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Escursionismo : Un anello in alta valle Argentera. Dal bivacco Casalegno sotto il col Mayt ai laghi della Fioniere
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 20/09/22 22:21
Notizia riferita al: 19/09/22
Letture: 319

Un anello in alta val Argentera. Dal bivacco Casalegno sotto il col Mayt ai laghi della Fioniere

Località di partenza: Parcheggio Montenero dove la valle Argentera si divide mt. 1912
Dislivello complessivo: mt. 988 compresa la salita al col Mayt
Tempo complessivo: 6 ore c.ca compresa la salita al col Mayt.
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone Fraternali Editore

La valle Argentera è la valle dove nasce la Ripa che con la Dora di Bardonecchia a Oulx dà vita alla Dora Riparia. Al fondo questa valle si divide in due: quella si sinistra è propriamente la valle dove nasce la Ripa è ha nome valle Lunga perché così configurata, mentre quella di destra è la valle della Gran Miol dove nella parte mediana sorge un elevato alpeggio che produce il Plaisentif, la toma alle viole.
Partendo dal parcheggio Montenero, nel punto in cui la valle Argentera si divide, in questo itinerario si percorre lungamente il vallone della Gran Miol sino al valloncello che risalito porta da prima ai ruderi della caserma XXIII, dove è stato ricavato un locale ad uso bivacco, poi, volendolo, si sale al col Mayt che immette nel Parco Naturale Regionale del Queyras in territorio Francese. Tornati al bivacco, ancora traversando e salendo si possono infine raggiungere i laghi della Fioniere posti sotto la Punta Ramiere. Percorrendo luoghi di una straordinaria bellezza paesaggistica si può tornare a valle per altra via sviluppando così un anello. Si sappia che questo sentiero alternativo, evidente e segnato di rosso, è facilmente e piacevolmente percorribile nella sua parte alta, mentre quando si entra nel bosco, cioè nel suo tratto terminale, è assai ripido e numerosi impedimenti naturali come alberi caduti, frane e altro ostacolano non poco il cammino. Nondimeno merita essere percorso.
Per tutta la durata dell’itinerario la vista s’apre ampissima sulle valli e suoi monti che le cingono. Spettacolare l’ambiente circostante i laghi della Fioniere.

Giunti a Oulx, in alta valle Susa, si prosegue nella valle della Ripa e sempre rimanendo sul fondovalle si raggiungono di seguito prima Cesana, poi Bousson infine Sauze di Cesana. Poco fuori quest’ultimo abitato è segnalato l’accesso alla valle Argentera. Scesi al ponte Terribile si prende a salire la gola che più sopra immette nell’ampio pianoro propriamente chiamato valle Argentera. Questa splendida, incantevole, pianeggiante valle tutta la si percorre, sino al fondo lasciando l’auto all’ultimo parcheggio predisposto, il parcheggio Montenero presso il ponte sulla Ripa, nel punto in cui la valle si divide.
Senza attraversare il corso d’acqua si procede ora sullo stradello di destra che da subito sale, a tratti ripido, immettendosi gradualmente all’interno della valle della Gran Miol. Il lungo traverso ascendente che segue, incontrato per via l’ometto a lato strada che segna il punto dove si tornerà volendo fare il percorso alternativo, porta alla radura superiore detta Pian della Milizia dove si prosegue sul sentiero 611 per il bivacco Giorgio Casalegno, il col Mayt e i laghi della Fioniere.
Superate le cascatelle e sempre rimanendo non lontani dal corso d’acqua la traccia traversa lungamente i pendii sottostanti la Punta Ramiere raggiungendo, di molto più avanti, il valloncello che risalito porta ai ruderi della caserma XXIII mt. 2515 dove sul margine sinistro è stato allestito un locale a uso bivacco. Il bivacco Giorgio Casalegno è dedicato ad un giovane che ha perso la vita in montagna, alle pendici dello Chaberton. Accogliente, ben ristrutturato, sempre aperto, non riscaldato, il bivacco possiede 4 posti letto, una poltrona, tavolo e sedie, acqua a pochi metri lungo il rio discendente dal col Mayt.
2 ore e 30 minuti c.ca dal parcheggio Montenero.
Volendolo si sale al col Mayt che immette nel parco naturale regionale francese del Queyras in una mezz’oretta scarsa. Dal bivacco un debole traccia porta ad un altro bivacco presso il Pic du Charbonnel sul crinale che dal col Mayt sale al Gran Queyron.
Scesi poi nei pressi del bivacco delle indicazioni individuano il punto in cui il sentiero 611prosegue per i laghi della Fioniere. Il lungo traverso ascendente che segue faticosamente porta all’ampia conca dove sorgono i laghi. Si attraversano luoghi contrassegnati da una straordinaria bellezza paesaggistica. Giunti al primo, sempre proseguendo sull’evidente, segnata traccia, si sale al secondo mt. 2709, dove i monti si specchiano sul lago, nel punto in cui la traccia prosegue verso il colle della Fioniere dominato dall’anticima della Punta Ramiere.
30 minuti c.ca dal bivacco Giorgio Casalegno.
Il ritorno sul percorso di salita non presenta alcun problema. Volendo sviluppare un anello si può decidere di utilizzare il percorso alternativo che traversa lungamente i pendii sottostanti la Punta Ramiere sempre percorrendo ambienti di una straordinaria bellezza paesaggistica. Trascurata la traccia che sale al colle della Fioniere, nei pressi del lago un primo ometto segnala il punto in cui parte questo sentiero che per tutta la durata della discesa sarà contrassegnato da numerosi ometti e da segnature dipinte in rosso, sempre comunque da ricercare se non si vuole finire fuori strada, perché altre tracce aventi un’origine militare solcano questi pendii. Si scende all’opposto, stando mediamente non lontano dal rio fuoriuscente dal lago superiore che a valle darà origine alle cascatelle presso il Pian della Milizia. Poco prima della radura posta al fondo di un incantevole vallone, nel punto in cui un altro sentiero sale ai ruderi della caserma XXII, lo si supera prendendo poi la traccia lungamente e piacevolmente a traversare tra i poggi che da una parte strapiombano a valle. Al termine di questo tratto la sempre evidente, segnata traccia comincia a scendere un spoglio pendio raggiungendo al fondo il punto in cui inizia la vegetazione arborea. Ci si immette nel bosco dove, interminabile, ripida, la traccia trova ostacoli naturali nel progredire. Zizzagando ora da una parte, ora dall’altra seguendo la natura del pendio, mai cessando di scendere si perde progressivamente quota. Superata una pericolosa, incombente frana, si prosegue allo stesso modo finalmente terminando sulla strada percorsa nell’andata, solamente segnata da un ometto nel punto in cui parte. Qui giunti l’anello si chiude. Seguitando verso valle in breve si raggiunge al fondo il ponte sulla Ripa e poi il parcheggio Montenero.
2 ore e 15 minuti c.ca dal superiore lago della Fioniere.

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