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Escursionismo : Giro dei Castelli di Chiusa di Pesio
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 16/03/22 19:21
Notizia riferita al: 09/03/22
Letture: 724

E dopo il giro delle Tre Croci del Mombracco la Compagnia dell’Anello affronta il giro dei Tre Castelli di Chiusa di Pesio: dopo la religione, la storia, anche se un po’ di sacro, alla fine, rimarrà, con le varie Cappelle incontrate sul percorso.
Lasciamo le auto nel parcheggio del cimitero di Chiusa di Pesio (589m) e ci dirigiamo verso il primo “castello”, quello di Mombrisone o Palazzina di caccia di Mombrisone. Usciamo dal parcheggio costeggiando il muro di cinta a monte del cimitero, attraversiamo il prato che ci separa dal bosco di castagni e ci inoltriamo nel bosco fino ad incrociare una traccia che sale verso destra, superiamo una fontana da cui sgorga un flebile getto d’acqua, dove Ciquita riesce comunque a dissetarsi, e raggiungiamo la comoda strada in terra battuta che sale dalla strada per Montefallonio. Qui scopriamo che al sentiero appena percorso era vietato l’accesso per il pericolo di caduta alberi, ma tant’è, ormai eravamo passati.
Proseguiamo lungo la comoda strada in leggera salita fino a raggiungere l’ampio spazio antistante la Palazzina di Caccia. Si tratta di un originale edificio in stile palladiano fatto costruire dal Cav. Giuseppe Avena, al culmine della collina, nel 1840. La palazzina, a pianta ottagonale, era sormontata da un ampio lucernario che illuminava la rotonda sala centrale ed era circondata da un ampio giardino inglese progettato da Giuseppe Ketman con vista sulla Bisalta e su tutte le montagne monregalesi.
Proseguiamo in leggera discesa fino ad un bivio che superiamo salendo al dritto fino a raggiungere la prima sommità della giornata, il Poggio l'Aragnera (725m), dal quale possiamo osservare i nostri successivi obbiettivi sul versante opposto della vallata: il Monte Cavanero e il Castello di Mirabello.
Ritornati sui nostri passi fino al bivio precedente proseguiamo, a sinistra, su comodo largo sentiero ricoperto di foglie (tacche biancorosse su alberi) che si inoltra nel bosco di castagni fino ad arrivare al bivio per i ruderi della chiesetta di S. Andrea, che andiamo ad ammirare a debita distanza, data la scarsa stabilità del rudere.
Tornati al bivio precedente imbocchiamo il sentiero in discesa, sistemato di recente, verso Roccarina fino a raggiungere la panchina gigante “Gira e Tuira” con la targa ”Munti ‘nsima, steve dausin, beichi ‘l muntagne e dismantiji i sagrin”. Foto di rito, (davanti alle panchine giganti tutti ritorniamo un po’ bambini), e via verso il bivio successivo presso un ben conservato pilone dove svoltiamo a sinistra verso la Grangia Certosina del Castellar o Castlà.
Attraversiamo un tratto ricoperto di primule in fiore e raggiungiamo la seconda sommità odierna, la Roccarina, con le rovine del Castellar dove si pensa si fosse insediata la prima comunità di Certosini su un terreno donato dai Signori di Morozzo nel 1206. Ci fermiamo per consumare uno spuntino seduti sulle comode panchine della bella balconata lignea, punto panoramico allestito dal Parco Naturale dell’Alta Valle Pesio e Tanaro.
Scendiamo quindi sul sentiero ricoperto di fiori di Dente di cane e Pervinche fino a raggiungere la sede del Parco con il portale dell’Associazione culturale Flamulasca, che ha fatto rivivere in questo sito la vita quotidiana ed il mondo dei Celto–Liguri che abitavano queste terre nell’Età del Bronzo e del Ferro.
Superiamo l’ingresso del Museo del Parco, attraversiamo la provinciale che sale alla Certosa di Pesio, superiamo la Cappella di S. Rocchetto con bell’affresco sulla facciata e, raggiunto il torrente Pesio, lo costeggiamo fino a raggiungere il ponte che ci porta sulla strada per Lurisia (570m).
Ne percorriamo un tratto fino alla Cappella di S. Endimione, uno dei santi della Legione Tebea, o Cappella del Lazzaretto, in quanto a poca distanza dal luogo in cui venivano ricoverati gli infermi in caso di epidemia. Si tratta di una delle cappelle più antiche del posto, già citata in un documento del 2 marzo 1320 “ubi dicitur sanctum Endiomum”.
Poco più avanti imbocchiamo la strada sterrata a sinistra per entrare nell’area archeologica del Monte Cavanero. Si tratta di un sito dove alla fine del XIX secolo erano state rinvenute tombe risalenti a fine Età del Bronzo inizio Età del Ferro (XI –IX secolo a.C.) con uno straordinario recupero di manufatti in bronzo che suggeriscono la presenza di un villaggio sull’altura dominante la valle. A comprova si ritiene che il toponimo Cavanero derivi dal latino 'capanerium', ovvero sede delle prime capanne
Risaliamo la strada che in ripida salita ci porta al bivio per il castello di Mirabello, dove proseguiamo al dritto fino a raggiungere, poco sopra, il pilone Fantino o del Castello, ben curato.
Qui svoltiamo a destra per addentrarci nel bosco di castagni salendo su un largo sentiero che con ampi tornanti supera la china fino alla dorsale pianeggiante dove, in breve, raggiungiamo la cima del Monte Cavanero (854m).
Vista l’ora rinunciamo a proseguire fino alla Pansa Rustia e torniamo al bivio per il Castello Mirabello che raggiungiamo per la tappa ristoratrice sul magnifico balcone assolato al di sopra di Chiusa di Pesio.
Davanti a noi la Bisalta e, più in basso, le colline percorse al mattino con, sulla destra, la collina del Monte Fallonio, mentre le altre cime e la pianura sono coperte in parte dalla foschia.
Questi ruderi sono quanto rimane del castello fatto erigere da Agamennone III, ultimo dei Marchesi di Ceva, feudatario di Chiusa dal 1569 al 1583. L’edificio, abbandonato dai proprietari, venne in parte distrutto dal violento terremoto del 23 Febbraio 1887 ed i pochi ruderi rimasti furono in gran parte abbattuti il 16 settembre 1943 dai colpi di cannone sparati da una colonna tedesca delle SS.
Dopo aver festeggiato il “ragazzino” della Compagnia con una squisita torta al cioccolato di Mary, iniziamo la discesa all’interno del bosco guidati dall’esperto del posto che, attraverso un sentiero sconosciuto alla guida stessa, ci permette di raggiungere la Cappella di S. Giovanni alla base del Monte Cavanero e a poche decine di metri dal ponte sul Pesio.
Alla fine, non solo le Tre Croci o i Tre Castelli ma anche le Tre Cappelle per tacere delle tre sommità. Non ci rimane che attraversare il centro del paese per tornare alle auto e concludere l’ampio anello, senza dimenticare di farci offrire un buon caffè dal festeggiato di turno.

Escursione effettuata il 9 marzo 2022
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Gianni, José, Maria Teresa e Mary con la immancabile Ciquita a 4 zampe motrici
Località di partenza: Chiusa di Pesio, parcheggio del cimitero 589m
Punto più elevato raggiunto: Monte Cavanero 854m
Dislivello cumulato in ascesa: 530m
Sviluppo complessivo del percorso: 12,4 km
Tempo in movimento:3h 45'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 17/3/2022 2:28  Aggiornato: 17/3/2022 2:28
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 556
 Re: Giro dei Castelli di Chiusa di Pesio
Descrizione del percorso: José
Fotovideocronaca: Adriano, José e Maria Teresa
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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