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Escursionismo : Miniere della Quagna di Monterosso Grana e anello del pilone di Rocca Stella
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 01/04/22 19:08
Notizia riferita al: 24/03/22
Letture: 846

Oggi la Compagnia dell'Anello va alla scoperta di misteriose miniere di cercatori d'oro e di magnifici panorami della bassa-media Valle Grana...
Girovagando tra le barme dei nostri monti, Franco è venuto a conoscenza, da un appassionato di grotte e caverne, della presenza delle miniere della Quagna, scavate sul versante idrografico destro della Valle Grana, a poca distanza dall'abitato di Monterosso Grana. E allora, pur privilegiando le cime piuttosto che gli antri sotterranei, decidiamo di andare a vedere di cosa si tratta...
Lo spunto è ottimale per provare a raggiungere il Pilone di Rocca Stella, anziché dal solito Chiot Rosa sul versante Valle Stura, dall'”ubac” sul versante Valle Grana.
In auto, arrivati a Monterosso Grana, poco dopo il Camping Roccastella, svoltiamo a sinistra sulla strada per Borgata Armandi trovando dopo 500 metri il cartello indicatore della Borgata Quagna e il posto per parcheggiare l'auto.
Imbocchiamo la stradina che attraversa il rio su un ponticello in legno e, superate le case, proseguiamo su un sentiero, parzialmente occupato da vegetazione nella parte iniziale, che sale in un bosco e raggiungiamo in pochi minuti l'ingresso della Galleria 19 (quota 775m), un cunicolo della lunghezza di 85 metri pressoché rettilineo, con un dislivello che la porta a scendere di 4 metri in totale. Nel primo tratto vi sono due gallerie secondarie a sinistra, ormai crollate e quindi subito interrotte. Si scorgono i resti delle travi di rinforzo al soffitto, in parte spezzate nei crolli. Vi sono due pozzetti a destra, uno all'inizio e uno a 2/3 della galleria principale. Se dotati di torce per illuminare, il cammino è facilmente percorribile per tutta la sua lunghezza, ma il pericolo di crolli, soprattutto in prossimità delle gallerie laterali, resta concreto e richiede attenzione.
Dallo spiazzo della Galleria 19 proviamo a seguire sulla sinistra il cosiddetto canalone della malachite, ma il percorso è malagevole e un tratto più ripido e scivoloso ci fa desistere. Mentre invece vale la pena una visita alla “Cava a cielo aperto”, raggiungibile a quota 810 metri tramite un sentiero sulla destra che più avanti devia sulla sinistra conducendo direttamente alla stretta via d'accesso della conca riparata, suggestiva e ricca di minerali di rame. Qui sono evidentissime le incrostazioni di tedraedrite, azzurrite e malachite, soprattutto alla base della parete di fondo e nel detrito abbondante al suolo. Sulle pareti laterali sono visibili ancora le nicchie scavate per il deposito degli attrezzi.
Tornati alle auto, per continuare il nostro giro evitando oltre un chilometro di noioso asfalto, decidiamo di trasferirci con gli automezzi fin presso Tetti Armandi e Fusina, dove è agevole parcheggiare, e di qui, zaino in spalla, iniziamo l'ascesa verso il Pilone di Rocca Stella imboccando la sterrata (palina) che si stacca dall'asfalto all'altezza del pilone di San Magno e San Grato.
La pista s'inoltra nel bosco misto costeggiando inizialmente il Rio di Jane per inerpicarsi poi con ampie serpentine sul versante idrografico sinistro in direzione della diroccata borgata Le Grange (1276m).
Siamo ora sulla cresta della Costa le Giunze, divisoria con il Vallone di Coumboscuro e saliamo, parte su sentiero e parte su carrareccia resa fangosa dalla disciolta recente neve, verso le ampie praterie sottostanti Rocca Stella, l'Alpe di Rittana e il Beccas del Mezzodì.
Usciti dal bosco, nell'ampia radura del Pilone di Rocca Stella, ci accoglie un limpido e tiepido sole splendente nel cielo che pare di maiolica portoghese. La corona di monti che ci attornia, striati di neve che resiste nonostante tutto, continua sul culmine con la Valle Stura per proseguire poi fino all'onnipresente Monviso.
Che dire, il Pilone di Rocca Stella (1489m) è sempre un posto stupendo in qualunque stagione dell'anno!
Non per niente per definire “La draio de l'Estelo”, il cammino di Rocca Stella - cioè il progetto di land art che unisce le valli che qui si raccordano - è scritto che in questo luogo “il paesaggio abbraccia, l'uomo plasma, l'arte nobilita e la Stella illumina nuovi orizzonti di destino, umani e creativi”.
Di fronte a simili eccelsi significati anche noi condividiamo nel nostro piccolo l'importanza culturale e storica del luogo sostando per un momento di letizia e festa, cioè per la nostra pausa pranzo, alla stregua della classica pausa di metà viaggio del “roumiage”, il pellegrinaggio ai santuari di San Mauro di Rittana e Santa Lucia di Coumboscuro.
Ma purtroppo è l'ora del ritorno e, a malincuore, dobbiamo abbandonare il pianoro di “Jounche de l'Estelo”, cioè il pianoro degli incontri della stella, e scendere a valle.
Per completare il percorso ad anello utilizziamo l'ottima pista sterrata che scende tra faggi e abeti nella valle Stella, ignorando la deviazione per Sant'Anna e San Matteo. Oltrepassiamo la bella borgata Le Serre e scendiamo, ora tra castagneti da frutto, nel fondovalle del Rio Gallo che troviamo, stranamente, per un tratto, ricco di acqua. Superiamo i blindati caseggiati Ciabottin arrivando sull'asfalto di Tetti Armandi e Fusina dove chiudiamo il nostro bell'anello ricco di tante emozioni e di ottima e allegra compagnia.
Note toponomastiche e curiosità
Quagna (Miniera della): alle spalle di questa borgata ci sono diverse cave e a scavarle è stata la famiglia di Spirito Marchiò, un uomo determinato, che lavorava inizialmente come orologiaio in Francia. In gioventù aveva trovato dei minerali gialli alla base di una delle pareti rocciose della zona e da allora gli restò per sempre l'idea di cercare l'oro nella valle: in realtà si trattava di pirite o calcopirite. Al ritorno in Italia, nel 1903, ottenne dal Corpo Reale delle Miniere la concessione e iniziò la coltivazione di varie miniere insieme alla moglie e ai 6 figli. Scavarono anche numerosi sondaggi, ma non trovarono mai l'oro. La famiglia alternava il lavoro all'osteria Aquila Nera, tutt'ora esistente, al lavoro in miniera. Nel 1914 Spirito perse la mano sinistra e la vista nello scoppio di una mina e passò la direzione dei lavori alla figlia Marianna, che nonostante i ripetuti insuccessi, tenne viva l'impresa fino al 1961.
Stella (Rocca e Pilone di Rocca): Estelo in provenzale alpino "stella". Per gli abitanti del vallone di Coumboscuro/Chassourin - versante esposto a sud - al vespero appare "l'Estello Bouèro", cioè Venere, purissima sullo sperone di Rocca Stella. A Rocca Stella il pianoro "di Jounche" (degli incontri), è punto geografico strategico: qui culminano le valli di Coumboscuro, Piebrun, Damiani, Armandi, Sant'Anna di Cavoira, San Matteo e Rittana. I pascoli e i prati erano falciati dalle famiglie dei Damiani e Rossi sino all'Alpe, dove sovente nelle notti di luna l'erba veniva "rubata" dai “valaurian" della confinante Valloriate. Nel 1956 la comunità di S. Lucia, al tempo di don Giovanni Dalmasso, costruì il pilone "Regina Mundi". Rocca Stella era anche importante snodo dei Roumiage, pellegrinaggi di chi andava al Santuario di San Mauri (Rittana) per la protezione delle membra e al santuario di Sancto Lucio / Santa Lucia, per la protezione della vista.

Escursione effettuata il 24 Marzo 2022
Compagnia dell'Anello formato per l'occasione da Adriano, Angelo, Franco G. e Frank con la graditissima e gioiosa presenza di Luisa, Maria Teresa e Mary.
Località di partenza: Quagna di Monterosso Grana 749m
Punto più elevato raggiunto: Pilone di Rocca Stella: 1489m
Dislivello cumulato in ascesa: 800m
Sviluppo complessivo del percorso: 15.5 km
Tempo in movimento: 4h 30'
Difficoltà: T (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 1/4/2022 19:54  Aggiornato: 1/4/2022 19:54
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 556
 Re: Miniere della Quagna di Monterosso Grana e anello del...
Descrizione del percorso: Adriano
Fotovideocronaca: Adriano e Maria Teresa
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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