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Escursionismo : Anello del Monte Antoroto e del Mongrosso, dalla Colla di Casotto
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/11/22 01:41
Notizia riferita al: 19/10/22
Letture: 343

Piacevole escursione della Compagnia dell'Anello in Valle Tanaro approfittando di una delle strepitose giornate che questo autunno sta regalandoci. Il programma prevedeva, partendo dalla Colla di Casotto (Garessio 2000) l'anello del Monte Antoroto e del Monte Grosso (o Mongrosso), da non confondere con l'omonima montagna che si trova in Valle Ellero, a Est di Pian Marchisa. Ma come vedremo, le cose si sono poi evolute in due anelli: uno per l'Antoroto e l'altro per il Mongrosso...
Siamo in quattro e arriviamo alla Colla di Casotto (1379m) percorrendo in auto l'omonima valle imboccata a San Michele Mondovì. Qui, zaino in spalla, percorriamo l'asfalto della provinciale che scende a Garessio per 350 metri finché, sulla destra, una palina ci invita a svoltare in un passaggio pedonale accanto ad un cancello che dà l'accesso a quella che, un tempo, era la “Baita dei Castori”, ormai in disuso.
Ci troviamo subito dopo su una sterrata che inizia a salire in mezzo al bosco - dapprima sul versante orientale del Bric dei Giassetti, poi su quello meridionale del Praietto ed infine sul versante Est del Monte Berlino - raggiungendo un panoramico colletto a quota 1662 metri, ormai fuori dal bosco, che ci ha accompagnato sin qui con la sua splendida veste autunnale, e con la vista che spazia dietro di noi sul Bric Mindino mentre avanti ci dà un assaggio panoramico delle mete che abbiamo in programma: l'Antoroto e il Mongrosso.
Poco più avanti si para innanzi a noi lo spettacolo della conca di Pian Bersi, sovrastata dalla vasta alpe pascoliva di Seno, che accoglie al centro il giallo fabbricato del rifugio Savona, con tanto di tavoli all'esterno che ci invitano ad una breve sosta, mentre sulla skyline della prateria una lunga colonna di bianche bovine di razza piemontese sta sfilando in ordinata fila, alla ricerca di quel che resta del pascolo autunnale.
Ripartiamo dal rifugio Savona verso Colla Bassa (palina indicatrice). Risalendo per prati, aggiriamo un bosco di faggi da cui raggiungiamo una zona acquitrinosa dove stazionano tre cavalli ed un puledro. Superiamo la zona verdeggiante e troviamo un bivio dove deviamo a destra per risalire la china e deviare nuovamente a sinistra su una traccia rovinata dal passaggio delle mucche.
Superata la breve erta riprendiamo il sentiero più in basso e raggiungiamo la rocciosa crestina che si dirama dal Monte Grosso, nel punto ove si apre il passaggio, localmente noto come il Passo della Capretta (1744 m), da cui si deve perdere quota su un tratto di sentiero scosceso e molto ripido per aggirare la balconata rocciosa.
Ed è qui che non ci aspettavamo questo, seppur breve, tratto di difficoltà (di grado EE), per il quale dobbiamo cambiare il nostro programma in quanto un componente del gruppo, che soffre di vertigini, non se la sente di affrontarlo e pertanto insieme ad un compagno decide di fermarsi e ricongiungersi successivamente al resto del gruppo.
Col senno di poi, per evitare questo tratto che può risultare ostico per alcuni, c'è l'alternativa d'imboccare, poco sotto il rifugio Savona, un sentiero che raggiunge Colla Bassa con un percorso leggermente più lungo, ma senza dover affrontare alcuna difficoltà particolare.
Restiamo comunque in due a proseguire verso l'Antoroto. Raggiunta la base della balconata proseguiamo su buon sentiero risalendo la valle sempre costeggiando la parete rocciosa fino ad incrociare il sentiero alternativo di cui sopra e con esso raggiungiamo Colla Bassa (1846 m).
Di qui iniziamo l’erta salita verso la Cima Antoroto (palina indicatrice) su sentiero con terreno umido, tra bassi arbusti di ontano verde, rododendro e salice, che raggiunge la cresta al bivio per la Rocca degli Uccelli e Borgata Cascine.
Noi pieghiamo a sinistra verso la Cima Antoroto e raggiungiamo in breve la cresta prativa con un occhio rivolto in basso alla città di Ormea, 1400 metri sotto di noi.
Arrivati alla croce di vetta (2144 m) la vista spazia su tutto il tratto percorso dal rifugio Savona e sulle cime delle Alpi Liguri fino alla croce del Mindino, al Pizzo d’Ormea e più lontano alla candida cima del Mongioie. In basso le nebbie impediscono la vista del mare di Albenga come pure la pianura padana. Solo, svetta lontano il Monviso.
Mentre godiamo di tanta bellezza due aquile ci raggiungono a poche decine di metri dalle nostre teste prima di virare verso la Rocca degli Uccelli, uno spettacolo!
Breve tappa e veloce ritorno alla Colla Bassa per risalire, di fronte, la ripida china erbosa che in breve ci porta alla cima del Mongrosso (2007 m), segnata da un grande cippo di pietre con un altarino dedicato alla Madonna posto a ricordo di Aldo Candian.
Qui ci riuniamo con gli altri due componenti del gruppo che nel frattempo avevano risalito il vallone del Rio dei Fusi guadagnando il sentiero di cresta che ha permesso loro di precederci sulla cima del Mongrosso.
La corta discesa seguente ed una lieve risalita ci portano sull'anticima del Mongrosso, una punta rocciosa caratterizzata da decine di “ciaperet” e piccoli “menhir”.
Il sottostante colletto ben si presta ad accogliere una meritata sosta per rifocillarci e raccontarci le impressioni sui diversi percorsi seguiti fino al momento in cui ci siamo ritrovati.
Da questo punto è tutta dolce discesa sul bel sentiero di cresta fino al bivio, presso la stazione d'arrivo dell'ex-skilift, verso la dorsale della Cima Praietto, Monte Mussiglione e Bric di Mezzodì. Ora si scende su comoda sterrata fino al Monte Berlino, sede d'arrivo della cabinovia, e successivamente sugli slarghi erbosi delle piste di discesa ricavate tra la folta faggeta, fino all'arrivo alla Colla di Casotto dove chiudiamo il doppio anello di oggi.
Nota toponomastica
Antoroto (Monte): deriva il nome dall'Aconitum anthora. comunemente noto come aconito antora, una pianta erbacea perenne che qui cresce in abbondanza, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, con caratteristica infiorescenza gialla.
Casotto (Colla di): il toponimo deriva dal luogo dove sorse la certosa in cui un gruppo di eremiti si insediarono tra l'800 e il 989 costruendo casupole, ove meditare e pregare "casae octo", da cui è derivato il nome Casotto.

Escursione effettuata il 19 Ottobre 2022
Compagnia dell'Anello formata da Adriano, Frank, José e Maria Teresa
Località di partenza: Colla di Casotto: 1379m
Punto più elevato raggiunto: Monte Antoroto 2144m (2007m)*
Dislivello cumulato in ascesa: 1160m (776m)*
Sviluppo complessivo del percorso: 12,4 km (10 km)*
Tempo in movimento: 4h 30' (3h 30')*
Difficoltà: E (EE il tratto del Passo della Capretta)
* tra parentesi il dato dell'anello del Mongrosso (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 1/11/2022 1:44  Aggiornato: 1/11/2022 1:44
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 584
 Re: Anello del Monte Antoroto e del Mongrosso, dalla Coll...
Descrizione del percorso: Adriano e José
Fotovideocronaca: Adriano, José e Maria Teresa
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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