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Escursionismo : Anello del Monte Malaterra e del Monte Vecchio, da Limone
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 09/02/22 00:41
Notizia riferita al: 02/02/22
Letture: 524

Con la gradita presenza di Dario che per la prima volta si aggrega al nostro gruppo e al quale diamo il benvenuto, in un inverno povero di neve la Compagnia dell'Anello, rivolge la propria attenzione anche a percorsi che, con tempo “normale”, sarebbero più adatti per altri periodi dell'anno.
Il Monte Vecchio è costituito da un lungo costone orientato approssimativamente da Nord a Sud, compreso tra il Colletto di Cagera a Nord ed il Colle Arpiola a Sud; per questo si presta ad una assai panoramica traversata in cresta.
Parcheggiata l’auto all’ingresso dell’abitato di Limone, ci dirigiamo, oltre il ponte sul torrente Vermenagna, in direzione del poggio su cui sorge la Cappella di San Maurizio, al cui interno si trovano vari cimeli militari, mentre una lapide ricorda gli alpini provenienti dalle valli Roia e Vermenagna caduti in guerra. Accanto alla cappella un pezzo di artiglieria da montagna rappresenta simbolicamente una postazione alpina.
Oltre lo spiazzo antistante alla cappella si procede nella boscaglia utilizzando l’antica mulattiera che interseca in più punti il tracciato di una più recente pista forestale, giungendo in circa un’ora alla lignea croce del Passo delle Colette (m 1397), a ridosso delle roccette terminali del Monte Malaterra (m 1426), alla cui cima si può facilmente accedere, con un po’ d’ attenzione nel tratto finale.
Il tracciato prosegue quasi pianeggiante addentrandosi nella faggeta, per poi risalire con tornanti all’ampio e panoramico Colletto di Cagera (m 1577), sullo spartiacque con l’attigua Valle Grande di Vernante. Qui la situazione cambia: il percorso è coperto da neve ghiacciata, che ci ricorda che siamo in pieno inverno e ci costringe a procedere dopo aver calzato prudentemente i ramponcini.
Poco più avanti una traccia sulla destra, corredata da segnali giallo-verdi, ci induce ad avventurarci in una ripida boscaglia sul versante settentrionale del monte; il tracciato però diventa sempre più impervio e problematico e dobbiamo, a malincuore, tornare indietro ed affrontare il pendio “dritto per dritto”. Qui i ramponcini si rivelano indispensabili sui tratti innevati, ma anche utilissimi sull’erba secca ed insidiosamente scivolosa. Raggiunta la cresta, su percorso più agevole, intercalato da alcuni saliscendi, guadagniamo la croce di vetta a 1920 metri.
La posizione isolata rende questa cima particolarmente panoramica: verso Nord, oltre la pianura piemontese, appaiono i lontanissimi rilievi del Monte Rosa e l’aguzza piramide del Cervino, verso Nord-Ovest compaiono i gruppi montuosi delle Valli Gesso, Stura e Maira, mentre verso Sud la massiccia lunga costiera della Cima della Fascia chiude l’orizzonte.
L’assenza di nubi e la quasi mancanza di vento ci consente di godere, durante la pausa pranzo, del fenomeno dell‘inversione termica, per cui sulle alture la temperatura è meno rigida che al fondovalle, dove manca quasi del tutto la copertura nevosa, presente solo dove è stata prodotta artificialmente, a beneficio degli sciatori su pista.
Al ritorno percorriamo l’assolato costone Sud-Ovest verso il Colle Arpiola, quasi sgombro di neve e successivamente l’ampio sentiero, a tratti polveroso, che taglia diagonalmente il versante meridionale della montagna passando accanto alla Maira Volpigera e giungendo ai Tetti Ziton, raggiungibili anche attraverso una stretta rotabile asfaltata proveniente dalla vicina borgata Sant’Anna. L’antica mulattiera invece , passando ancora presso i Tetti Camilla e, più in basso, presso un incompiuto Palazzetto dello Sport, sbuca sulla Statale per il Colle di Tenda a breve distanza dall’ingresso dell’abitato di Limone, che attraversiamo per raggiungere il parcheggio e chiudendo così questo interessante e vario anello.
Note toponomastiche e curiosità
Limone Piemonte (Comune di): nome locale in occitano e piemontese 'Limon', pronuncia [liˈmʊŋ]). Com'è noto il toponimo ha nulla a che vedere con gli agrumi; l'origine del nome più accreditata è infatti un’italianizzazione dell’espressione locale provenzale 'li mounts', tra le montagne.
San Maurizio (Cappella di): la cappella sorge in una zona panoramica in località Balme del Castello. Probabilmente edificata tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, la cappella è documentata dal 1643. Demolita nel 1784, fu ricostruita nell'attuale posizione nel 1833 dagli abitanti del luogo. La struttura della cappella è molto semplice e si caratterizza per la scelta di lasciare esternamente a vista le pietre sbozzate che compongono le pareti perimetrali. La Cappella è diventata il Sacrario degli Alpini caduti in guerra. Secondo le agiografie, San Maurizio (santo protettore degli Alpini) sarebbe stato un generale dell'Impero romano, a capo della leggendaria Legione tebana egizio-romana, operante, nel 300, a nord delle Alpi. In seguito al rifiuto di intraprendere azioni punitive contro i cristiani sarebbe stato martirizzato durante la decima persecuzione di Diocleziano.
Malaterra (Monte): alla stregua di altri toponimi (Maladécia, Maledia, Malinvern), la formazione composta dalla radice prelatina *mal, altura roccia, associata al linguaggio corrente in senso aggettivante (dal latino màlus'', male, maledetto), pone in risalto la scarsa qualità del terreno.
Cagera (Colle di): il nome deriva dal tardo latino 'cagia-caige' e ricorda la designazione di fondi feudali soggetti a vincolo di contribuzione per il loro sfruttamento.
Vecchio (Costa di Monte, Monte): pare che anticamente il rilievo fosse noto con il nome Codissart o Cunisart, ovvero 'luogo dissodato con il fuoco' per renderlo pascolivo (dal provenzale 'isart-eisart'), antica pratica detta anche del 'dèbbio'. Il significato di 'vecchio', l'attuale denominazione, potrebbe semplicemente indicare sia una località sfruttata a scopi pascolivi da vecchia data oppure porsi in riferimento alla ondulata sommità della montagna che vagamente richiama un profilo umano.
Arpiola (Colla dell'): il toponimo formato dalla radice prelatina *arp, fa riferimento a luogo erboso sfruttato per il pascolo e, un tempo, anche per la fienagione.
Ziton (Tetti): deriva dal soprannome di antichi proprietari (Zito).

Escursione effettuata il 2 Febbraio 2022
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Antonio, Dario, Frank, Maria Teresa e Mary
Località di partenza: Limone Piemonte 977m
Punto più elevato raggiunto: Monte Vecchio 1920m
Dislivello cumulato in ascesa: 1026m
Sviluppo complessivo del percorso: 13,2 km
Tempo in movimento: 4h 30'
Difficoltà E (EE, con l'attuale situazione nevosa, nel tratto dal Colle di Cagera alla cresta) vedi scala difficoltà
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
percorso interattivo Relive


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 9/2/2022 0:58  Aggiornato: 9/2/2022 0:58
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 556
 Re: Anello del Monte Malaterra e del Monte Vecchio, da Li...
Descrizione del percorso: Dario
Fotovideocronaca: Adriano, Angelo, Antonio, Maria Teresa e Mary
Tracciato GPS, elaborazioni grafiche e coordinamento redazionale: Adriano
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