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Escursionismo : Anello di Borgata Roi, da Cartignano
Autore: CompagniadellAnello (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 09/01/22 11:56
Notizia riferita al: 29/12/21
Letture: 248

Per l’ultima uscita del 2021 la Compagnia dell’Anello, nel pieno rispetto della parità di genere, tre a tre, ha scelto un percorso a bassa quota, semplice ed assolato, per poter nuovamente accogliere uno dei propri componenti che aveva battuto la fiacca per ben cinque mesi, per cui la scelta è ricaduta sul Sentiero dei Caprioli di Cartignano con l’estensione fino a Borgata Roi.
Lasciamo le auto a Cartignano, nel parcheggio a sinistra della provinciale all’uscita del paese (m 672) ed imbrocchiamo al strada assolata proprio davanti al parcheggio in direzione di Galliana. Giunti alla bella cappella di San Bernardo (m 717) imbocchiamo il “Sentiero dei Caprioli” a sinistra che, attraverso boschi di castagni, ci conduce alla Borgata Galliana (m785) con la sua bella chiesetta ed il vicino forno rimesso in uso di recente.
Non seguiamo la strada per la Borgata Sperone, ma imbocchiamo il sentiero tra la chiesa ed il forno che scende nel bosco ombroso fino al ponte su un bel ruscello per poi proseguire su sentiero pianeggiante al limitare del bosco e risalire fino alla Borgata Chiabrera (m 819).
Seguiamo il sentiero a sinistra fino ad un pilone dedicato all’Annunciazione dove il “Sentiero dei Caprioli” prosegue dritto mentre noi svoltiamo a destra verso la Borgata Cogno.
iniziamo una serie di scorciatoie che tagliano in perpendicolare la strada e che ci portano dritti alla Borgata Cogno (m 1029) dove, affacciata su un bellissimo spiazzo prativo, ci fermiamo ad ammirare la bella chiesa dedicata a San Giovenale illuminata dalla luce solare che filtra dalle finestre. Il prato, circondato in parte da case ben ristrutturate e legnaie, è decisamente bello con vista sulle montagne innevate ed invita a godere della piacevole temperatura.
Attraversiamo la borgata e ci imbattiamo in un pilone con crocifissione fatto erigere nel 1867 “a sue spese da Comba Giovanni del fu Giuseppe”. Subito dopo il pilone deviamo a destra verso Biancera (doppia segnaletica in tutto uguale eccetto che nella tempistica) che raggiungiamo in breve tempo (m 1064).
Subito dopo si incontra un nuovo pilone votivo (con Madonna e Santo Stefano) dal quale, in ripida salita, in mezzo al bosco, facendo attenzione ad un bivio in cui tenere la destra, segnalata su un albero, arriviamo al punto più alto della gita, la cappella di San Chiaffredo a Roi (m 1220).
Ci fermiamo per una breve tappa ristoratrice ammirando i dipinti dedicati a San Costanzo, San Bernardo, San Chiaffredo e San Grato “difenssore di tempeste”, con ben due esse. Proseguiamo verso la Borgata Roi (m 1212) con davanti a noi il Chersogno , la Marchisa e la Rocca Gialeo imbiancati di neve e ci fermiamo ad ammirare il campanile costruito lontano dalla chiesa, al centro della borgata, ”per evitare nuovi furti della campana dopo che la vecchia, posta sulla chiesa, era stata trafugata da alcuni seguaci della fede calvinista giunti dal vicino vallone di Frassino in Valle Varaita”.
Addossata alla parete di una casa poco discosto troviamo una rosa rampicante fiorita con ancora bei boccioli rosso intenso e subito dopo, lungo la sponda assolata della strada, due bei ciuffi di primule in fiore.
Iniziamo la discesa raggiungendo la strada asfaltata che con ampi tornanti ci porta alla Borgata Caricatori (m 976) dove facciamo tappa alla “Casa Vacanze i Foresti” dell’amico Cristian Impastato che ci ha approntato al sole, nel prato, tavolo e sedie per consumare il nostro per nulla frugale pasto: panini di prammatica, magnifica crostata di Maria Teresa, baci di dama di Mary, amaretti di Barbara, cafè e disparati pusacafè gentilmente offerti dal nostro ospite.
Sole a gogò, in maniche di camicia, sedie confortevoli, commensali simpatici, vista spettacolare sulle montagne imbiancate, che volere di più!
Ancora una visita alle splendide case del B&B e ripartiamo per tornare a valle.
Raggiunta Serre Foresti (m 886) ci gustiamo la storia degli abitanti di Serre, denominati “embrassobosc” in quanto alla messa del venerdì santo, con il rinnovo dell’acqua benedetta, le donne scendevano al paese mentre gli uomini rimanevano a casa in attesa dei primi rintocchi delle campane al cui suono partivano di corsa ad abbracciare, uno dopo l’altro, gli alberi da frutto per migliorare il raccolto futuro, ma bisognava farlo in fretta, nel tempo in cui le campane continuavano a suonare, e se avanzava tempo, e il parroco prolungava il più possibile il suono, si correva ad abbracciare gli “alberi orfani” del vicino che per i motivi più disparati non poteva adempiere alla cerimonia beneaugurante. E poi, i più lesti, correvano ad abbracciare gli alberi del pane, i grandi castagni del bosco e per alcuni erano necessari più uomini per poterli cingere attorno” (Pietro Raina, La Caresso dal Temp, Il Maira editore).
All’inizio della borgata ci imbattiamo anche in un bel cartello a salvaguardia della cagna Naia, che vive libera nella borgata.
Continuiamo a scendere nel bosco fino a raggiungere dapprima Bosco del Piano (m 865) e poi Grange Lombard (m 845) dove incrociamo nuovamente il “Sentiero dei Caprioli” che seguiamo, deviando a destra nel bosco, fino ad arrivare a Chiaudieres (m 715). Attraversata la provinciale per Acceglio troviamo subito il cartello per Cartignano su comodo sentiero al di sotto della strada e lungo il torrente Maira che ci guida fino alle macchine.
Infine un ultimo caffè al bar locale con gli auguri di un nuovo anno migliore del 2021 che stiamo per lasciarci alle spalle.
Note toponomastiche e curiosità
Cartignano (Comune di): nome locale provenzale Cartinhàn, Cartignan. Fin dal periodo romano, Cartignano fu un importante mercato di cereali per tutta la Valle Maira; era infatti chiamata Forum cerealum, come attesta il ritrovamento di antichi documenti in cui Cartignano era menzionata Cereale Forum o Villa Cereanum.
Mittante (Borgata): nome occitano Ramalan. L'origine del toponimo è di difficile interpretazione: potrebbe derivare dall'occitano 'meitat-mitat', metà, mezzo, in riferimento alla posizione centrale dell'insediamento. Il nome occitano risulta di ancor più dubbia lettura.
San Bernardo (Cappella votiva): San Bernardo di Chiaravalle nato a Digione nel 1090, il cui nome di origine germanica significa “forte come un orso” è fondatore dell'ordine dei Cistercensi e protettore degli agricoltori.
Galliana (Borgata di Cartignano): nome locale Galiano, deriva dalla forma cogniminiale del nucleo familiare presente nell'insediamento. La cappella è dedicata a Sant'Anna. Questa località è caratterizzata dalla Via dei Morti, una viuzza sterrata che collegava le borgate, ma che serviva particolarmente per far scendere le bare dei morti dalle frazioni alte sino alla chiesa.
Cogno (Borgata di Cartignano): nome locale Cugn o Conh. In occitano 'conh' è il cuneo: il toponimo potrebbe dunque riferirsi alla posizione e alla forma della borgata, insinuata tra due pareti rocciose. Una caratteristica architettonica di questa borgata è costituita dal gran numero di scale contrapposte sulla facciata delle case.
Biancera (Borgata di Cartignano): nome locale Biancero o Blanchèra. Il toponimo pare derivi dal colore chiaro delle rocce alle spalle dell'insediamento.
Roi (Borgata di San Damiano Macra): nome locale Roui o Lhi Arolhs. Il toponimo deriva dal nome locale del gufo, arolh, per la presenza sul territorio di tali uccelli, ma anche per indicare un luogo isolato, abitato solo da rapaci notturni.
Caricatori (Borgata di San Damiano Macra): nome locale Chargioou o Charjaors. Il toponimo deriva dall'attività svolta presso tale insediamento, ove le merci, in particolare il legname,venivano caricate e scaricate per essere smerciate tra le varie borgate.
Serre Foresti (Borgata di San Damiano Macra): nome locale Sère Fourèst o Serres Forèsts. Il nome Serre, di derivazione prelatina, indicherebbe un luogo alto su ripiani erbosi in posizione sicura e soleggiata. Fourèst, italianizzato in Foresti deriva da un'antica voce di origine celtica con il significato di raggruppamento di casolari in siti boscosi utilizzati stagionalmente.
Bosco del Piano (Borgata di San Damiano Macra): nome locale Bosc da Piàn ove il toponimo indica un territorio pianeggiante contornato da boschi.
Grangia Lombard (Borgata di San Damiano Macra): nome locale Grangio Loumbard o Granja Lombard. 'Granica', granaio, derivante dal tardo latino indica una serie di costruzioni rustiche con ricovero per animali, sorte lontane dal centro abitato e utilizzate durante l'alpeggio estivo e magazzino per il fieno in inverno. Qui il toponimo è integrato dal cognome del proprietario, Lombardo.
Chiaudieres (Frazione di Cartignano): nome locale Choudières. Il toponimo, dal provenzale 'chaud, chaut', corrisponde a località soleggiata, calda e riparata dai venti.

Escursione effettuata il 29 Dicembre 2021
Compagnia dell'Anello formata da: Adriano, Angelo, Barbara, Josè, Maria Teresa e Mary
Località di partenza: Cartignano m 672
Altitudine massima: m 1220
Dislivello cumulato in ascesa: m 604
Sviluppo totale del percorso: km 11,5
Tempo in movimento: 3h 30'
Difficoltà: E (vedi scala difficoltà)
fotovideocronaca
Tracciato gps
mappa satellitare Wikiloc
Cime e Anelli 2021


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Autore Commento
CompagniadellAnello
Inviato: 9/1/2022 14:14  Aggiornato: 9/1/2022 14:14
Guru
Iscritto: 27/12/2015
Da: Cuneo
Inviati: 494
 Re: Anello di Borgata Roi, da Cartignano
Descrizione del percorso: José
Fotocronaca: Adriano, Angelo e Maria teresa
Tracciato GPS, elaborazione grafica e coordinamento redazionale: Adriano
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