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Escursionismo : Una passeggiata ad anello nel vallone di Massello
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 04/10/22 19:21
Notizia riferita al: 03/10/22
Letture: 236

Una passeggiata ad anello nel vallone di Massello

Località di partenza: Borgata Gros Passet mt.1300
Dislivello complessivo: mt. 500 c.ca
Tempo complessivo: 2 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: T/E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 5 Val Germanasca – Val Chisone Fraternali Editore

Quella di Massello, con Salza e Rodoretto, sono le valli laterali del bacino fluviale del Germanasca staccandosi queste sulla destra orografica rispetto alla valle che conduce a Prali.
Al ponte Rabbioso, poco oltre Perrero, si lascia la valle principale e percorrendo inizialmente una stretta gola si giunge all’ampio anfiteatro dove s’apre il vallone di Massello.
Un tempo assai popolate, le numerose borgate di questa valle oggi hanno pochi residenti. Coltivi e praterie sono state da tempo abbandonate basandosi l’economia locale oggi non più sull’agricoltura e sulla pastorizia.
Il vallone di Massello, poco frequentato dagli escursionisti, è di una straordinaria bellezza paesaggistica. Alcuni colli permettono di scendere nell’attigua valle del Chisone e cime significative coronano la valle. Il rio che scorre forma a monte di Balsiglia una spettacolare cascata e un ardito sentiero scavato dagli alpini taglia le pendici meridionali del monte Ruetas.
Questa valle, inoltre, è strettamente legata agli eventi storici che riguardano la fede valdese. A Balsiglia un museo ricorda il glorioso rimpatrio del 1689 quando ritornando dall’esilio in Svizzera i valdesi fronteggiarono l’esercito franco-sabaudo.
Un percorso museale tra le borgate della valle, denominato “La ruota e l’acqua”, inoltre, permette di conoscere e comprendere quanto un tempo questi luoghi fossero abitati e come la popolazione potesse trarre sostentamento da un’economia prettamente agricola.
In questo itinerario, partendo dalla borgata di Gros Passet, oggi con solo due residenti, ci si addentra sul versante soleggiato di valle raggiungendo un abbandonato alpeggio. Con ampio giro ad anello si torna poi al punto di partenza.

Giunti nella valle del Chisone, a Perosa Argentina si prende per Prali e le valli del Germanasca sorpassando nel procedere prima Pomaretto, poi le borgate di fondovalle. Si giunge così a Perrero dove, di poco fuori l’abitato, al ponte Rabbioso, prende vita la valle che conduce a quelle superiori di Massello e Salza. Percorsa la stretta gola, i tornanti ed il tunnel, si perviene al punto in cui la valle s’apre all’ampio anfiteatro terminale. Toccando per via numerose borgate e le diramazioni per quelle più montane, fatti un paio di tornanti, si giunge infine al bivio segnalato per quella di Gros Passet. Piegando a destra in breve si raggiunge l’ampio parcheggio che precede le case dove si può lasciare l’auto.
Salendo nell’abitato, toccata la scuoletta Beckwith da vedere tornando, alla superiore fontana parte il sentiero che porta all’alpeggio abbandonato di Pra Didier e poi a quello più elevato della Balmetta. Arrancando un ripido e roccioso sentiero si giunge all’alveo di un modesto rigagnolo dove sorge il mulino per cereali della borgata. Qui si prosegue ancora in ascesa e stando mediamente sulla dorsale che divide due rii si sorpassa prima il bivio per Souccioniero e poi quello per Martoretto. Sempre restando sul sentiero 237 si perviene all’alveo del rio Rabbioso che si attraversa su una passerella in legno. Risalendo all’opposto si prosegue verso monte, mentre per il sentiero pianeggiante che porta alle borgate Aiasse o Occie si tornerà. La traccia, ampia e segnata di blu, prende ora a salire a svolte un boscoso pendio così guadagnando progressivamente quota. Un ultimo lungo traverso ascendente scavalca il crinale raggiungendo i ruderi della assai panoramica borgata di Pra Didier mt. 1676 punto più elevato di questo percorso.
1 ora dalla borgata di Gros Passet.
A monte delle case un sentiero s’innalza in direzione dell’alpeggio della Balmetta, ma la traccia che lo raggiunge sarebbe da segnare e segnalare perché poco visibile perdendosi nel bosco. Da questo alpeggio si potrebbe proseguire e lungamente traversando raggiungere l’alpeggio della bergeria del Lauson e la spettacolare cascata del Pis rientrando al punto di partenza percorrendo il sentiero GTA/SV/216/GRV.
Lasciate le case di Pra Didier, tutte in rovina, traversando le estese, assai panoramiche praterie da tempo lasciate all’incuria e all’abbandono, si perviene al poggio dove si prende a scendere l’opposto versante meno soleggiato dove predominano i faggi. Ci si abbassa a svolte, a tratti ripidi, terminando sulla strada sterrata che da fondovalle sale alle borgate montane di Praiet e Troncea. Piacevolmente proseguendo, lasciata di sotto la borgata Occie e fatti un paio di tornanti, si giunge al punto in cui un’indicazione suggerisce come ritornare alla borgata di Gros Passet segnalata ad un’ora. Abbandonata la strada, ora asfaltata, fatte un paio svolte, un lungo traverso in ripida ascesa costeggiando da una parte il bosco, dall’altra muretti terrazzati di prati e coltivi da tempo in lasciati all’incuria, lungamente proseguendo si giunge all’alveo del rio Rabbioso dove questo anello si chiude. Non resta che rientrare ripercorrendo il sentiero d’ascesa che passando per il mulino riporta alla borgata di Gros Passet. Prima di lasciarla merita dare un’occhiata alla scuoletta Beckwith soffermandosi sui pannelli illustrativi e altro ancora di cui è dotata.
1 ora e 30 minuto da Pra Didier

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