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Escursionismo : Anello della Tête de l’Autaret, da Sant'Anna di Bellino
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 26/07/23 17:39
Notizia riferita al: 20/07/23
Letture: 590

Un bel giro quello di oggi della Compagnia dell'Anello a ranghi quasi completi, che si spinge sulla testata del Vallone di Bellino in ambiente multiforme: dalle ampie praterie pascolive, ai picchi prossimi ai tremila metri, dalle numerose opere di difesa militare del Vallo Alpino alla gola delle Barricate scavata dal corso impetuoso del torrente Varaita. Ciò senza dimenticare la ricca flora, che accompagna e allieta il nostro cammino.
Risaliamo in auto la Valle Varaita fino all'abitato di Casteldelfino, oltre il quale la strada si biforca: a destra si prosegue per Pontechianale ed il Colle dell'Agnello, mentre noi svoltiamo a sinistra nella Valle Varaita di Bellino, fino alla Frazione Sant'Anna di Bellino, quota m 1848.
Da qui, zaino in spalla, imbocchiamo la stradella sterrata (segnavia U27) che s'innalza verso le Grange Prato Rui, con bella vista sulla suggestiva Rocca Senghi che dà sempre l’impressione di volersi staccare dalle ripide pendici del sovrastante Buch des Sparviers.
Ignoriamo la diramazione di destra del sentiero che sale nel lungo vallone di Rui e attraversiamo su un recente rinnovato ponticello il torrente Varaita di Bellino che poco più sopra riceve le acque del Varaita di Rui.
La sterrata sale ora con un ampio semicerchio al Pian Ceiol, zona ricca di pascoli, che è consigliabile attraversare muniti dello specifico repellente per evitare le noiose attenzioni degli agguerriti tafani.
Da rilevare che in questa zona si possono individuare, ben mimetizzate nell'ambiente circostante, alcune opere fortificate del Vallo Alpino, costruite all’approssimarsi della seconda guerra mondiale, facenti parte del Caposaldo Varaita di Bellino.
Giungiamo così all’inizio del canyon delle Barricate, riattraversando di nuovo su una passerella il torrente Varaita che scende spumeggiando sul fondo della gola e iniziamo la salita tra gli arbusti di ontano sull’ottimo sentiero, recentemente sistemato, che s’inerpica a strapiombo sulla parte orografica destra della forra. Il sentiero è ampio e con ripari nei punti più esposti; è quindi fattibile anche da chi abbia problemi di vertigini.
Al termine della gola superiamo il guado del torrente Balma, che origina dalle pendici settentrionali del monte Faraut, e in successivi tornanti, mantenendo sempre il sentiero principale, risaliamo gli ampi pendii pascolivi della località Pianes punteggiata da isolate grange.
Costeggiando ora il torrente Varaita e terminati gli stretti tornanti perveniamo all’estesa e panoramica conca pascoliva delle Grange dell’Autaret (2540m) con le sue belle e caratteristiche costruzioni a servizio della pastorizia.
Trascuriamo il sentiero U28 che sale a sinistra al Colle di Bellino sullo spartiacque con la Valle Maira e proseguiamo a destra verso il Colle dell’Autaret. Oltrepassate le grange c’incamminiamo sul sentiero lungo il torrente e poco meno di un chilometro più avanti raggiungiamo la sorgente del Varaita di Bellino dove possiamo rifornirci di acqua fresca.
Qui troviamo anche il bivio con precaria segnalazione su un masso per il Monte Maniglia a sinistra e per il Colle dell’Autaret a destra. Imbocchiamo il sentiero di destra, che ora punta decisamente verso Nord, serpeggiando tra magra erba e sfasciumi e dopo un chilometro circa individuiamo - avvalendoci del GPS perché non ci sono (salvo un ometto come tanti) altre indicazioni in merito - il punto in cui deviare sulla destra per raggiungere il misterioso lago dell’Autaret. Ci andremo al ritorno per la pausa pranzo.
Continuiamo la salita sugli estesi arrotondati declivi pascolivi delle Funses superando il Gias Lean e, costeggiando la Serra di Gavea, puntiamo il Colle dell’Autaret (2875m), ancora difeso da una consistente lingua di neve. Qui è posto il termine di confine tra Italia e Francia collocato circa due secoli orsono con la revisione dei confini fatta in seguito alla Restaurazione (1815) dopo la sconfitta di Napoleone. Sul cippo sono impressi gli stemmi delle rispettive casate al tempo regnanti: da un lato il giglio di Francia, dall'altro la croce Sabauda.
Nelle nostre ambiziose mire c’era l’intenzione di effettuare un anello raggiungendo la Tête de L'Autaret percorrendo la dorsale Ovest e scendendo poi dalla dorsale Sud.
C’incamminiamo quindi sull’erta traccia che raggiunge le due aguzze anticime Ovest (2943m), ma qui troviamo la sorpresa del completo franamento della traccia nel passaggio tra gli sfasciumi del versante francese. Né tantomeno è fattibile l’alternativa di affrontare un salto roccioso verticale di 3-4 metri. Non si riesce quindi a passare se non correndo seri rischi.
A questo punto una parte del gruppo decide quindi di accontentarsi di questa meta e ridiscendere mentre due irriducibili, Antonio e Franco, non vogliono arrendersi, e quindi provano a raggiungere la cima per altra via scendendo sul versante francese per trovare un punto accessibile verso la dorsale.
Ci dividiamo dandoci appuntamento al lago dell’Autaret per il pranzo e iniziamo a scendere incrociando poco sotto il colle, vaganti tra i dossi erbosi, due “pecorelle smarrite”, cioè le nostre quote rosa di oggi, Mari e Maria Teresa, che erano salite con passo più tranquillo e con le quali avevamo l’appuntamento all’ormai famoso lago dell’Autaret.
Però, stante la predetta carenza d’indicazioni, il lago non l’hanno trovato e quindi tutti insieme, compreso Osvaldo, che si trovava nella stessa situazione, scendiamo finalmente al lago nascosto!
In effetti, se lo si riesce a trovare, il Lago dell’Autaret è una piccola apprezzabile perla da cui si gode nella più assoluta tranquillità un ampio panorama sulla cerchia delle montagne includenti la testata del vallone di Bellino.
E qui diamo il via al rifocillamento odierno mentre, nel frattempo, i due irriducibili, Antonio e Franco giungono dal completamento del loro giro che, ci raccontano, in un primo tempo pensavano si potesse fare seguendo una traccia abbastanza evidente che taglia in diagonale il versante Nord francese nel Vallon de Chabriere, e che avrebbe dovuto condurre all'omonimo Passo di Ciabrera, che si trova al termine della cresta orientale della Tete de l'Autaret, ma anche questo passaggio è precluso da un movimento franoso che ha rivoluzionato lo stato della pendice. Per cui decidono di scendere di buoni 150 metri fino quasi alla base della pietraia, per poi risalire faticosamente un ripidissimo canalone che finalmente li riporta sulla cresta, al di là del difficile passaggio obbligato. Pochi metri e sono in vetta alla Tête de l'Autaret m 3015, ove è installata una croce in metallo con targhetta indicante denominazione e quota. Molto soddisfatti per l'impresa, battono il cinque, due foto due, e poi giù a rotta di collo lungo il (tanto per cambiare!) ripidissimo versante Sud, per raggiungere gli amici al laghetto dell'Autaret che nell'attesa si sono già ampiamente rifocillati, ma gentilmente hanno conservato una generosa porzione della ormai solita favolosa torta sbrisolona made Maria Teresa.
La loro tenacia ha comunque permesso anche questa volta (pur non essendo tassativo) di mantener fede a uno degli scopi della Compagnia, disegnando anche oggi, seppur ridotto, il nostro anello e concludendo in allegria e amicizia questo splendido itinerario, lungo ma certamente non privo di fascino.
NB: la parte di percorso sopra descritta, effettuata per raggiungere la vetta della Tête de l’Autaret è tutta fuori sentiero, su pietraia e sfasciumi molto ripidi, sconsigliabile quindi a escursionisti non esperti.
Brevi note toponomastiche
Varaita (Valle, Torrente): antico idronimo (radice latina ‘varus’) corrispondente a corso d’acqua comprensivo della fascia di terreno incolto (vervactum) che lo fiancheggia.
Bellino (Comune, Colle, Vallone): conta numerose borgate con capoluogo Pleyne. Nome locale provenzale Blins. Il toponimo, dalla radice prelatina ‘bal,bel’, altura, potrebbe corrispondere a luogo elevato, appartato e chiuso tra i monti.
Autaret (Tête de l’,Colle dell’, Grange dell’): il toponimo potrebbe derivare dal latino ‘altus’ e dal provenzale ‘aut, auto, auteto’, luogo alto (pascolo), culminante (cima).

Escursione effettuata il 20 luglio 2023
Compagnia dell’Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Franco, Frank, José, Mari, Maria Teresa e Osvaldo
Località di partenza: Sant’Anna di Bellino 1848m
Punto più elevato raggiunto: Tête de L'Autaret 3015m
Dislivello cumulato in ascesa: 1510m
Sviluppo complessivo del percorso: 20.7 km
Tempo in movimento: 7 ore
Difficoltà: EE (E il percorso limitato al Colle dell’Autaret) vedi scala difficoltà
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 26/7/2023 18:01  Aggiornato: 26/7/2023 18:01
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 674
 Re: Anello della Tête de l’Autaret, da Sant'Anna di ...
Descrizione del percorso: Adriano e Antonio
Fotovideocronaca: Adriano, José, Maria Teresa, Franco e Antonio
Tracciato GPS: Franco
Elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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