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Escursionismo :  Anello dei Sapori della Balconata di Ormea, da Viozene, ovvero Cibovagando per la Tanaria
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 24/09/22 21:44
Notizia riferita al: 28/08/22
Letture: 283

Dopo due anni di sospensione a causa del Covid ritorna la bella e piacevole manifestazione - organizzata dal CAI di Ormea in collaborazione con Slow Food, le Associazion ULMETA e Torre dei Saraceni e le Pro Loco di Ormea e di Viozene – che quest'anno abbina una escursione tra le borgate della frazione di Viozene ad un pasto diviso in 5 portate dove si assaporano cibi e vini locali.
Non si tratta però solamente della solita mangiata in montagna, ma di una vera e propria escursione nelle Alpi Liguri, al cospetto del Mongioie, con un percorso di circa 10 km e un dislivello di 550 m.
L'escursione inizia da Viozene (1248m), tenendo conto che con tale denominazione oggi si intende la borgata principale intorno alla Chiesa di San Bartolomeo che per i Viozenesi sono i Patagni, ma Viozene ha altre borgate: Piumini, Toria, Cuchera, Giugato, Talea, Mussi, Pianche, Montenegro più altre abitate in passato, ma ormai difficilmente identificabili.
Appena partiti passiamo per la borgata del Giugato (le case appena sotto la strada provinciale) per scendere poi alla borgata Talea (1160m), il punto più basso della nostra escursione, e successivamente risalire il ripido bosco fino ad incrociare la provinciale presso la fontana all'inizio della strada per Pian Rosso.
Tramite questa, in breve perveniamo alla bella borgata Mussi dove ci attende il primo assaggio della giornata “tonto p'r 'ncumnzoa”, tanto per cominciare, un aperitivo a base di fozze (il pane delle grandi feste di una volta, impasto arricchito con panna e tradizionalmente cotto sulla piastra della stufa a legna), accompagnate con bruzzu, lardo e formaggio con chicco d'uva, innaffiato con spumante Brut o aperitivo naturale.
Proseguiamo e poco più avanti incontriamo la guida naturalista Chiara che ci descrive i pro e i contro dei considerevoli cambiamenti ambientali intervenuti negli ultimi decenni in seguito all'abbandono di gran parte delle attività silvo-pastorali nell'alta Valle Tanaro.
Saliamo ora alla borgata abbandonata Montenegro (1372m). Qui gli abitanti erano detti Bulitti, da un antenato soprannominato Bulet che faceva l'esattore comunale (Bulet voleva dire Bolletta...). E siamo all'”antipostu”, antipasto. Il menu ci propone: torta verde di Ormea, nella versione tradizionale con lo zucchero e in quella senza, il formaggio locale di Anna e il salame accompagnati da vino rosato o dall'ottima acqua San Bernardo.
Ben rifocillati iniziamo a salire verso il punto più elevato del nostro itinerario raggiungendo la mulattiera che fino a qualche decennio fa, quando ancora non era stata costruita l'attuale strada provinciale di fondovalle, rappresentava l'unica via di collegamento con gli abitati di Carnino, Upega e Piaggia di Briga Alta. Qui troviamo il bivio per le Vene, zona carsica con sorgente del rio Vene che fino al 2020 si poteva percorrere usufruendo di un ponte sospeso, il quale però ha subito danni durante l'alluvione del 2020 e non è più agibile. Proseguiamo il nostro cammino in direzione di Pian Rosso durante il quale, in alcuni punti, sono ben visibili la Gola delle Fascette e la cima del Missun e più avanti spunta anche il Bertrand.
All'ingresso di Pian Rosso (1520m) incontriamo Aldo che ci parla di alcuni aspetti geologici della zona, ma anche dei fatti che hanno scritto la lunga storia delle terre brigasche a cavallo tra Piemonte, Liguria e Francia. Al termine dell'incontro ci avviamo ad attraversare l'altipiano di Pian Rosso che domina la borgata principale di Viozene, sotto i contrafforti delle Rocce del Manco che vanno verso la cima del Mongioie (la cui vetta non è visibile) e del Bric di Conoia. Qui c'è il Rifugio Mongioie, ottimo punto di partenza per le escursioni nella zona, e qui ci aspetta il piatto forte del nostro tour gastronomico, la “Pulenta gionca”, la polenta di grano saraceno, il tipico piatto della val Tanaro, con sugo di porri, panna e funghi, preparata dall'associazione Torre dei Saraceni di Barchi e accompagnata dal vino rosso Ormea, della Scuola Forestale.
Ci avviamo ora verso la discesa sulla borgata Toria attraversando il rio Regioso il cui alveo è stato dilaniato dall'alluvione del 2020 e bisogna dare atto all'importante lavoro dei volontari per predisporre un attraversamento in sicurezza.
Con un lungo traversone sul versante Sud Occidentale del Bric Conoia raggiungiamo la località Pian dell'Arma e di qui scendiamo alla borgata Toria (1323m), la più orientale delle borgate che visitiamo, la cui particolarità, mentre nelle altre borgate di Viozene si parlava il dialetto brigasco, a Toria era prevalente I'ormeasco. Qui ci attende la “pietonza”, il secondo di carne accompagnato da “balii fricci” (patatine fritte) sbucciati ad uno ad uno dai volontari, il tutto innaffiato da un ottimo vino Barbera.
Sotto un cielo che si sta velocemente imbronciando minacciando pioggia, torniamo a Viozene dove veniamo accolti in un locale presso la cappella di Sant'Anna per l'ultima tappa, quella dei “duzi”, i dolci, che sono le tipiche paste di Ormea con lo zabaione, accompagnati da un ottimo moscato e da allegra musica che invita ad un ballo, seppur con gli scarponi ancora ai piedi. Al termine il Presidente del Cai di Ormea, salutando i partecipanti li sollecita ad invitare i loro amici a partecipare l'anno prossimo a questo evento, che si tiene in genere l'ultima domenica di agosto. Ci associamo all'invito. Ne vale la pena!
Note toponomastiche e curiosità
Viozene 1248m è una delle 13 frazioni di Ormea (Eca, Albra, Villaro, Valdarmella, Chionea, Chioraira, Quarzina, Caccino, Viozene, Ponte di Nava, Prale, Bossieta, Barchi). Il toponimo "Viozene" si ritiene debba essere ricondotto ai Liguri Vagienni, un'antica popolazione che si insediò su gran parte del territorio che oggi costituisce la provincia di Cuneo e della quale si cominciò a perdere ogni traccia attorno al II secolo a.C.,quando i Liguri, pur animati da uno spirito indomito, dovettero cedere ed arrendersi ai Romani. "La questione delle Viozzene": a questa espressione vanno ricondotti le accese dispute ed i fatti violenti che si verificarono tra Pieve di Teco e Ormea dall'inizio del 1200 fino al 1789. Motivo del contendere era il possesso dei pascoli e dei prati del bacino dell'alto Tanaro. A causa di questa secolare contesa del territorio (amministrato e fruito in alternanza dalle comunità di Ormea e Pieve di Teco), fino a metà del XVIII secolo erano interdetti gli insediamenti stabili. Solo successivamente alcune famiglie iniziarono a stabilizzarsi sul territorio: da Ovest i Brigaschi (Carninesi) e da Est i Quarzinesi. In pratica il rio Regioso era il confine naturale tra le due diverse culture e lingue: quella Brigasca e quella Ormeese.
Giugato (borgata di Viozene) 1203m: Il nome deriva probabilmente dal latino "Jugum": misura agraria corrispondente al terreno arato da un paio di buoi in una giornata. Si tratta del primo stanziamento fisso del 1745 circa, prima come in tutto il territorio circostante non c'erano che stanziamenti stagionali, per il pascolo o lo sfalcio del fieno.
Talea (borgata di Viozene) 1160m: Il nome della Talea è citato per la prima volta in una mappa del 1778 con la presenza di tre "casoni", prima la zona era denominata "Sciortino" ossia "piccola sciorta": piccolo appezzamento di terreno. In documenti di metà ottocento fu utilizzata anche la denominazione di "sciattalea" italianizzazione di "Sciù a Talea" da un probabile significato di "taglio", "termine divisorio", come nel tedesco "tal": valle.
Mussi (borgata di Viozene) 1285m: con riferimento a Sant'Erim, patrono dei pastori brigaschi, si narra che il giorno dei morti gli abitanti dei Mussi lasciassero molto presto il letto per recarsi alla messa di San Bartolomeo; in questo modo potevano cedere ai propri cari defunti il posto caldo, almeno una volta all'anno.

Escursione effettuata il 28 Agosto 2022 da Adriano e Maria Teresa (Compagnia dell'Anello)
Località di partenza Viozene 1248m
Punto più elevato raggiunto : Pian Rosso 1520m
Dislivello cumulato in ascesa: 605 m
Sviluppo complessivo del percorso: 10,6 km
Tempo in movimento: 3h 30'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc


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