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Escursionismo : Un anello per i monti Appenna e Barifreddo dalla valle Argentera
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 19/07/22 22:23
Notizia riferita al: 14/07/22
Letture: 198

Un anello per i monti Appenna e Barifreddo dalla valle Argentera

Località di partenza: Parcheggio Montenero mt. 1912 nel punto in cui la valle Argentera si sdoppia. Oppure slargo nei pressi dell’alpe Plane mt. 2100.
Dislivello complessivo: mt. 1240 dal parcheggio Montenero, meno dall’alpe Plane
Tempo complessivo: 6 ore e 30 minuti c.ca, meno dall’alpe Plane
Difficoltà: E/EE
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1.25.000 n° 2 Alta valle Susa – Alta val Chisone
Fraternali Editore

L’esteso crinale montuoso che separa la val Troncea, dove nasce il Chisone, dalla valle Lunga, dove nasce la Ripa che con la Dora di Bardonecchia a Oulx darà vita alla Dora Riparia, presenta uno sviluppo di cime di notevole altezza non tutte facili da raggiungere. Mentre la Rognosa, che domina l’abitato di Sestriere, è la più elevata, l’ultima della serie, il monte Barifreddo, certamente è la più impegnativa. Pochi colli permettono di attraversare: poco sotto uno di questi, il col Clapis, sorge un bivacco fruibile avendo la chiave d’accesso reperibile presso l’Ente Parco della val Troncea a Pragelato.
In questo itinerario si sale a questo colle dalla valle Argentera avendo da scegliere tra tre località di partenza: presso il ruderi delle grange Argentiera, (itinerario consigliato per il rientro), presso il parcheggio Montenero posto più a monte dove la valle si sdoppia, oppure direttamente dall’agriturismo dell’alpe Plane, scelta oggigiorno maggiormente seguita per via che si parte già in quota.
Raggiunto il col Clapis l’ascesa al monte Appenna non presenta alcuna difficoltà, mentre se si vuole proseguire per la successiva cima, il monte Barifreddo, questa vetta, per le difficoltà da superare, è riservata a escursionisti aventi una certa esperienza.
Poco sotto la vetta di quest’ultimo monte vi sono le sorgenti del Chisone raggiungibili per comodo sentiero dalla val Troncea. In alternativa alla salita dall’alpe Plane si può decidere di rientrare scendendo ai ruderi dell’alpe Argentiera, che dà nome alla valle, sviluppando così un anello anche se il sentiero che si prende, il 609, da sarebbe da tempo da ripulire e risegnare.
Dalla cima di questi monti panoramica ampissima sulle vette e sulle valli.

Percorsa la valle di Susa, giunti a Oulx, dove si divide, si prosegue nella valle della Ripa e sempre costeggiando il corso d’acqua si superano per via gli abitati di Cesana e di Bousson raggiungendo infine Sauze di Cesana dove, più avanti è segnalato l’accesso alla valle Argentera.
Scesi al ponte Terribile una polverosa strada sale in direzione della valle. Con i proventi del pedaggio il comune si Sauze di Cesana provvede alla manutenzione del fondo stradale. Giunti all’incantevole, grande piano tutto lo si percorre raggiungendo al fondo il punto in cui la valle si divide. Presso il ponte sulla Ripa sorge il parcheggio Montenero dove si può lasciare l’auto. Volendolo, come detto, con un mezzo adeguato si può proseguire sino all’agriturismo-alpeggio dell’alpe Plane salendo da prima al Pian della Milizia e poi continuando in direzione di questo luogo.
A valle, oltre il ponte sul corso d’acqua, parte il sentiero 609a per il col Clapis. Un polveroso, ripido stradello traversando guadagna alla sommità l’edificio dell’alpe Plane, un agriturismo avente anche le caratteristiche d’alpeggio, dove al fondo e sul retro prende corpo il sentiero che sino al col Clapis sarà segnato da tratti di vernice gialla e d’altri colori che con il tempo si sono sovrapposti e sbiaditi Anche numerosi ometti e alcune indicazioni segnano la via. Ad un paio di traversi iniziali su uno spoglio pendio ne seguono poi altri due decisamente più sviluppati intervallati da una svolta di ritorno. Così lungamente proseguendo si giunge infine nel punto il cui il sentiero percorso s’immette sul 609 che sale da fondovalle, dai ruderi delle grange Argentiera, e che eventualmente poi si prenderà per ritornare. Di qui, sino al col Clapis, dove la traccia è evidente solo a tratti, sono s’aiuto, oltre le segnature, anche numerosi ometti che ravvicinati indicano la via su un versante che si fa via via sempre più ripido e arido. Alle praterie si sostituiscono verso l’alto le rocce rotte e gli instabili sfasciumi dove la traccia guadagna quota lungamente serpeggiando prima dell’esteso, ultimo traverso ascendente che raggiunge il crinale che dà sulla val Troncea decisamente più a monte delle rocce del col Clapis.
2 ore e 30 minuti c.ca dal parcheggio Montenero.
Di qui senza alcuna difficoltà, un’evanescente traccia negli sfasciumi che contraddistinguono questa parte del pendio, porta in vetta al monte Appenna mt. 2981con bella vista sui monti e sulle valli, soprattutto sul vicino, incombente Barifreddo.
45 minuti c.ca dal crinale sul col Clapis.
Se si vuole raggiungere la vetta del Barifreddo un’impegnativa traccia scende in direzione dell’evidente massima depressione tra le due cime che si raggiunge stando sempre dalla parte della valle Lunga, unica via percorribile perché nella val Troncea il pendio precipita. Si prendono poi a salire prima le praterie e poi gli sfasciumi che seguono senza raggiungere mai i vari intagli di cresta, che si costeggiano, sempre rimanendo dalla parte della valle della Ripa. Così proseguendo, giunti all’ultimo intaglio, si attraversano alcuni canalini per poi portarsi su quello che risalito conduce alla croce di vetta del monte Barifreddo mt. 3030 dove, voltandosi, si può vedere il percorso fatto dall’Appenna sin qui.
1 ora c.ca dal monte Appenna.
Per tornare non occorre tornare al monte Appenna, ma, scesi alla massima depressione, conviene lungamente traversare di sotto le rocce di questo monte e prestando la dovuta attenzione, per via degli instabili sfasciumi e delle rocce che contraddistinguono il pendio, portarsi in direzione del crinale sottostante l’Appenna sino ad intercettare il sentiero percorso in ascesa. Sconsigliato scendere direttamente in valle Lunga per via di numerosi salti rocciosi. Seguendo poi le segnature, prevalentemente gialle, e i vari ometti, si raggiungono infine le indicazioni presso il bivio tra il sentiero 609 che porta direttamente a valle ed il 609a che porta all’alpe Plane. Se si vuole percorrere il primo sentiero si sappia che a tratti dove la traccia è ben visibile se ne alternano altri dove così non è, tenendo anche conto che questa traccia, da tempo, sarebbe da pulire e risegnare. Comunque qualche ometto, soprattutto nei punti più significativi, dei paletti in legno, segnano la via. All’inizio si scende zizzagando un erboso pendio, poi attraversati un paio di rii, si prende a traversare, da sinistra a destra, sempre ricercando evanescenti segnature sbiadite dal tempo. Lungamente, interminabilmente continuando, percorrendo tratti quasi in piano alternati ad altri dove si scende, per rigogliose praterie si giunge in vista dei ruderi dell’alpe Clotès dove uno stradello porta a quelli sottostanti dell’alpe Argentiera. Senza attraversare la Ripa, stando nei pressi delle sue sponde, toccata l’alpe Gaces, in breve si torna al parcheggio Montenero dove questo anello si chiude.
2 ore e 15 minuti c.ca dal monte Barifreddo.

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