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Escursionismo : Col de Saint-Véran e Ricovero Carlo Emanuele III, da Chianale
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 20/08/23 10:32
Notizia riferita al: 03/08/23
Letture: 575

Il primo giovedì di agosto partiamo decisi verso l'Alta Valle Varaita per effettuare un ambizioso anello che prevede la salita della temuta (per noi) Rocca Bianca: Angelo, Antonio e José ricordano di esserci andati molti anni fa, i ricordi sono parecchio labili, le informazioni sommariamente assunte parlano di alcuni passaggi di arrampicata non facile, rocce lisce con pochi appigli affidabili. Però, come si dice, l'età fa saggezza: quindi la regola instaurata nel nostro gruppo prevede che qualora sussistano difficoltà ritenute superiori alle nostre attuali capacità, si volta la faccia a valle e si ritorna ai lidi più sicuri, senza alcun rammarico. L'alpinista (o escursionista) più saggio è quello che sa rinunciare al momento giusto.
Ci rechiamo quindi in automobile fino allo slargo al termine dell'asfalto della strada che dopo l'abitato di Chianale verso sinistra s'inoltra nel Vallon di Saint-Veran: la quota è di 1890 metri circa s.l.m.. Purtroppo il cielo sembra promettere pioggia a causa di grosse nuvole nere che però viaggiano ad alta velocità; il meteo locale prevede infatti una giornata con forti raffiche di vento, soprattutto in quota.
Siamo i soliti, niente quote rosa oggi, ma accogliamo con piacere l'innesto del giovane Leo, espressamente giunto dalla Romania per assaporare la bellezza dei paesaggi alpini, lui che ha già effettuato alcune escursioni nei Carpazi.
La salita ha inizio lungo la prosecuzione della strada sterrata che conduce alle Grange Pian Vasserot per terminare in corrispondenza delle Grange Piesotto Bianca; dopo un paio di curve e alcune centinaia di metri, il nostro percorso abbandona la sterrata per imboccare sulla destra il sentiero (U20) che risale più o meno al centro del ripido Vallon di Saint Veran, tagliando diagonalmente le ancor più ripide pendici occidentali della Costa Lausa nella parte inferiore e della Costa Biavette nella conca superiore.
Ad un certo punto, un bivio verso destra ci invita (palina) a seguire una traccia ben marcata che conduce in breve al Ricovero Carlo Emanuele III (2152m) dalla tipica struttura a parallelepipedo propria dei casermoni di fine ‘800. La costruzione, che risale al 1896-7, conserva intatta la muratura esterna, mentre nelle parti interne è in stato fatiscente. Il ricovero venne utilizzato ancora nel corso del secondo conflitto mondiale per ospitare i soldati operativi presso i centri in caverna circostanti.
Finita la visita, per non tornare in leggera discesa sui nostri passi, proviamo a seguire una traccia che sale lungo la massima pendenza della predetta Costa Lausa, per poi perdersi in vari caotici tratturi scavati nella cotica erbosa dal massiccio spostamento del bestiame al pascolo (vacche soprattutto) e fortemente corrosi dal dilavamento delle acque piovane.
Visto il progressivo accentuarsi della pendenza (solo Franco decide di proseguire in linea retta per non perdere quota, anche se poi ci dirà di aver fatto un tête-à-tête poco piacevole con un bell'esemplare di vipera) decidiamo di scendere verso il fondovalle per poi riprendere a salire lungo il sentiero comunque parecchio rovinato a causa di quanto già sopra esposto (pascolo eccessivo e dilavamento).
Più in alto, dove si apre un'ampia conca e la salita si attenua, anche se non di molto, incominciamo ad assaggiare le prime ruvide carezze di Eolo: per il momento sono a livello di improvvise brevi folate che, mano a mano che ci avviciniamo al Col de Saint-Veran, si compattano trasformandosi in un fortissimo vento freddo e teso proveniente dalla Francia: riusciamo a malapena a raggiungere la palina indicante il Col de Saint-Veran m 2848, proviamo a resistere per qualche minuto, sperando che un'improbabile diminuzione dell'intensità del fenomeno possa poi permetterci di proseguire verso la Rocca Bianca.
Altroché, volano berretti (francesi), cartacce e quant'altro, l'intensità del vento aumenta in perfetta sintonia con il freddo, per cui, a malincuore, scattata una precaria foto di gruppo, decidiamo per una veloce ritirata strategica verso un luogo più riparato, che troviamo in una piccola grotta votiva (madonnina) dove ci rifocilliamo consolandoci a vicenda, convinti comunque di aver preso la giusta decisione, e con il deciso ed unanime proposito di ritornare prima possibile per completare il progettato tragitto ad anello.
Escursione effettuata il 3 agosto 2023
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Franco, Frank, José e Leo
Località di partenza: Chianale 1890m
Punto più elevato raggiunto: Col de Saint-Véran 2848m
Dislivello cumulato in ascesa: 1023m
Sviluppo complessivo del percorso: 10,6 km
Tempo in movimento: 4h
Difficoltà: EE (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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