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Escursionismo : Un anello tra Cesana e Claviere. Le gorge di S. Gervasio, la Rocca Clari, il sentiero degli alpini per la Punta Rascià
Autore: Beppe46 (Notizie dello stesso autore)
Notizia inviata il: 11/08/21 16:36
Notizia riferita al: 10/08/21
Letture: 760

Un anello tra Cesana e Claviere. Le Gorge di S. Gervasio con il ponte tibetano, la Rocca Clari, il sentiero degli alpini per la Punta Rascià.

Località di partenza: Tornante sulla strada per il Monginevro allo sbocco delle gorge di S. Gervasio mt. 1511
Dislivello complessivo: mt. 950
Tempo complessivo: 6 ore e 30 minuti c.ca
Difficoltà: E
Riferimenti: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000 n° 2 Alta Val Susa – Alta Val Chisone Fraternali editore

Questo itinerario percorre nella prima parte del suo percorso le gorge di S. Gervasio, tra Cesana e Claviere in alta valle Susa, scavate nel corso dei millenni dalla continua erosione prodotta dalle acque della Piccola Dora alle falde delle dolomie dello Chaberton. All’interno della stretta gola è stato realizzato un ardito ponte tibetano, attrazione turistica di notevole fattura di recente realizzazione. Fuori le gorge, presa la strada per Sagnalonga, una breve deviazione consente si accedere alla Rocca Clari, dove sorgono i ruderi di un ricovero a suo tempo fatto saltare. Ridiscesi alla strada un’indicazione appropriata individua in punto il cui inizia l’imperdibile sentiero degli alpini per la Punta Rascià, geniale traccia che serpeggia con infinite svolte alle pendici del monte di cui si guadagna infine la panoramica cima avendo di fronte l’incombente mole dello Chaberton. Percorsa la panoramica cresta che segue, una facile traccia consente di portarsi al col Bercia, modesto valico che immette nella valle Gimont dalla quale facilmente si scende verso Claviere ripetendo così l’itinerario d’ascesa nelle gorge. Altrimenti, con percorso diverso, si può tornare percorrendo l’interminabile, polveroso stradello che passando per Sagnalonga dolcemente scende a valle riportando nelle vicinanze del punto di partenza.
Spettacolare, soprattutto nella prima parte del suo svolgimento, questo itinerario attraversa luoghi straordinariamente paesaggistici per l’ampio orizzonte che s’apre verso ogni dove avendo sempre incombente la mole dello Chaberton che domina la scena.

Percorsa la valle di Susa, giunti a Oulx si prosegue per Cesana e poi per Claviere lasciando l’auto presso l’ampio slargo predisposto nel punto in cui la strada statale attraversa la Piccola Dora e iniziano le gorge di S. Gervasio.
Inizia qui uno dei tratti più interessanti e affascinanti dell’intero percorso portandosi da subito la traccia all’interno delle gorge dove notevoli manufatti consentono di procedere senza alcun problema. Stando di volta in volta da una parte o dall’altra del rio, passerelle in legno, ponticelli, gradinature appropriate facilitano l’accesso e la progressione all’interno della gola raggiungendo più avanti il punto il cui prende corpo l’ardito ponte tibetano, ingegnoso manufatto di notevole fattura, attrazione turistica di grande richiamo che per lungo tratto sovrasta la traccia che sempre procede lungo il corso del rio. La cascatella terminale si supera di lato con gradinature in cemento guadagnando il punto raggiunto anche dal ponte tibetano. Brevi traversi e ripetute svolte consentono di fuoriuscire dalla gola nei pressi di Claviere dove l’ultimo tratto del ponte tibetano affronta l’attraversamento finale che riporta sull’opposta sponda, certamente il più spettacolare dell’intera tratta.
1 ora c.ca dalla partenza.
Rasentato un centro d’addestramento cinofilo, facilmente si sale alla polverosa strada unente Claviere a Sagnalonga, raggiungendo il punto in cui inizia il sentiero per la Rocca Clari opportunamente segnalato alla partenza. Al laghetto presso la grangia la Coche si continua sullo stradello sino all’arrivo di un impianto di risalita oltre il quale la traccia prosegue salendo nella pineta sino ai ruderi del ricovero in vetta alla Rocca Clari mt. 2051fatto saltare al termine dell’ultimo conflitto mondiale.
1 ora c.ca da Claviere.
Oltre la traccia prosegue e con ampio giro scende a valle dove si ritorna sulla strada per Sagnalonga ai grandi piani che si attraversano su lunghi ponticelli in legno ad uso sciistico. Qui giunti, dove uno stradello s’inoltra verso monte, sorge la prima indicazione che individua il punto in cui inizia il sentiero degli alpini per la Punta Rascià che terminerà al col Bercia. Certamente la seconda attrazione per importanza del percorso dopo le gorge, questo itinerario di salita, realizzato a suo tempo dai nostri militari, dopo l’attraversamento nel bosco, raggiunta una pietraia comincia a serpeggiare in ripida ascesa alle falde del monte con una infinita serie di brevi e lunghi traversi, alternati da ripetute svolte, dove la traccia, recentemente ripristinata dopo un lungo abbandono, genialmente è sorretta a valle e protetta a monte da muretti di contenimento e protezione tutt’ora in ottimo stato di conservazione. Una breve deviazione consente di raggiungere un punto panoramico, un ex osservatorio militare dominante la valle, avendo di sopra l’incombente mole dello Chaberton.
Al termine dell’ascesa, raggiunta la cima del monte mt. 2341 contraddistinta da massi accatastati e da un ripetitore, si può scendere al col Bercia su comodo sentiero oppure percorrendo il facile crinale che dà sulla valle Gimont passando accanto alla grande croce bianca.
1 ora e 30 minuti c.ca dalla Rocca Clari.
Qui giunti si può decidere di scendere a Claviere passando per il rifugio della valle Gimont ripetendo poi l’itinerario di salita passante per le gorge, oppure in alternativa, tanto per sviluppare un anello, prendere la strada sterrata che riporta nei pressi del punto di partenza passando da prima per le villette e gli chalets di Sagnalonga che già si individuano in basso nella pineta. Così facendo si sappia che si percorrerà lungamente un polveroso stradello, normalmente privo di traffico, che superata Sagnalonga raggiunge, di poco più avanti, il bivio dove sulla sinistra si va in direzione di Claviere, sulla destra verso Cesana. Seguono alcuni lunghi traversi, alternati da svolte, interminabili perché sempre uguali, che dolcemente fanno scendere la strada a valle nel chiuso della vegetazione raggiungendo in ultimo al fondo la statale di poco sotto lo slargo dove iniziano le gorge che in breve si raggiunge. Qui giunti questo anello si chiude.
3 ore c.ca dal col Bercia.

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