante il segnavia dell'Alta Via dei Monti Liguri che risale con qualche tornante superando le ultime villette del paese.
Ora su sterrata ci inoltriamo in una bella faggeta giungendo in breve ad un bivio, dove manteniamo la sinistra, e di seguito, su sentiero costantemente all’interno del bosco, procediamo in moderata, ma costante salita e, dopo un breve traverso in falsopiano, torniamo a salire aggirando una frana su un tratto, per fortuna breve, in ripida e scivolosa salita.
Ora fuoriusciamo momentaneamente dal bosco raggiungendo una radura nei pressi del bivio per la vicina Margheria Garlenda (1598m) punto da cui si può godere un bel panorama verso le vette della Val Tanaro dal Marguareis al Pizzo d’Ormea.
Il percorso si sposta ora sul versante Nord-Ovest della Cima Caruetta, completamente in ombra, e la temperatura si avvicina allo zero obbligandoci a coprirci e ad indossare i guanti. Ci consola la vista di uno splendido sole che lambisce la cresta verso la quale ci stiamo dirigendo. Rimontando un valloncello al centro di un’ampia radura fra radi larici e poi svoltando a sinistra con un traverso in un lariceto che fuoriesce dal bosco, sbuchiamo sul crinale della Goletta di Garlenda (1855m) in prossimità della poco marcata Cima Caruetta (1837m).
Una sosta è d'obbligo per goderci il tepore del sole e ammirare il panorama sulla sottostante Valle Arroscia con gli occhieggianti abitati di Mendatica e Cosio d'Arroscia nonché sulla isolata e ampia Margheria Frontè.
Ma per raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo piegare verso destra risalendo il ripido e boscoso crinale, che via via diviene più spoglio nel versante meridionale, svelandoci in sequenza le cime da raggiungere e offrendo, nella parte alta, degli scorci davvero meravigliosi, complice la limpida giornata, verso la costa.
Procedendo in moderata pendenza raggiungiamo agevolmente la poco rilevante Cima Omo dell’Alpetta (2052m) oltre la quale attacchiamo il ripido pendio che conduce alla vetta della Cima Garlenda (2141m). Il panorama mozzafiato a tutto giro si concentra in primis sulla costa ligure fino a raggiungere la Corsica con la sua cima più elevata, il Monte Cinto (2706m) che da qui si può individuare agevolmente traguardandolo attraverso l'evidente Monte Faudo (1149m), cioè quella cima carica di ripetitori che si trova tra La Cipressa e Taggia.
Ma da questo prezioso osservatorio, come sarà anche dal successivo Monte Frontè, non possiamo non soffermarci sulla corona di cime che ci circonda tra le Alpi Liguri, Marittime e Francesi, andando anche oltre fino alle Cozie.
Dobbiamo ora discendere il crinale verso il Passo Frontè (2090m), dove sovrappassiamo i ruderi di alcuni edifici militari costruiti a fine ottocento per ospitare, insieme a quelli presso il Passo Garlenda, truppe e materiale a supporto della batteria d’artiglieria di protezione sul confine francese del Monte Saccarello. La delocalizzazione di depositi e alloggi delle truppe rispetto al corpo principale del sistema difensivo era studiata per essere posta lungo le vie di approvvigionamento, distante dal fuoco del nemico.
Poco più avanti abbandoniamo il sentiero dell'Alta Via che conduce al Passo Garlenda, e proseguiamo invece dritti sul crinale fino alla vetta del Monte Frontè (2151m). Anche qui, dopo le foto di rito, ci soffermiamo sul panorama della dirimpettaia Valle Tanarello con gli insediamenti di Monesi di Triora e di Piaggia, che unitamente ad altri centri formavano il mitico territorio di Briga, smembrato dopo il trattato di pace del 1947 e diviso in tre comuni: Briga Alta e Triora (italiani) e La Brigue (francese). Più sopra la folta abetaia del Bosco delle Navette e la Via del Sale che l'attraversa e raggiunge il Passo del Tanarello per proseguire sul crinale tra Liguria e Francia
Ma quello che più colpisce la nostra attenzione sono gli aspetti che accomunano le due montagne VIP (sarebbe più giusto dire VIM) della Liguria, il Saccarello e il Frontè. Sulla prima si staglia la statua del Cristo Redentore, in ghisa dorata, alta 5,60 metri su un piedistallo di 8,40 metri, eretta dalla Diocesi di Ventimiglia in occasione del Giubileo del 1900. Sull'altra, a distanza di poco più di tre chilometri in linea d'aria, si erge in grandezza naturale la statua della N.S di Lourdes, qui conosciuta come Madonna del Frontè, voluta nel 1955 dall'Azione Cattolica della Diocesi di Albenga. Questo monumento fu oggetto di un fatto singolare capitato il 19 Giugno del 2010. Durante un violento temporale, un fulmine tranciò di netto il capo della Vergine che venne ritrovato solo alcuni giorni dopo e a parecchie centinaia di metri di distanza, perfettamente intatto. Ciò permise, per volontà ed opera degli abitanti di Mendatica, il preciso restauro della statua come oggi possiamo ammirarla.
Riprendiamo quindi il cammino di ritorno scendendo a ritroso fino al Passo Frontè dove imbocchiamo il sentiero sulla destra (palina segnaletica abbattuta) discendente a tornanti sulle ripide pendici della Cima Garlenda verso la Margheria Frontè. Trovata una valletta riparata dal vento ci concediamo una sosta per il pranzo, con annessa squisita torta di mele, preparata dalla nostra “pâtissier” di fiducia Maria, ma servita con eccelsa imperizia da Adriano.
Il sentiero prosegue, perdendosi a volte tra le numerose tracce dei bovini che qui hanno alpeggiato, per superare il Rio Sellerzè e confluire infine nella rotabile del Colle di Garezzo poco a monte della malga di Case Penna.
Da qui comodamente, ammirando il “foliage”, che a questa altitudine inizia ad arricchire la tavolozza dei colori autunnali, raggiungiamo San Bernardo di Mendatica chiudendo il nostro odierno appagante anello.
Escursione effettuata il 27 ottobre 2023
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Franco e Frank
Località di partenza: Colle San Bernardo di Mendatica 1263m
Punto più elevato raggiunto: Monte Frontè 2151m
Dislivello cumulato in ascesa: 980m
Sviluppo complessivo del percorso: 13,3 km
Tempo in movimento: 4h 45'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 4/11/2023 17:23  Aggiornato: 4/11/2023 17:23
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 668
 Re: Anello del Monte Frontè, dal Colle San Bernardo di Me...
Descrizione del percorso: Adriano
Fotovideocronaca: Adriano e Angelo
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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