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Escursionismo : Un anello in val Germanasca. Dalla borgata Bessè alla cima Meisoun passando dalla borgata Fontane
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 29/11/22 17:58
Notizia riferita al: 25/11/22
Letture: 487

Un anello in val Germanasca. Dalla borgata Bessè alla cima Meisoun passando per la borgata Fontane.

Località di partenza: Borgata Bessè mt. 1020
Dislivello complessivo: mt. 570
Tempo complessivo: 4 ore c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Borgate senza più residenti, sentieri che più nessuno percorre, miniere di talco da tempo chiuse, altra ancora in attività, cime sconosciute ai più, arditi sentieri: ecco cosa s’incontra sviluppando questo insolito itinerario.
Partendo dalla borgata Bessè, all’inizio del vallone di Massello, uno dei quattro del comprensorio del Germanasca, salendo e poi scendendo per superare asperità, si giunge a Pomeifrè dove è attiva una miniera nella quale si estrae il Talco: è l’unica ancora in funzione nella valle rispetto alle numerose di un tempo. Stando per un tratto vicini al torrente, più avanti lo si lascia per salire a Fontane, frazione di Salza, percorrendo un ardito sentiero, andino per come è strutturato, certamente la cosa più interessante di tutto l’itinerario. Posta in una soleggiata posizione, da Fontane ancora si sale in direzione del Colletto delle Fontane, che non si raggiunge, prendendo per via lo stradello che porta alla cima Meisoun e poi all’insediamento posto poco sotto la boscosa cima che ha questo nome. Di qui si torna a Bessè restando lungamente sul sentiero di valle.
Fatto per chi ama camminare, questo percorso alterna lunghi tratti piacevolmente pianeggianti ad altri dove si sale o si scende attraversando luoghi e località fuori dal solito giro, comunque assai panoramiche sulla valle di Prali e su quelle limitrofe.

Giunti a Perosa Argentina si lascia la valle del Chisone prendendo a sinistra per la val Germanasca seguendo l’indicazione per Prali e altre località. La strada, attraversato Pomaretto, da subito s’addentra nella stretta gola e superando per via alcuni insediamenti di fondovalle, bivi per le borgate montane, poi quello per la Conca Cialancia, raggiunge Perrero. Poco fuori questo abitato, al ponte Rabbioso, abbandonata la carrozzabile per Prali si prende a destra per le valli di Massello e Salza. Fatti un paio di tornanti, superato un tunnel, subito dopo è segnalato l’accesso a Bessè. Lasciata la strada principale, seguendo questa indicazione rapidamente si raggiunge questa borgata parcheggiando l’auto nello spazio apposito all’inizio dell’abitato.
Saliti alle case, alla fontana si prende verso monte e costeggiando da una parte le ampie praterie, dall’altra il bosco, il sentiero subito raggiunge un bivio dove una prima indicazione suggerisce come raggiungere l’insediamento della Meisoun, traccia che si utilizzerà poi per tornare, mentre, di poco più avanti un’altra porta l’indicazione per Pomeifrè, e questa si prende.
Il sentiero per quest’ultima località certamente è poco conosciuto e percorso anche perché non riportato dalla carta Fraternali. Subito se ne capisce la ragione. Sale ripido con svolte ravvicinate un boscoso pendio raggiungendo alla sommità il crinale di valle dove sorge una seconda indicazione. Nel percorso discendente, sempre evidente o intuibile, si affronta un assolato, arido versante e rasentando per via un modesto rudere la traccia supera tratti malmessi, pietraie, invadenti rovi, muretti di terrazzamenti franati e altri piccoli ostacoli che rendono il percorso un tantino disagevole. Più avanti, come si entra nel bosco, la traccia migliora e sempre scendendo si finisce sulla carrozzabile per Prali (SP 169) esattamente al km. 11 raggiungendo con un tratto di strada le poche case dell’abitato di Pomeifrè. Senza superare il torrente qui giunti ci si addentra all’interno del parcheggio antistante gli edifici della miniera di talco, l’unica a tutt’oggi ancora in attività, raggiungendo al fondo il punto in cui riprende il sentiero. Per un tratto si sta su questo, che coincide con l’antica mulattiera per Prali prima che venisse costruita la strada. Costeggiando quasi in piano il corso del torrente, piacevolmente si raggiungono più avanti dei ruderi, una segheria dove veniva tagliato il marmo proveniente da una superiore cava e punto d’arrivo di una teleferica adibita al trasporto del talco. Di qui in avanti, sino a Fontane, il sentiero affronta la parte più interessante e affascinante del percorso. Tre lunghe diagonali ascendenti portano la traccia prima al bivio per la cava di marmo dismessa, poi, con svolte sempre più ravvicinate si supera una parete rocciosa percorrendo strette cenge con l’ausilio di corrimano d’acciaio, mai pericolose facendo un minimo d’attenzione. Superato questo tratto, dove cresce spontanea l’odorosa lavanda, e poi un ponticello in legno, riprende il sentiero che alla stessa maniera raggiunge più sopra una scalinata in pietra che precede di poco gli edifici abbandonati e poi l’ingresso sbarrato della galleria Gianfranco chiusa da tempo. Superato un secondo ponticello, ignorato sulla sinistra il sentiero contrassegnato da ”Le strade dei Valdesi” che porta a valle, proseguendo si perviene prima ad una trattoria, poi, continuando, all’abitato di Fontane posto veramente in una soleggiata posizione.
2 ore c.ca da Bessè.
Da questa borgata una strada salendo al Colletto delle Fontane porta a Salza, nella valle opposta, sede comunale. La si percorre per un tratto lasciando, in corrispondenza del terzo tornante, una traccia che conduce allo sbocco della galleria Malaura. Di qui partiva una teleferica che portava a valle il talco. Proseguendo ancora per poco si raggiunge più sopra il bivio con l’indicazione per raggiungere la Meisoun. Lasciata la traccia che sale al Colletto delle Fontane, questa si prende per tornare a Bessè: corrisponde al “Sentiero di valle” SV200. Questo stradello, sempre in discrete condizioni perché porta ad un insediamento ancora in uso, piacevolmente e lungamente pianeggiante ma con alcuni tratti discendenti, traversa lungamente il pendio alla base del crinale che separa la valle di Prali da quella di Salza raggiungendo più avanti lo slargo ai margini dei ruderi di Rivoira. Qui giunti, abbandonata la traccia in breve ci si porta sul crinale che percorso consente di pervenire all’ometto in vetta alla cima Meisoun la cui visuale sulle valli e sulle cime è preclusa dall’invadenza della vegetazione.
1 ora c.ca da Fontane.
Ritornati per la stessa via a Rivoira si prosegue sullo stradello che fatte un paio di svolte, sempre scendendo raggiunge l’insediamento di Meisoun. Appaiono le prime segnature biancorosse da ricercare assolutamente se si vuole tornare a Bessè. Parte sulla destra uno stradello che si percorre per poco cercando di individuare, sulla sinistra, di poco più avanti, il punto in cui si stacca il sentiero di valle. Una volta individuato ci s’immette e lo si percorrerà sino a Bessè. Appena evidente, di tanto in tanto segnato, traversa lungamente pianeggiando sul versante di valle raggiungendo la dorsale appena sotto un grosso traliccio. Poi si comincia a scendere stando lungamente su questa sino a che, portandosi la traccia sul versante nord, si entra nella faggeta che ricopre un ripido pendio. Le ripetute svolte che seguono portano la traccia sempre più verso il basso così raggiungendo le due ravvicinate indicazioni nel punto in cui l’anello si chiude. Non resta che proseguire sino alle case di Bessè, borgata già in vista, che subito si raggiunge.
1 ora c.ca dalla cima Meisoun.

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