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Escursionismo : Un anello in val Pellice. Da Bobbio ai ruderi dell'alpe del Colletto
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 22/11/22 18:09
Notizia riferita al: 18/11/22
Letture: 286

Un anello in val Pellice. Da Bobbio ai ruderi dell’alpe del Colletto

Località di partenza: Piazza del municipio a Bobbio Pellice mt. 744
Dislivello: mt. 624
Tempo di salita: 2 ore e 30 minuti c.ca
Tempo di discesa: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale1:25.000 n° 7 Val Pellice Fraternali Editore

L’ultimo comune della val Pellice è Bobbio. I versanti all’Indiritto, soleggiati ed ameni, pullulano di borgate ancor oggi con molti residenti, quelli all’Inverso invece sono ricoperti da fitte foreste: latifoglie, soprattutto castagni nella parte bassa, faggi, abeti e larici man mano si sale. Parliamo dei pendii sottostanti l’esteso crinale che partendo da fondovalle separa la valle principale dall’attigua Comba dei Carbonieri. Alcuni colli tra le cime permettono di comunicare tra le due valli. Il più importante è il col Barant o Baracun dove uno stradello avente origini militari salendo dalla Conca del Pra, dove sorge il rifugio Jervis, permette di scendere al rifugio Barbara Lowrie.
Su questo crinale, già in quota, sino a non molto tempo fa esisteva un alpeggio che si raggiungeva percorrendo un ripido sentiero: l’alpe del Colletto oggi ridotta a rudere. E’la meta di questo itinerario che partendo da fondovalle, da Bobbio Pellice, la raggiunge stando sempre su uno stradello sostanzialmente realizzato per permettere l’esbosco. Si sale e si scende piacevolmente, senza fretta, e tutto il percorso è ciclabile.
A metà c.ca della salita si può abbreviare il percorso, che pertanto diventa quasi una passeggiata, percorrendo la Pista Alta rientrando poi a Bobbio per la Pista Bassa. Queste due tracce sono state utilizzate ritornando così da poter sviluppare un anello.

Giunti a Bobbio, ultimo comune della Val Pellice, si può lasciare l’auto nell’ampio parcheggio antistante la piazza del municipio.
Percorso in breve il viale alberato, superato il torrente, trascurata la strada parallela al corso d’acqua, subito dopo, all’incrocio che segue, si prende a sinistra la via Saret seguendo l’indicazione per la Pista Alta, mentre per quella che si snoda sulla destra, per la borgata Abses si tornerà percorrendo la Pista Bassa e la via dei pastori lungo il percorso della biodiversità.
Alle prime case che seguono la strada si fa stradello quando piegando a destra e poi subito dopo a sinistra la traccia s’addentra nel bosco cominciando a salire. Da qui, sino ai ruderi dell’alpe del Colletto si starà sempre su questa tralasciando tutte le deviazioni. Sicuramente realizzato ad alpeggio abbandonato, questo stradello, sempre in buone condizioni perché mantenuto, oggi ha come scopo esclusivamente l’esbosco. Un poco monotono perché sempre uguale, risale il boscoso versante con pendenza regolare e costante, senza strappi, trovando sempre come procedere. Lunghe diagonali ascendenti intervallate da ampie svolte consentono alla traccia di alzarsi progressivamente incontrando per via prima il bivio che porta alla “Caverna del Selvaggio”, poi un’abbandonata casa e, dopo una svolta, il modesto insediamento dell’Eiretta segnalato dalla carta Fraternali. Sempre salendo, trascurato il bivio per Saret, si giunge al punto in cui una prima segnalazione dice come scendere subito alla Pista Bassa, da non prendere in considerazione perché questo sentiero è diventato quasi impercorribile, mentre, al bivio che segue, una seconda segnalazione indica che da qui parte la Pista Alta che sarà quella che poi si prenderà per tornare volendo sviluppando un anello. Qui giunti, fatto il tornante si prosegue ancora lungamente sullo stradello che fatte due svolte ravvicinate prosegue regolarmente sul boscoso pendio dove a poco a poco ai castagni si sostituiscono i faggi e poi i larici. Seguendo l’indicazione per le “Coppelle Protostoriche”, trascurata una traccia che s’inerpica ripida sulla sinistra e che poi si perde nel bosco, raggiunto il crinale ai ruderi di Forest, superati che si hanno subito dopo non si prende in considerazione quella che prosegue diritta, e che più avanti s’interrompe ad una piazzola, prendendo invece a sinistra quella che fatta la svolta con un’ultima dirittura termina allo slargo dove sorgono i ruderi dell’alpe del Colletto mt. 1368. Singolare questa costruzione dove i muri perimetrali, anche le colonne sono state realizzate a secco senza utilizzare la malta cementizia. A distanza di anni dall’abbandono reggono ancora bene. Questo alpeggio si trova sotto la punta Garin alla quale si può accedere con percorso aggiuntivo. Da questo alpeggio bella vista sul centrale col Manzol, sul monte Manzol destra, mentre sulla sinistra spiccano il monte Granero e la Meidassa, più defilato il Monviso.
2 ore e 30 minuti c.ca da Bobbio Pellice.
Per rientrare senza problemi si ritorna sui propri passi ripercorrendo piè pari l’itinerario di salita: è tutto ciclabile. Se si vuole sviluppare un anello giunti alla svolta in cui un’indicazione segnala il punto in cui parte la Pista Alta, abbandonato lo stradello discendente si prende questa traccia. Si percorreranno appresso lungamente prima la Pista Alta, poi la Pista Bassa unite tra loro da un disastrato sentiero. Questa due tracce sono una sovrapposta all’altra, una in un senso, la seconda in senso opposto. Toccando per via una piccola borgata e alcune case isolate riporteranno a Bobbio. La prima, la Pista Alta, s’inoltra lungamente e piacevolmente pianeggiando traversa un boscoso pendio per assai sviluppate pietraie. Nell’ultimo tratto si scende raggiungendo al fondo, prima della borgata Lauset, l’indicazione per scendere alla Pista Bassa. Il sentiero che unisce tra loro le due piste scende a valle ripido chiuso a tratti da soliti muretti e assai rovinato dal grufolare dei cinghiali. Le foglie autunnali rendono ancora più impegnativa la discesa perché nascondono la traccia sempre comunque visibile e ben segnalata da numerosi ometti. Giunti al fondo ci s’immette sulla Pista Bassa, che coincide con il “Sentiero dei pastori”, che prosegue verso monte, verso il ponte di Napoleone. La si prende verso il basso. Si percorrerà appresso lungamente una piacevolissima traccia, sostanzialmente in piano, con brevi tratti dove si sale o si scende, per superare asperità, così incontrando per via piccoli insediamenti isolati. Di tanto in tanto piccole bacheche illustrano la flora e la fauna della val Pellice. Giunti di molto più avanti ad un ampio slargo, dove sorge la bacheca degli uccelli, lasciata la traccia che prosegue diritta si prende a sinistra cominciando a scendere a tratti ripidi. Fatte un paio di svolte si giunge in basso in vista della borgata Abses che tutta si attraversa terminando la traccia al quadrivio con molte segnalazioni dove questo anello si chiude.
2 ore e 30 minuti c.ca sviluppando l’anello.

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